Si allarga la zona gialla, i dati Covid delle Regioni: chi rischia il cambio colore lunedì 20 settembre

Cala l’incidenza settimanale Covid a livello nazionale grazie ai vaccini. Ma alcune Regioni risentono dei vecchi dati e rischiano la zona gialla

Cala di ben 10 punti l’incidenza settimanale Covid a livello nazionale: 64 per 100mila abitanti, contro i 74 della scorsa settimana. Resta dunque al di sopra della soglia dei 50, che potrebbe consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento o sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti. Ma la notizia è davvero buona, e peraltro, come QuiFinanza aveva anticipato, anche piuttosto attesa.

Il merito? Senza alcun dubbio dei vaccini. Mentre si comincia a parlare di risultati di farmaci orali contro il Covid (ne abbiamo parlato in modo approfondito qui), una più elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione sono, oggi, gli unici strumenti che ci stanno permettendo di evitare e prevenire ulteriori recrudescenze del virus. Perché le varianti non nascono perché ci si vaccina, ma proprio per il contrario, cioè perché trovano terreno fertile per svilupparsi e proliferare tra chi non è protetto dallo scudo vaccinale.

Persino Matteo Salvini qualche giorno fa, dopo un’uscita in questo senso completamente sbagliata e propagandistica, è stato costretto a scusarsi e fare marcia indietro, piegandosi alle parole degli scienziati, che a sostegno delle proprie posizioni non portano altro che i dati reali, che mostrano chiaramente quanto i vaccini ci stiano salvaguardando, e a rischiare di finire in ospedale siano ormai sempre di più le persone non vaccinate (qui il report Iss completo con i dati aggiornati).

Incidenza e Rt Covid in Italia: i dati del nuovo monitoraggio Iss

Le immunizzazioni ci salvano dal Covid grave, e lo fanno anche contro le varianti più temute, come la Delta. Motivo per cui anche l’indice Rt calcolato sui casi sintomatici sta diminuendo, passando nel periodo 18-31 agosto a 0,92 (range 0,79 – 1,02), quindi al di sotto della soglia epidemica dell’1%.

Si osserva, per lo stesso motivo, una diminuzione anche dell’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero. La elevata proporzione di soggetti giovani e asintomatici evidenziata dai dati epidemiologici pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità va considerata nella lettura di queste stime di trasmissibilità. E cala leggermente la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (43% contro 44% della scorsa settimana).

Guardando alle Regioni, 3 risultano oggi classificate a rischio moderato, mentre le restanti 18 sono a rischio basso. Solo una riporta un’allerta di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza.

Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale risente dei numeri dei contagi delle scorse settimane e aumenta leggermente al 7,4%: il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 4.252 a 4.307. Anche il tasso di occupazione in terapia intensiva è ancora in lieve aumento, al 6,2%, con il numero di persone ricoverate in aumento da 544 a 563.

Sulla base dei dati raccolti nell’ultimo monitoraggio Iss, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato una nuova ordinanza che fissa i nuovi colori delle Regioni da lunedì 13 settembre.

I parametri per il passaggio da zona bianca a gialla

Ricordiamo che in zona bianca si resta quando:

  • l’incidenza settimanale dei contagi è inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti per 3 settimane consecutive
  • qualora si verifichi un’incidenza superiore a 50 casi per 100mila abitanti, la Regione resta in zona bianca se si verifica una delle due condizioni successive:
    – il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid è uguale o inferiore al 15%; oppure
    – il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid è uguale o inferiore al 10%.

Scatta invece la zona gialla quando:

  • l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 50 ogni 100mila abitanti e contestualmente
  • il tasso di occupazione dei posti letto in area medica è superiore al 15% e il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid è superiore al 10%
  • qualora si verifichi un’incidenza pari o superiore a 150 casi per 100mila abitanti, la Regione resta in zona gialla se si verificano una delle due condizioni successive:
    – il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid è uguale o inferiore al 30%; oppure
    – il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid è uguale o inferiore al 20%.

Sicilia, proroga della zona gialla: fino a quando

Nessuna variazione per la nostra Penisola. Nessuna Regione si trova in zona arancione o rossa. Tutte le altre restano in fascia bianca. Viene però prorogata la zona gialla per la Sicilia per ulteriori 15 giorni, ferma restando comunque la possibilità di una eventuale nuova classificazione.

La Sicilia è passata in zona gialla il 30 di agosto, come stabilito dall’ordinanza del Ministero della Salute del 27 agosto, e per tornare in zona bianca avrebbe dovuto registrare un miglioramento per almeno due settimane consecutive. Ma il trend parla chiaro: l’Isola segna ancora un tasso di occupazione dei posti letto in area medica del 23,2% e del 13,8% in terapia intensiva.

Le Regioni a rischio moderato

Nel monitoraggio Iss viene anche riportata la classificazione complessiva del rischio per ogni Regione. Tutte sono a rischio basso, tranne queste a rischio moderato:

  • Friuli Venezia Giulia
  • Lombardia
  • Provincia autonoma di Bolzano.

Chi rischia la zona gialla da lunedì 20 settembre

Potrebbe però cambiare la situazione, allargando la zona gialla, a partire da lunedì 20 settembre. Sorvegliata speciale ormai da qualche settimana, questa volta la Calabria ha poche chance di salvarsi. La Regione ha infatti sfondato ormai quota 18,8% di occupazione nelle aree mediche e 7,7% nelle terapie intensive.

Tutto può ancora accadere comunque: se i dati AGENAS mostreranno segni di miglioramento, la Calabria potrebbe ancora scongiurare la zona gialla e restare in bianco come le altre Regioni italiane.

Le Regioni con soglie critiche

Scorrendo i dati Iss relativi alle altre Regioni, aggiornati al 7 settembre, si notano alcune Regioni vicine o addirittura oltre ad alcune soglie critiche:

per le aree mediche (soglia 15%):

  • Sardegna 14,5%
  • Basilicata 13,9%

per le terapie intensive (soglia 10%):

  • Sardegna 14,7%
  • Marche 9,6%
  • Toscana 9,3%
  • Provincia autonoma di Bolzano 8,8%.

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