Ecco il vaccino “diverso” Novavax: come funziona, quando arriva e perché può piacere ai no vax

Arriva in Europa il via libera a Novavax. Sarà presto disponibile, anche in Italia, il vaccino che piace anche ai no vax

Arriva in Europa il via libera a Novavax. Sarà presto disponibile, anche in Italia, il vaccino che piace anche ai no vax, com’è già stato ribattezzato. Perché? Perché si tratta di un preparato diverso rispetto agli altri. Novavax è un vaccino proteico, che si differenzia rispetto ai vaccini mRna (Pfizer e Moderna) e a quelli a vettore virale (AstraZeneca e Johnson & Johnson).

Nuvaxovid è il quinto vaccino raccomandato nell’Ue. Dopo un’approfondita valutazione, il comitato per i medicinali umani (CHMP) dell’EMA ha concluso che i dati sul vaccino erano solidi e soddisfacevano i criteri dell’UE per l’efficacia, la sicurezza e la qualità.

Novavax, quanto protegge dal Covid

I risultati di due principali studi clinici hanno scoperto che Novavax era efficace nel prevenire il Covid nelle persone dai 18 anni di età. Gli studi hanno coinvolto in totale oltre 45mila persone.

Nel primo studio, circa due terzi dei partecipanti hanno ricevuto il vaccino e agli altri è stata somministrata un’iniezione di placebo. Nell’altro studio, i partecipanti erano equamente divisi tra Nuvaxovid e placebo. Le persone non sapevano se avevano ricevuto Nuvaxovid o placebo.

Il primo studio, condotto in Messico e negli Stati Uniti, ha riscontrato una riduzione del 90,4% del numero di casi sintomatici di Covid da 7 giorni dopo la seconda dose nelle persone che hanno ricevuto Nuvaxovid (14 casi su 17.312 persone) rispetto alle persone a cui è stato somministrato il placebo (63 su 8.140 persone). Ciò significa che il vaccino ha avuto un’efficacia del 90,4% in questo studio.

Anche il secondo studio condotto nel Regno Unito ha mostrato una riduzione simile del numero di casi sintomatici di Covid nelle persone che hanno ricevuto Nuvaxovid (10 casi su 7.020 persone) rispetto alle persone a cui è stato somministrato placebo (96 su 7.019 persone): in questo studio, l’efficacia del vaccino è stata dell’89,7%.

Presi insieme, i risultati dei due studi mostrano un’efficacia del vaccino per Nuvaxovid di circa il 90%. Il ceppo originale di SARS-CoV-2 e alcune varianti preoccupanti come Alpha e Beta erano i ceppi virali più comuni in circolazione quando gli studi erano in corso. Riguardo alla nuova variante Omicron i dati disponibili sull’efficacia del nuovo vaccino proteico sono limitati (qui ciò che sappiamo sulla variante Omicron e perché potrebbe essere il segno di una seconda pandemia).

Come funziona Novavax

Novavax lavora preparando il corpo a difendersi dal Covid. Il vaccino contiene una versione di una proteina che si trova sulla superficie del SARS-CoV-2 (la proteina spike), che è stata prodotta in laboratorio. Contiene anche un “adiuvante”, una sostanza che aiuta a rafforzare le risposte immunitarie al vaccino.

Quando a una persona viene somministrato il vaccino, il suo sistema immunitario identificherà la proteina come estranea e produrrà difese naturali – anticorpi e cellule T – contro di essa. Se, in seguito, la persona vaccinata entra in contatto con SARS-CoV-2, il sistema immunitario riconoscerà la proteina spike sul virus e sarà pronto ad attaccarla.

Gli anticorpi e le cellule immunitarie possono proteggere dal Covid lavorando insieme per uccidere il virus, impedire il suo ingresso nelle cellule del corpo e distruggere le cellule infette.

A chi va il vaccino proteico

L’EMA ha raccomandato di concedere un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il vaccino contro il Covid di Novavax, Nuvaxovid (noto anche come NVX-CoV2373) per prevenire il Coronavirus nelle persone dai 18 anni di età.

Novavax viene somministrato tramite due iniezioni, di solito nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di 3 settimane.

Novavax, che ha appena ricevuto il via libera dell’Agenzia europea del farmaco Ema, “è un vaccino che si chiama a subunità proteica, una tecnologia già molto utilizzata in altri vaccini: prendiamo una proteina purificata del virus, che viene inoculata e stimola la risposta immunitaria in una maniera simile ad alcuni vecchi vaccini come quello contro l’epatite B” ha spiegato Marco Falcone, professore associato di malattie infettive all’università di Pisa e segretario della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), intervenuto a ‘Gli Inascoltabili’ su radio New Sound Level.

Tuttavia “non parliamo di un vaccino con meno effetti collaterali o esente a priori da rischi. Come tutti i vaccini può avere le sue reazioni avverse, le sue risposte anomale”. La differenza è che questo vaccino utilizza una piattaforma che non è innovativa come quella mRna, ma una già sperimentata in passato, “che potrebbe rendere più tranquille le persone che hanno delle riserve sulle tecnologie più nuove”.

Ciò detto, “non ci sono elementi per avere dubbi e riserve sui vaccini a mRna – assicura Falcone -. Molte persone diffidenti, per non fare quello a mRna, hanno preferito fare i vaccini a vettore virale tipo Johnson&Johnson e AstraZeneca, che poi sono stati quelli con maggiori effetti collaterali e minore efficacia. Di J&J si sa oramai che la monodose è completamente inefficace nel prevenire la malattia. Viceversa, con un miliardo e mezzo di vaccini mRna nel mondo, non ci risultano enormi problematiche”.

La sicurezza e l’efficacia del vaccino continueranno a essere monitorate man mano che viene utilizzato in tutta l’Ue, attraverso il sistema di farmacovigilanza e ulteriori studi da parte dell’azienda e delle autorità europee.

I possibili effetti collaterali

Gli effetti indesiderati osservati negli studi sono stati generalmente lievi o moderati e sono stati eliminati entro un paio di giorni dopo la vaccinazione. I più comuni erano:

  • dolorabilità o dolore al sito di iniezione
  • stanchezza
  • dolori muscolari
  • mal di testa
  • sensazione generale di malessere
  • dolori articolari
  • nausea o vomito.

Quando arriva in Italia

Il vaccino che piace ai no vax dovrebbe arrivare in tutta l’Ue e in Italia a inizio 2022, visto che i Paesi membri ne hanno ordinate “per il primo trimestre 2022 circa 27 milioni di dosi”, specifica la commissione europea. Le fiale di Novavax si aggiungono ai 2,4 miliardi di dosi acquistate o prenotate da Pfizer/BioNtech, ai 460 milioni di Moderna, 400 milioni di Astrazeneca e 400 milioni del farmaco di Janssen (Johnson & Johnson).

Il contratto di acquisto preliminare con Novavax è stato siglato dalla Commissione il 4 agosto 2021 e riguarda la fornitura ai Paesi membri dell’Ue di 100 milioni di dosi di vaccino, a partire dal primo trimestre del prossimo anno. Il contratto permette poi agli Stati di acquistare ulteriori 100 milioni di dosi, da consegnarsi nel corso del 2022 e del 2023.

La Commissione europea ora accelererà il processo decisionale per concedere una decisione sull’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per Nuvaxovid, consentendo a questo vaccino di essere incluso nei programmi di vaccinazione implementati in tutta l’UE.

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