Terza dose per tutti? 4 Regioni a rischio e preoccupazione nuova variante

Mentre si delinea l'indirizzo del Governo in merito alla terza dose di vaccino Covid, 4 Regioni fanno registrare numeri da rischio moderato

Miriam Carraretto Giornalista di attualità politico-economica Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

In occasione del G7 dei ministri della Salute, Roberto Speranza ha ribadito “l’approccio graduale” da mantenere in questa “fase di convivenza” con il Covid. “Il vaccino è la chiave per uscire da questa pandemia, ma resta importante anche continuare ad investire sui comportamenti corretti delle persone e su un approccio graduale nel rilascio delle misure” ha detto.

Ed è proprio su questo punto che si gioca il match finale contro la pandemia. Nel nostro Paese, al momento, la situazione è sostanzialmente stabile e tranquilla grazie all’elevata copertura vaccinale. I numeri dell’Italia sono fra i più significativi a livello europeo e globale. E per quanto questo ci regali un po’ di serenità, dobbiamo tenere gli occhi aperti, pur nella convinzione che i dati davvero essenziali sono sempre i ricoveri e le morti collegati al Covid, non tanto e non solo i contagi.

Oggi in Italia oltre l’81% degli over 12 è stato completamente vaccinato e oltre l’86% ha ricevuto almeno una dose, oltre 700mila terze dosi di vaccino Covid sono già state somministrate, 103 milioni i green pass scaricati, a dimostrazione che le contestazioni a riguardo, da Nord a Sud, sono numericamente deboli, nonostante mediaticamente sembrino potentissime (qui quando potrebbe essere tolto il green pass e cosa potrebbe cambiare presto).

E in un momento di grave disconnessione sociale come questo, è bene ribadire che la stragrande maggioranza degli italiani sta andando a lavorare e sta riprendendo in mano la propria vita sociale serenamente, esibendo il green pass dove richiesto, senza scomodare il concetto – elevatissimo – di libertà.

Come funziona la terza dose di vaccino Covid

Intanto, i dati relativi ai vaccini certificano il sorpasso delle terze dosi sulle prime, cioè si fanno più dosi booster, cosiddette, che non prime iniezioni a chi ancora manca all’appello a vaccinarsi. Le terzi dosi viaggiano al ritmo ormai di 50mila al giorno.

La terza dose in Italia è iniziata il 20 settembre. È stata autorizzata nel nostro Paese in sinergia con le indicazioni dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, prima di tutto per gli immunocompromessi. In questo caso la somministrazione deve avvenire non prima di 28 giorni dopo la seconda dose, e per la comunità scientifica, in realtà, non si tratta di fatto di un vero e proprio richiamo o booster, ma di un completamento del ciclo di vaccinazione primaria.

Le altre categorie che sono state autorizzate dalle autorità regolatorie italiane sono gli ultra 80enni, gli ospiti delle Rsa, il personale sanitario a partire dai più anziani, i fragili di ogni età, oltre che gli ultra 60enni. Il richiamo per tutte queste categorie può avvenire solo dopo 6 mesi dal completamento del ciclo primario.

La campagna di somministrazione di terze dosi per le persone fragili di qualsiasi età e per tutti gli over 60 è partita l’8 ottobre scorso. Indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario, è per ora possibile utilizzare come dose booster un solo vaccino a m-RNA autorizzato in Italia, cioè Pfizer.

Terza dose per tutti?

L’evidenza scientifica e il confronto con la comunità internazionale “ci porterà, passo dopo passo, a valutare la terza dose “eventualmente anche per altre categorie, che oggi però sono fuori da quelle indicate” ha chiarito il ministro Speranza rispondendo a un’interrogazione al Question time alla Camera.

“Ogni vaccino in più significa avere uno scudo più forte, soprattutto in una stagione più complicata come quella che sta arrivando, in cui le persone più facilmente vivono in ambienti chiusi e le temperature scendono” ha detto ancora il ministro.

Anche il presidente dell’Iss e portavoce del Cts Silvio Brusaferro ha sottolineato l’assoluta importanza della terza dose booster di vaccino. Gli obiettivi realmente raggiungibili sono due, dice: “Ridurre il più possibile la circolazione del virus e i contagi e contenere al minimo i ricoveri e i morti”, esattamente quello che fanno vaccini, mascherine e distanziamento.

A poco serve cercare di definire una soglia di vaccinati e sperare nell’immunità di gregge. “Intesa come livello di immunizzazione che azzera la circolazione di un virus, non è un obiettivo che ci possiamo porre con il SarsCov-2” ha detto il numero uno del Cts in una intervista a La Stampa. Per questo l’ipotesi che la terza dose debba servire a tutti è sul tavolo, ma ancora incerti i tempi per gli under 60 senza fragilità o che non siano operatori sanitari.

Qui trovate come e dove prenotare la terza dose nelle varie Regioni.

Tamponi per green pass, dove e come farli in farmacia

Intanto il commissario all’emergenza Covid generale Figliuolo, in merito alla tempistica di somministrazione della terza dose secondo le categorie indicate dal ministero della Salute, considerata l’attuale ampia disponibilità di vaccino, ha detto alle Regioni di procedere “con immediatezza” ad effettuare i richiami vaccinali in parallelo a tutte le categorie indicate, fermo restando il solo vincolo del rispetto dell’intervallo temporale di almeno 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario.

Lato tamponi per ottenere il green pass, invece, Figliuolo ha accolto la proposta della FOFI-Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, di ampliare l’orario di esecuzione dei tamponi rapidi nelle farmacie.

Il Commissario straordinario ha infatti chiesto alle Regioni e alle Province autonome di agevolare le farmacie affinché possano continuare a effettuare i tamponi antigenici rapidi oltre gli orari di servizio e nelle giornate di chiusura e possano eseguire i tamponi anche nei casi in cui i soggetti non si siano prenotati.

Oggi il tampone molecolare permette di avere un green pass per 72 ore, mentre il test rapido/antigenico per 48 ore.

Tutto questo si innesta in un momento che verrebbe da definire storico in qualche modo: la fine dei tagli alla sanità. Speranza ha infatti annunciato l’aumento del Fondo sanitario nazionale, che segna un cambio di passo durato decenni. Vengono confermati investimenti straordinari nel campo della salute pubblica e l’impegno, indicato dal Documento programmatico di bilancio adottato dal governo all’unanimità, di un’ulteriore crescita degli stanziamenti per il 2023 e il 2024.

Massima attenzione per la variante Delta Plus

Non si può tuttavia non considerare che torna a preoccupare una nuova variante che ha già fatto rialzare i contagi nel Regno Unito.

Boom di casi in Gran Bretagna (qui abbiamo spiegato come e perché), la Germania che si prepara ad un nuovo picco, misure restrittive durissime in Russia, c’è massima attenzione per la nuova mutazione Covid Delta Plus (qui i sintomi  per riconoscerla e quanto è pericolosa), ma non dobbiamo temere: i vaccini sembrano efficaci anche in questo caso (ne abbiamo parlato approfonditamente qui).

La situazione dei contagi in Italia

Al momento in Italia, da questa estate, sono stati registrati 80 casi. Ma come ha spiegato ha spiegato all’Adnkronos Salute Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all’Università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili, la variante AY.4.2 “non dovrebbe creare assolutamente alcun problema per quanto riguarda l’efficacia dei vaccini” anti-Covid oggi disponibili.

Sul fronte dei contagi, stando all’ultimo monitoraggio settimanale Iss, 4 Regioni risultano classificate a rischio moderato: si tratta di Abruzzo, Campania, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia. Le restanti risultano classificate a rischio basso.

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