Variante Delta in Italia: dalla Puglia alla Lombardia, sintomi e efficacia vaccini. E spunta la Delta Plus

La variante Delta circola ormai ovunque in Europa, ed è arrivata anche in Italia. Ecco dove, in quali percentuali e cos'è la variante Delta Plus

Come ormai tutti sappiamo, i virus, in particolare quelli a Rna come i coronavirus, evolvono costantemente attraverso mutazioni del loro genoma. Mutazioni del virus Sars-CoV-2 sono state osservate in tutto il mondo fin dall’inizio della pandemia.

Come spiega l’Istituto Superiore di Sanità, mentre la maggior parte delle mutazioni non ha un impatto significativo, qualcuna può dare al virus alcune caratteristiche, come ad esempio un vantaggio selettivo rispetto alle altre attraverso una maggiore trasmissibilità, una maggiore patogenicità con forme più severe di malattia o la possibilità di aggirare l’immunità precedentemente acquisita da un individuo o per infezione naturale o per vaccinazione (qui le varianti che circolano al momento in Italia e le loro caratteristiche).

Variante Delta in Italia, quanto circola

È quello che è successo con il ceppo inglese inizialmente, poi diventato predominante in Europa, e ora è quanto sta avvenendo con la Delta, la variante indiana, che ha iniziato a diffondersi rapidamente in Gran Bretagna innescando una nuova impennata nei contagi.

La variante Delta circola ormai ovunque in Europa, ed è arrivata anche in Italia. Il ministro della Salute Roberto Speranza, intervistato a Cartabianca, ha detto che “nell’ultima verifica fatta in Italia era solo l’1% dei casi ma ci aspettiamo che questo dato salirà perché è una variante più capace di diffondersi, la dobbiamo seguire con la massima attenzione”.

Diversi studi compiuti su dati parziali stimano tuttavia una circolazione del ceppo indiano del Sars-CoV-2 su numeri superiori. In particolare, secondo un’analisi del Financial Times, la variante Delta in Italia sarebbe presente nel 26% dei casi, facendo del nostro Paese il quinto al mondo per la diffusione di questa mutazione del Coronavirus.

Prima dell’Italia ci sarebbero Gran Bretagna e Portogallo, dove la Delta sarebbe dominante rispettivamente con il 98% e il 96% dei casi, poi Russia e Stati Uniti con il 31%. In questa particolare classifica, dopo il nostro Paese, seguono il Belgio (16%), la Germania (15%) e la Francia (6,9%).

Secondo le stime del centro Ceinge-Biotecnologie avanzate relative all’ultimo mese, su dati raccolti fra il 15 maggio e il 16 giugno, in Italia il ceppo indiano sarebbe invece al 9%. In entrambi i casi, sia questa che quella dell’FT, la fonte è la banca dati internazionali Gisaid, nella quale tutti i Paesi del mondo depositano le sequenze genetiche del virus SarsCoV2.

I dati esaminati nella banca Gisaid sono aggiornati al 21 giugno 2021 e l’analisi indica che delle 1.193 sequenze depositate in tutta Italia 108, il 9% appunto, corrispondono alla variante Delta. Si nota un aumento quindi rispetto a quanto riportato per il periodo che va dal 15 maggio al 16 giugno scorso, in cui la variante Delta corrispondeva al 3,4%.

Variante Delta in Italia, dove circola

Secondo Ceinge, la regione nella quale la variante Delta sta circolando di più è la Puglia: dal Gargano al Salento, il virus starebbe colpendo il 35% dei nuovi contagi. Questi dati potrebbero testimoniare l’elevata circolazione di quel ceppo, ma non sono ancora affidabili sul piano statistico, perché fanno riferimento a focolai localizzati.

Per quanto riguarda le altre regioni, la maggior parte delle sequenze che corrispondono alla variante Delta arriva, dopo la Puglia, dal Trentino-Alto Adige (28, il 26%), Veneto (20, il 18%), Umbria (11, il 10%), Sardegna (5, il 5%), Campania (3, il 3%), Lazio, Sicilia e Lombardia (1 ciascuno, l’1%).

Preoccupa ora il focolaio della variante Delta scoperto tra i lavoratori della logistica e i loro contatti stretti tra le province di Piacenza, Cremona e Lodi, che però, fondamentale sottolinearlo, non erano vaccinati. Rilevati anche a Modena 3 casi: i contagiati sono ragazzi tra i 20 e i 30 anni. Nessun allarme però al momento, perché le loro condizioni non sono gravi, ma sicuramente serve massima attenzione e sequenziamento continuo, per evitare di ritrovarci come lo scorso ottobre.

Per cercare di dare una risposta più precisa su quanto è diffusa in Italia la variante Delta, il ministero della Salute ha disposto, tramite una circolare a firma del direttore generale della Prevenzione Giovanni Rezza, una nuova indagine rapida per stimare la circolazione nel Paese delle principali varianti del coronavirus.

Variante Delta, è più contagiosa e pericolosa?

Secondo uno studio della Public Health England, la variante Delta è più contagiosa del 60% rispetto alla variante Alpha (inglese), che già lo era circa 6 volte in più del ceppo originario.

Più difficile stabilire invece se sia anche più virulenta. Sempre secondo alcuni dati diffusi a inizio giugno dal Public Health England, questa variante sarebbe associata anche ad un rischio di ospedalizzazione fino a 2,6 volte superiore rispetto alla inglese.

E il trend in Cina sembra confermare questi segnali. Il direttore del reparto di terapia intensiva della Sun Yat-sen University di Guangzhou, Guan Xiangdong, ha affermato che con la variante Delta il 12% dei pazienti si ammala gravemente entro 3 o 4 giorni dalla comparsa dei sintomi. Con i ceppi fin qui noti, la percentuale era del 2-3% e solo occasionalmente si arrivava fino al 10.

Variante Delta, i sintomi più comuni

Tra i sintomi più frequenti vengono segnalati invece mal di stomaco, nausea, vomito, mal di testa, raffreddore, febbre, perdita di appetito e dolori articolari.

Non più dunque né tosse né perdita di gusto o olfatto, come avveniva nella prima fase della pandemia.

Variante Delta e efficacia vaccini

L’ottima notizia è però che i vaccini funzionano. E molto. Il 68% dei casi di variante indiana in Gran Bretagna è stato registrato tra persone non vaccinate, il 6,2% tra vaccinati con doppia dose e il 18,7% tra i vaccinati con una dose a più di 21 giorni dall’inoculazione.

Per quando riguarda l’efficacia, due dosi di vaccino Pfizer avrebbero una probabilità del 96% nel contrastare gli effetti gravi del Covid che portano all’ospedalizzazione. Del 92% quella di AstraZeneca.

Variante Delta Plus: cos’è e cosa sappiamo

Come se non bastasse, però, oltre alla variante Delta spunta ora anche la Delta Plus. Si sta diffondendo in India questo nuovo ceppo collegato al precedente. La variante Delta Plus del coronavirus, conosciuta anche come AY.1, era stata già individuata in 9 Paesi tra cui Usa e Regno Unito.

In India è stata rilevata per la prima volta ad aprile: secondo il ministero della Sanità finora sono stati individuati 22 casi del nuovo ceppo in 3 Stati: Maharashtra, Kerala e Madhya Pradesh). Ha una capacità di diffusione ancora più rapida della Delta e si lega con facilità alle cellule polmonari.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Variante Delta in Italia: dalla Puglia alla Lombardia, sintomi e effic...