Nuova variante in Italia: cos’è la Delta Plus e quali sintomi provoca

L'Organizzazione mondiale della sanità sta monitorando con grande attenzione la variante Delta, che presenta due mutazioni supplementari. Cosa sappiamo

Miriam Carraretto Giornalista di attualità politico-economica Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

L’Organizzazione mondiale della sanità sta monitorando con grande attenzione la variante Delta, che presenta due mutazioni supplementari, la Delta AY.1 e la AY.2. La prima era stata già individuata in 9 Paesi tra cui Usa e Regno Unito ed era arrivata in Italia in estate (ne avevamo parlato qui). Ora si sta diffondendo anche la nuova variante Delta Plus AY.4.2, anch’essa già presente nel nostro Paese.

Cosa sappiamo della variante Delta Plus

La variante Delta Plus è stata classificata come una “variante di preoccupazione” dai funzionari sanitari indiani, ma l’OMS e il Public Health England (PHE) continuano a classificarla all’interno delle cifre attese per il ceppo Delta.

Si ritiene che la Delta Plus abbia avuto origine in India, dove è stata trovata per la prima volta. Al momento, oltre che in Russia, sono già stati registrati diversi casi in almeno 44 Paesi, in particolare Regno Unito, Stati Uniti, Danimarca, Germania.

“Stiamo tutti guardando” alla situazione varianti di Sars-CoV-2 con l’inverno in arrivo, “per cercare di capire dove il virus sta andando e cosa potremmo aspettarci nelle settimane e nei mesi a venire” ha spiegato Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell’EMA, l’Agenzia europea del farmaco, durante una conferenza stampa. “La Delta è ancora il ceppo dominante che sta circolando e stiamo cominciando a vedere che ci sono alcune mutazioni aggiuntive che stanno prendendo posto, ma al momento in pochi casi, sulla variante Delta”.

Intanto proprio l’EMA dovrebbe cominciare “la prossima settimana” la valutazione del farmaco antivirale orale molnupiravir sviluppato dall’americana Merck, che ha mostrato di ridurre di circa il 50% il rischio di ricovero e morte nei pazienti con Covid in forma lieve o moderata (come funziona lo abbiamo spiegato qui).

La nuova mutazione AY.4.2 è una delle osservate speciali, per esempio nel Regno Unito spiega Cavaleri, dove i casi in cui è stata sequenziata sono in aumento, “e dobbiamo monitorare molto da vicino”.

La variante modificata è stata confermata nel Regno Unito nell’aprile 2021 e i dati riportati dal PHE il 24 settembre 2021 mostrano che finora ci sono stati un totale di 176 casi Delta Plus. Quindi parliamo comunque di numeri scarsi in termini assoluti.

La situazione dei contagi Covid in Gran Bretagna, Germania e Russia

In GB tuttavia la situazione è complicata e il numero dei nuovi contagi Covid è aumentato del 17,9% solo nell’ultima settimana, durante la quale sono stati confermati 327.537 contagi, mentre quello dei decessi ha registrato un +10,8% (912 i morti). L’allentamento delle misure, con l’addio alle mascherine e al distanziamento, ha innescato questa spirale. Ma Boris Johnson tira dritto per la sua strada.

E il resto dell’Europa com’è messo? In Germania il sistema sanitario si prepara a un nuovo picco di contagi in arrivo nei prossimi mesi. “Si prevede che nel corso dell’autunno e dell’inverno l’aumento del numero di casi accelererà”, ha detto il prestigioso Robert Koch Insitut, che prevede un aumento significativo dei focolai in ospedali e case di riposo.

In Russia stop al lavoro (qui in che modo si ferma) e Mosca torna in lockdown dal giovedì 28 ottobre, come ha annunciato il sindaco della capitale, Sergei Sobyanin. Solo i supermercati e le farmacie resteranno aperte al pubblico. Chiusura invece per bar e ristoranti, così come per tutti i negozi in cui si vendono beni non essenziali.

Insomma, l’Europa torna ad affrontare una nuova possibile emergenza, anche se – è sempre fondamentale ribadirlo – con una elevata copertura vaccinale e il mantenimento delle misure sociali (mascherine e distanziamento) non dobbiamo farci ingannare da facili allarmismi come spesso si legge nei titoli delle news.

Quanto è contagiosa e pericolosa la Delta Plus

Al momento si sa che la variante Delta Plus ha una capacità di diffusione ancora più rapida della Delta e si lega con facilità alle cellule polmonari. Questo nuovo sottoceppo di Delta che contiene una mutazione aggiuntiva potrebbe rendere più facile per il virus infettare gli individui.

Inoltre, secondo i primi studi sarebbe potenzialmente resistente alla terapia con anticorpi monoclonali (qui tutto ciò che sappiamo sui monoclonali).

La nuova variante Delta AY.4.2 è già arrivata in Italia. “A Brescia addirittura ne abbiamo visti 2 casi in una survey condotta a fine agosto, e molto probabilmente siamo stati i primi a individuarla. Ma da allora siamo a oltre 80 sequenze depositate a livello nazionale”, ha spiegato all’Adnkronos Salute Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), ordinario di microbiologia e microbiologia clinica all’università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili. “La maggior parte delle notifiche sono avvenute dalla metà di ottobre, ma questo – precisa l’esperto – dipende dal fatto che ora c’è la necessità di monitorarla. E cercando, naturalmente, si trova”.

Variante Delta Plus, i sintomi

Ma quali sono i sintomi della variante Delta Plus? Al momento, nulla suggerisce che i sintomi dell’infezione con la variante Delta Plus siano diversi da altri ceppi di Coronavirus.

I principali sintomi sono questi e la maggior parte delle persone che contraggono il Covid sintomatico sviluppa almeno uno di questi:

  • temperatura elevata
  • tosse persistente
  • perdita o cambiamento dell’olfatto o del gusto.

Variante Delta Plus, l’efficacia dei vaccini

L’altra domanda a cui è utile provare a rispondere è se i vaccini funzionano anche contro la variante Delta Plus. Sebbene sia troppo presto per dire in modo definitivo se i vaccini saranno influenzati da questo nuovo ceppo, gli studi iniziali suggeriscono che è improbabile che questa mutazione abbia un grande impatto sulla loro efficacia.

Uno studio pre-stampa, che deve ancora essere sottoposto a revisione paritaria, suggerisce che l’effetto del vaccino Pfizer è “solo modestamente ridotto” contro il nuovo ceppo, rispetto al virus SARS-CoV-2 originale cinese. Nello studio pre-stampa che ha testato il vaccino Pfizer contro Delta Plus, gli scienziati hanno affermato che sembrava che la mutazione “non avesse portato alla fuga del virus dagli anticorpi neutralizzanti provocati dal vaccino”.

Anche secondo il presidente dei virologi italiani Caruso, la variante AY.4.2 “non dovrebbe creare assolutamente alcun problema per quanto riguarda l’efficacia dei vaccini” anti-Covid oggi disponibili.

Sono necessarie ulteriori ricerche prima di poter dire esattamente in che modo Delta Plus avrà un impatto sui Paesi, ma i primi studi suggeriscono che la mutazione non sarà in grado di eludere la protezione offerta dai vaccini.

Secondo gli esperti, i vaccini esistenti sembrano proteggere molte persone dal Covid grave, ma sono necessari livelli molto più alti di anticorpi per proteggersi dalla Delta rispetto al ceppo virale originale, per questo auspicano vaccini specifici per questa variante.

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