Chi ha avuto il Covid deve fare il vaccino?

Dal 27 dicembre il vaccino anti Covid è disponibile anche in Italia e sono diverse le domande che in tanti si sono già posti o si stanno ponendo prima che tocchi anche a loro ricevere la dose del prodotto

Il 27 dicembre ha preso il via la campagna di vaccinazione in tutti i Paesi dell’Unione europea, Italia compresa. I dubbi e le domande in merito alle dosi prodotte da Pfizer-BioNTech non sono pochi, ed è per questo che oltre alle FAQ dell’Aifa sono tanti gli esperti che quotidianamente provano a dare delle risposte. Anche a una delle domande principali, ossia: chi ha già contratto il coronavirus dovrà comunque vaccinarsi?

Vaccino anti Covid: dovrà farlo anche chi è già risultato positivo al coronavirus?

Questo dubbio è largamente diffuso e immediatamente fugato dagli esperti secondo cui, infatti, il vaccino spetterebbe a tutti, indistintamente: da iniettare sia a chi è stato positivo e a chi invece no. Naturalmente secondo il calendario deciso dal governo, quindi con precedenze e priorità alle categorie più a rischio e ai soggetti più fragili, operatori sanitari e ospiti delle Rsa in testa.

Nello specifico Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova ed esperta di Fondazione Veronesi, ha sottolineato come ad oggi non si sappia veramente quanto duri la protezione del sistema immunitario dopo l’avvenuto contagio. È infatti assai probabile che la quantità di tempo vari da persona a persona.

Sicuramente, ha aggiunto l’immunologa, è noto che gli anticorpi protettivi scompaiono nel giro di pochi mesi e che in alcuni casi non si sviluppano affatto. Inoltre, ci sono casi nel mondo che si riferiscono a seconde infezioni: quindi è opportuno far vaccinare anche chi è stato contagiato la prima volta.

Vaccino anti Covid, quanto dura la protezione

Ma quanto dura la protezione del vaccino anti Covid? Anche questa domanda, al momento, non ha una risposta definitiva. Lo ha spiegato la stessa Antonella Viola, secondo cui la speranza è che stimoli in maniera efficiente la risposta immunitaria, durando così più a lungo di quanto non faccia l’infezione naturale.

L’esperta ha poi aggiunto come non sia necessario fare un dosaggio degli anticorpi perché anche avendone in circolo non ci sarebbe alcuna incompatibilità con la vaccinazione, dato che equivarrebbe a fare un richiamo.

Inoltre, secondo la Viola è inutile sottoporsi al test sierologico per misurare gli anticorpi prima di vaccinarsi. Questo perché alcune persone perdono molto rapidamente gli anticorpi e risultano negative pur avendo prima contratto l’infezione. E anche riscontrando la presenza di anticorpi, non si sarebbe in grado di sapere la soglia sotto la quale non c’è protezione.

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