Vaccino, ci si può vaccinare mentre si è in vacanza? Il piano di Figliuolo

Il commissario per l'emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, sta pensando di vaccinare le persone anche durante le vacanze

La nuova ‘Fase 2’ dell’Italia è partita lo scorso 26 aprile, con le prime riaperture dopo settimane di zona rossa e arancione. Da una parte alcuni esperti temono che l’aver allentato le misure possa causare un notevole aumento dei contagi. Dall’altra, invece, il governo, nella persona del premier Mario Draghi, ha parlato di “rischio ragionato“, dato che rispetto alle aperture di un anno fa questa volta è in piedi la campagna di vaccinazione.

Quasi ultimata per gli over 80, a giugno e a luglio potrebbe toccare a 40enni e 50enni. Ma cosa succede se l’appuntamento con la somministrazione della dose ‘cade’ mentre si è in vacanza? Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario per l’emergenza Covid, sta pensando a una soluzione.

Vaccino, cosa succede se l’appuntamento è fissato quando si è in vacanza

Nel corso di un’intervista concessa a Repubblica, Francesco Paolo Figliuolo ha anticipato di essere al lavoro per rendere possibile la vaccinazione anche in vacanza, in una città diversa da quella in cui è registrata la residenza o il domicilio. L’idea è quella di ricorrere a strutture presso centri montani o estivi. “Tutti siamo stati giovani, e sappiamo che i giovani a volte si sentono onnipotenti, ma rischiano di colpire congiunti più anziani. Saremo proattivi, vedremo come strutturare questo piano, ma lo faremo”.

AstraZeneca, via libera alla seconda dose per gli under 60

Intanto è stata presa una decisione sulla dose di richiamo AstraZeneca agli under 60, ossia a coloro che precedentemente alla sospensione del vaccino, dovuta a sospetti casi di trombosi successivi alla somministrazione, avevano ricevuto la prima iniezione.

Il direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, ha infatti spiegato che non ci sono evidenze di eventi avversi con la seconda dose. Sul tema si è anche pronunciata l’Ema, che non ha preso decisioni atte a bloccare la somministrazione del richiamo. Secondo l’Agenzia del farmaco europea, in sostanza, i rari eventi avversi che si sono verificati con la prima dose non si sono verificati con la seconda.

Al momento risultano consegnate all’Italia, dall’inizio della campagna, oltre 22,5 milioni di vaccini: di questi 15,6 milioni sono PfizerBioNTech, 4,8 milioni AstraZeneca, 1,9 milioni Moderna e quasi 180 mila Johnson&Johnson.

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