Variante inglese “il doppio più letale”: Piemonte al collasso, nuove ordinanze in Campania e Puglia

Si è conclusa con un nulla di fatto la cabina di regia con il premier Draghi. Ma la situazione peggiore in diverse parti del Paese

Ancora un nulla di fatto. Dopo che l’Italia archivia la giornata con 22.409 nuovi contagi e 332 morti, si è conclusa la cabina di regia con il premier Draghi. Un’ora e mezza di dibattito, presenti anche il numero uno dell’Iss Silvio Brusaferro e il presidente del Css Franco Locatelli, che non però sono stati sufficienti a prendere una decisione sulle nuove restrizioni.

La stretta appare inevitabile ma solo venerdì il Consiglio dei ministri valuterà se imporre nuovi divieti per fermare il contagio Covid. Intanto domani giovedì 11 marzo saranno esaminati i nuovi dati sulla diffusione del contagio e verranno eseguiti approfondimenti condotti con le Regioni e le Province autonome.

Posto che l’indicazione del Cts è stata quella di non far ricorrere a un nuovo lockdown generalizzato nazionale, ma piuttosto a una stretta rossa limitata ai weekend, Palazzo Chigi fa trapelare da una fonte che “stiamo ancora valutando, anche perché alcuni dati sono attesi nelle prossime ore”.

Variante inglese, nuovo studio sulla letalità

La variante inglese intanto è arrivata al 54% nel nostro Paese, e le notizie non aiutano. Mentre Andrea Crisanti anticipa una ricerca dell’Università di Padova secondo cui i test rapidi non rileverebbero le varianti, un nuovo studio condotto dagli scienziati delle Università di Exeter, Bristol, Warwick e Lancaster pubblicata sul British Medical Journal prova che il ceppo britannico è due volte più letale di quello originario.

L’analisi dei dati di circa 55mila pazienti inglesi indicano che la variante B117 – chiamata Kent variant nel Regno Unito – è esattamente del 64% più mortale delle precedenti varianti del Covid.

Gli scienziati avvertono però che il rischio di morte potrebbe essere in effetti fino a due volte più alto per chi viene infettato con la variante inglese. Lo studio, in breve, suggerisce che con l’infezione da variante inglese, il rischio di morte sale dallo 0,25%, pari a 1 persona su 400, allo 0,41%, pari a 1 persona su 250. Nonostante queste conclusioni, gli scienziati britannici si dicono certi che gli attuali vaccini siano altrettanto efficaci contro la variante inglese.

Nuova ordinanza in Campania

Intanto la situazione peggiora in quasi in tutto lo Stivale. Nella Campania già zona rossa da lunedì 8 marzo, il governatore Vincenzo De Luca ha deciso di far scattare nuovi divieti e altre chiusure: da domani 11 marzo fino a domenica 21 marzo saranno chiusi parchi urbani, ville comunali, giardini pubblici, lungomari e piazze.

La nuova ordinanza dispone dunque più stringenti limitazioni alla mobilità, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali aperti e alle abitazioni private.

Stop anche allo svolgimento di fiere e mercati per la vendita al dettaglio, compresi quelli rionali e settimanali, anche con riferimento alla vendita di generi alimentari. Sono esclusi dal divieto invece i negozi siti in prossimità o all’interno di aree mercatali, purché provvisti di servizi igienici autonomi, limitatamente alla vendita dei generi alimentari e alle altre attività consentite sul territorio regionale dal Dpcm del 2 marzo 2021.

Piemonte al collasso

Situazione quasi al collasso anche in Piemonte. La situazione epidemiologica attuale nella Regione vede un costante aumento, giorno dopo giorno, dei contagi e dei ricoveri per Coronavirus, con il concreto rischio di saturazione dei reparti ospedalieri, già stremati.

Motivo per cui l’Ordine dei medici di Torino chiede la zona rossa subito. “Aspettare ancora altri giorni prima di procedere con nuove misure, che in ogni caso dovranno essere adottate, non ha alcuna logica né dal punto di vista sanitario né da quello economico e sociale”, proseguono. In ogni caso da lunedì 15 marzo quasi certamente la Regione guidata da Alberto Cirio finirà comunque in zona rossa.

Il pericolo maggiore è che la situazione di qui alla prossima settimana possa aggravarsi ulteriormente causando, di conseguenza, un più marcato aumento dei contagi, dei pazienti ricoverati e purtroppo dei decessi. Ma non solo: una chiusura tardiva, oltre a essere meno efficace, rischia anche di rivelarsi più lunga e quindi meno sopportabile per le attività economiche e per le ripercussioni sotto il profilo sociale e psicologico.

“Abbiamo alcune stime secondo cui l’incidenza di persone positive in Piemonte, che al 7 marzo era di 277 ogni 100mila abitanti, potrebbe raddoppiare entro le prossime due settimane a parità di condizioni” sottolinea il presidente dell’Ordine dei Medici Guido Giustetto, che definisce “demenziale” che il Governo assuma decisioni sulla base di rilevazioni risalenti a dieci giorni prima, utilizzando un sistema “farraginoso” che non tiene conto di tutti i dati già a disposizione e delle proiezioni possibili. “Intervenire quando la situazione è ormai fuori controllo non serve”.

Nuova ordinanza in Puglia

Situazione allarmante anche in Puglia, che registra un crescente numero di contagi “che ormai rileviamo da giorni”, sottolinea il governatore Michele Emiliano, che poi lancia l’allarme: “Le riunioni giornaliere di monitoraggio dei posti letto Covid hanno già registrato un aumento dei ricoveri dei pazienti Covid, tali da determinare una quasi completa saturazione dei posti letto dedicati nelle province di Bari e Taranto”.

Ma anche nelle altre province pugliesi, se la curva epidemica dovesse continuare la sua progressione, si determinerà un ulteriore incremento di richiesta di ricovero e queste ultime non potranno più soccorrere quelle di Bari e di Taranto.

A Bari il sindaco Antonio Decaro ha stabilito il divieto di asporto e la chiusura dei distributori automatici di cibi e bevande dalle ore 18 e la sospensione delle attività di vendita al dettaglio dalle 19. Anche per i baresi dunque una nuova ordinanza, in vigore dall’11 marzo al 28 marzo.

Nuovi dosi da Pfizer per l’Ue

La buona notizia è che nelle prossime due settimane Pfizer-BioNTech, che risulta efficace anche contro le varianti, fornirà all’Unione europea 4 milioni di dosi aggiuntive di vaccino anti Covid-19. Ad annunciarlo è stata direttamente la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Le dosi previste del vaccino Pfizer-BioNTech erano 62 milioni, che saliranno così a 66 milioni.

Entro la fine di marzo, in totale Bruxelles si aspetta una consegna di 100 milioni di dosi, che comprendono anche le forniture di Moderna e AstraZeneca, che, attraverso il loro uso mirato dove sono più necessarie, specialmente nelle regioni di confine, dovrebbero contribuire a garantire o ristabilire la libera circolazione delle persone e delle merci, ha spiegato von der Leyen.

Per l’Italia, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, questo equivale ad una quota aggiuntiva di 532mila dosi, che saranno consegnate nelle ultime due settimane di marzo.

La Commissione Ue ha riferito di avere negoziato questa fornitura extra per consentire agli Stati membri di utilizzare queste dosi nelle aree dove si teme maggiormente la diffusione delle varianti Covid. A preoccupare sono soprattutto alcuni focolai in Tirolo, Austria, a Nizza e nella Mosella, in Francia, a Bolzano, in alcune aree della Sassonia e della Baviera e in Italia.

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