Vaccino, quando fare il richiamo? La raccomandazione di Pfizer

La direttrice di Pfizer Italia ha fatto chiarezza sulla questione della dose di richiamo e sulle tempistiche

L’andamento e la velocità del piano vaccinale dipendono anche dalla gestione delle dosi di richiamo. Nelle scorse settimane c’è stato un grande dibattito tra gli esperti in merito all’opportunità, o meno, di prolungare la distanza temporale tra la prima e la seconda dose. Sul tema, però, è intervenuta a SkyTg24 la direttrice di Pfizer Italia, Valeria Marino, svelando la raccomandazione dell’azienda, maggior fornitrice di vaccini nel nostro Paese.

Vaccino, quando fare il richiamo? La raccomandazione di Pfizer

Valeria Marino ha sottolineato che il vaccino PfizerBioNTech è stato studiato per una seconda somministrazione a 21 giorni dopo la prima dose. Quindi ha spiegato come sia più opportuno restare vincolati a questa tempistica poiché non ci sono dati su eventuali periodi più estesi tra la prima somministrazione e quella di richiamo.

Una bocciatura palese rispetto alla valutazione del Comitato tecnico scientifico, che invece ha allungato a 5 settimane la finestra per la somministrazione della seconda dose. Marino ha aggiunto che gli studi scientifici che hanno permesso l’autorizzazione del vaccino di Pfizer raccomandano un periodo di 3 settimane.

Vaccino, la terza dose è necessaria? La risposta della direttrice di Pfizer

La Marino si è soffermata anche sul tema della terza dose. Al momento, infatti, ci sono dati che dimostrano che la copertura immunitaria dura almeno sei mesi. Ma la terza dose potrebbe anche non essere necessaria, secondo la direttrice di Pfizer Italia, a meno che non intervengano altre varianti.  Per ora, il vaccino è efficace con tutte, in particolare con la sudafricana e la brasiliana.

Ma le novità non sono finite. Entro metà giugno l’Ema infatti potrebbe autorizzare nuove temperature di conservazione per il vaccino Pfizer, alzandole fino alla forbice tra i 2 e gli 8 gradi, così fa facilitarne il trasporto e soprattutto la conservazione (ad oggi, infatti, servono frigoriferi speciali)

Valeria Marino ha poi aggiunto che dal prossimo anno al posto del vaccino potrebbe bastare una pillola anti-Covid a cui sta lavorando l’azienda. Nel frattempo, tra settembre e novembre potrebbe arrivare il via libera per vaccinare le fasce di età più giovani, compresi i neonati, che potrebbero dunque essere immunizzati poco dopo il parto già entro la fine del 2021.

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