Vaccino contro il tumore e altre malattie entro 5-10 anni? Cosa sappiamo

L'annuncio dei due inventori del primo vaccino Covid BioNTech/Pfizer Sahin e Türeci: il vaccino anti-cancro potrebbe arrivare tra 5-10 anni

Miriam Carraretto Giornalista di attualità politico-economica Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

I vaccini sono essenziali per aiutare il corpo a combattere le malattie: possono addestrare il sistema immunitario a scovare e distruggere le cellule dannose. Forse non tutti sanno che esistono anche vaccini per il cancro: alcuni che lo prevengono e altri che addirittura lo curano.

Quali vaccini contro il cancro ci sono

Esistono vaccini che possono impedire alle persone sane di contrarre determinati tipi di cancro causati da virus, proprio per come avviene per la varicella o l’influenza. Ovviamente questo tipo di vaccino funziona solo se una persona lo riceve prima di essere infettata dal virus.

Negli Usa esistono 2 tipi di vaccini che prevengono il cancro approvati dalla Food and Drug Administration:

  • vaccino HPV: il vaccino protegge contro il papillomavirus umano, il virus responsabile del cancro al collo dell’utero ad esempio. La FDA ha approvato i vaccini HPV per prevenire tumori cervicali, vaginali e vulvari, il cancro anale e genitale. L’HPV può anche causare altri tumori per i quali la FDA non ha approvato il vaccino, come il cancro orale;
  • vaccino contro l’epatite B: protegge contro il virus dell’epatite B (HBV), che può causare il cancro al fegato.

Esistono poi come dicevamo vaccini che curano il cancro, i cosiddetti vaccini terapeutici. Questi vaccini sono un tipo di trattamento del cancro chiamato immunoterapia. Funzionano per rafforzare il sistema immunitario del corpo per combattere il cancro. Questo vaccino impedisce al tumore di crescere o diffondersi, distrugge le cellule cancerose ancora nel corpo dopo la fine dei trattamenti ed evita che il cancro ritorni.

Gli esperti ad oggi stanno lavorando al vaccino contro il cancro alla vescica, contro il tumore al cervello (molti degli studi includono bambini e adolescenti), il tumore al seno, quello del colon-retto, alla prostata, ai reni, contro la leucemia, sia la mieloide acuta che quella linfatica cronica (alcuni hanno lo scopo di aiutare altri trattamenti, come il trapianto di midollo osseo e le cellule staminali, a funzionare meglio, altri vaccini prodotti dalle cellule tumorali di una persona e da altre cellule possono aiutare il sistema immunitario a distruggere il cancro). Poi ancora vaccini contro il tumore ai polmoni, il melanoma, il mieloma e anche quello al pancreas, che presenta altissimi livelli di mortalità, e cervicale.

La scoperta del legame tra il vaccino contro il papilloma e il tumore cervicale

Proprio rispetto al tumore cervicale nuovi dati appena pubblicati hanno rivelato che i tassi di cancro cervicale nel Regno Unito sono crollati dopo l’introduzione del vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) nel 2008. I tassi di tumore cervicale sono risultati più bassi nelle persone che erano state vaccinate all’età di 12 e 13 anni.

Lo studio, pubblicato su Lancet, ha analizzato i dati di un registro dei tumori basato sulla popolazione britannica. I ricercatori hanno cercato diagnosi di cancro cervicale e CIN3 (cellule anomale che crescono nella cervice che possono portare al cancro) in donne di età compresa tra 20 e 64 anni dal 1 gennaio 2006 al 30 giugno 2019.

I ricercatori hanno scoperto che i tassi di cancro cervicale erano inferiori dell’87% nelle donne a cui era stato somministrato il vaccino HPV di età compresa tra 12 e 13 anni rispetto alle generazioni precedenti. I tassi si sono leggermente spostati in base all’età in cui una donna ha ricevuto il vaccino HPV; il tasso era inferiore del 62% nelle donne vaccinate di età compresa tra 14 e 16 anni e del 34% inferiore nelle donne vaccinate di età compresa tra 16 e 18 anni.

Entro 5-10 anni un vaccino contro tutti i tumori?

