Moderna o Pfizer? Quali differenze (essenziali) tra i due vaccini anti-Covid

Cosa c'è di diverso tra il vaccino di Moderna e quello di Pfizer annunciati a una settimana di distanza l'uno dall'altro?

Cosa c’è di diverso tra il vaccino di Moderna e quello di Pfizer? Innanzitutto va detto che entrambe le aziende farmaceutiche hanno utilizzato un approccio altamente innovativo e sperimentale per progettare i loro vaccini.

I dubbi

Prima dei risultati preliminari la speranza, e la previsione, della comunità scientifica internazionale era di un vaccino anti-Covid che offrisse almeno il 50% di protezione. Queste aspettative sono state, fortunatamente e inaspettatamente, disattese: i vaccini non solo ci sono, ma sono più di uno e sembrano molto potenti, in grado di garantire una copertura ben superiore al 50%.

Nonostante questo, tuttavia, quelli di cui siamo in possesso oggi sono ancora i primi dati e alcune domande per ora sono ancora senza risposta.

Ad esempio non sappiamo al momento quanto tempo sarà necessario per produrli e distribuirli. Alcuni esperti parlano di avvicinamento alla normalità entro la primavera 2021, altri, come l’inventore del vaccino Pfizer e AD di BioNTech Ugur Sahin, sono convinti che torneremo alla nostra vita di sempre entro il prossimo inverno.

La vera incognita resta comunque quella riguardo alla capacità dei vaccini, oltre che di prevenire il Covid, di riuscire anche ad evitare la trasmissione del virus ad altri soggetti. Vediamo quali differenze ci sono tra i due.

Velocità di produzione

Sia il vaccino di Moderna che quello di Pfizer sono vaccini Rna, cioè utilizzano lo stesso approccio di iniezione di parte del codice genetico del virus nel corpo dei pazienti per provocare una risposta immunitaria efficace.

La dose di mRNA che usa il vaccino Moderna è però molto più alta (100 µg) rispetto a quella di Pfizer, e questo potrebbe influire sulla velocità con cui l’azienda è in grado di produrre dosi: cioè potrebbe essere molto più veloce, determinando un oggettivo, e fondamentale, vantaggio sul rivale Pfizer.

Efficacia

I dati preliminari riguardo all’efficacia che abbiamo visto finora sono molto simili: inizialmente il 90% di protezione per il vaccino Pfizer-BioNTech e il 94,5% per quello di Moderna. Dopo pochi giorni dall’annuncio, però, i dati finali dello studio Pfizer hanno dimostrato che l’efficacia è superiore e arriva addirittura al 95%.

In corsa c’è anche il vaccino Sputnik V sviluppato dalla Russia, che stando ai dati ufficiali del Cremlino, pur avendo rilasciato i dati troppo precocemente secondo alcuni esperti, suggerirebbe un’efficacia del 92%.

Protezione da forme gravi di Covid

Le prove preliminari sul vaccino Moderna suggeriscono che può prevenire le forme gravi di Covid-19, mentre Pfizer ancora non si sa.

Immunizzazione per gli anziani

Inoltre, secondo i primi dati a disposizione sembra funzionare sulle persone anziane, categoria più colpita da forme gravi o mortali di Coronavirus.

Conservazione

Il vaccino Moderna sembra essere più facile da conservare in quanto rimane stabile a -20°C per un massimo di 6 mesi e può essere conservato in un frigorifero standard fino a 1 mese. Il vaccino di Pfizer necessita invece di una conservazione glaciale, tra i -80 e i -70 °C, anche se può essere conservato in frigorifero per 5 giorni.

Costi e dosi

Il vaccino Moderna però è più costoso e ci saranno meno dosi disponibili nel prossimo anno, rispetto alle previsioni di Pfizer.

In ogni caso, nessuna azienda ha abbastanza scorte disponibili di vaccini per proteggere tutti coloro che ne avranno bisogno. Per coprire la domanda globale ci sarebbe bisogno di tutti i vaccini disponibili con un’efficacia superiore al 90% almeno.

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