I vaccini contro i tumori sono una delle frontiere più promettenti in medicina. Una delle tante cose che ci ricorderemo di questa pandemia sono senz’altro i due scienziati scopritori del primo vaccino anti-Covid. Figli di immigrati turchi arrivati in Germania negli anni ’60, gli immuno-oncologi cofondatori di BionTech, l’azienda che ha sviluppato per Pfizer il vaccino anti Covid, Ugur Sahin, 56 anni, e Özlem Türeci, 54 anni, marito e moglie dal 2002, hanno acceso delle incredibili speranze in tutti noi.

Freschi di stampa con il loro libro “Il vaccino che ha cambiato il mondo” (Mondadori), scritto con il giornalista Joe Miller, in una intervista a Repubblica, i due, che oggi vantano un patrimonio personale stimato da Bloomberg Billionaires Index in 10,6 miliardi di dollari (circa 9,6 miliardi di euro), hanno dichiarato che tra 5-10 anni potremmo avere un vaccino contro i tumori. Tutti, i tumori.

I vantaggi dei vaccini mRna

Mentre la politica pianifica come affrontare i mesi che verranno (qui il piano anti-Covid di Draghi in 5 punti per il 2022), “la pandemia è stata il battesimo del fuoco per la tecnologia mRna. I prossimi 5-10 anni potrebbero portare a un cambiamento di paradigma in molti dei vaccini esistenti” ha detto Türeci. Tantissimi i vantaggi: la “bellezza” – così la definisce Sahin – dell’mRna per la vaccinazione contro le malattie infettive è che può essere adattato rapidamente e non ha bisogno di vasti impianti di produzione per la fabbricazione.

Inoltre, il processo di produzione dell’mRna è molto più rapido degli approcci vaccinali più tradizionali. Questa velocità, spiega, è cruciale perché ci permetterà una cosa finora inedita: produrre vaccini anticancro personalizzati sul singolo paziente, a partire da un campione del suo tumore. “Quando saranno sul mercato, il paziente dovrebbe aspettare solo un mese dalla consegna del campione”. Insomma, qualcosa di davvero rivoluzionario, atteso da anni ma considerato da molti esperti un traguardo ancora lontanissimo.

Mentre avanzano i farmaci che potrebbero contrastare agevolmente il Covid (qui vi abbiamo parlato della pillola rossa di Merckin arrivo), come si combatterà il cancro? Sostanzialmente in due modi. “Il primo sistema usa l’mRna per spingere il sistema immunitario ad aggredire, invece della proteina Spike come nel caso del vaccino anti-Covid, delle parti specifiche delle cellule tumorali che sono condivise e conservate in tutti i tumori di uno stesso tipo e non sono soggette a mutazioni. Così le cellule cancerose vengono riconosciute e distrutte”. L’altro sistema invece è calibrato sul singolo paziente: “Possiamo produrre un vaccino che ha come bersaglio venti antigeni specifici del tumore di un individuo”.

Quali tumori potranno essere contrastati dal vaccino

La ricerca di Sahin e Türeci del vaccino anti-cancro è già molto avanti. Ci sono 15 vaccini anticancro in fase di test clinico, il più avanzato è quello contro il melanoma, spiega la coppia di scienziati. “Prevediamo nei prossimi 5 anni di portarne qualcuno sul mercato e di portare altri nuovi vaccini in fase avanzata di sviluppo clinico”.

Tutti i tumori solidi potranno essere prevenuti con il vaccino, come il melanoma e il carcinoma del colon-retto: “Dai nostri primi risultati clinici il vaccino sembra ottimale per prevenire la ricorrenza dei tumori”.

Ma in ballo non c’è solo il cancro, il grande flagello del nostro tempo. Nel 2022 Sahin e Türeci contano di iniziare i test clinici per i vaccini contro la malaria e la tubercolosi. Poi andranno avanti con il loro programma di un vaccino contro l’Hiv.

“E non finisce qui” promettono: l’mRna “ci permette di riprogrammare il sistema immunitario non solo per stimolarlo, ma anche per calmarlo: e questo sarà prezioso per la cura delle malattie autoimmuni”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Vaccino contro il tumore e altre malattie entro 5-10 anni? Cosa sappia...