Vaccino J&J, quanto protegge la seconda dose (e che fine fanno le scorte italiane)

Johnson & Johnson ha annunciato nuovi dati che rafforzano la protezione forte e duratura del suo vaccino contro il Covid

Non solo terza dose (qui tutto su chi la deve fare e quando in Italia). Novità sui vaccini arrivano anche dall’unico preparato che fino ad ora era stato monodose, il Johnson & Johnson. J&J ha infatti annunciato nuovi dati che rafforzano la protezione forte e duratura del suo vaccino contro il Covid, mostrando però una netta e maggiore efficacia dopo la somministrazione di una seconda dose.

Il vaccino Johnson & Johnson a iniezione singola, sviluppato dalla sua azienda farmaceutica Janssen, ha ricevuto un’autorizzazione all’uso di emergenza (EUA) negli Stati Uniti il 27 febbraio 2021 e un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionale (CMA) da parte della Commissione europea l’11 marzo.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato l’elenco degli usi di emergenza il 12 marzo e la società ha ricevuto una raccomandazione provvisoria dallo Strategic Advisory Group of Experts (SAGE) sull’immunizzazione per l’OMS il 17 marzo. Molte altre autorizzazioni sono state concesse in paesi di tutto il mondo e altre richieste di regolamentazione sono in corso in questo momento.

Vaccino Covid Johnson & Johnson, i dati sull’efficacia di una sola dose

Il più grande studio condotto sul vaccino Janssen di Johnson & Johnson ad oggi negli Stati Uniti ha incluso 390mila persone, contro circa 1,52 milioni di persone non vaccinate abbinate per età, sesso, tempo, indirizzo di residenza, comorbidità e predittori per la gravità dell’infezione da Covid condotti da marzo a fine marzo.

Il profilo di sicurezza del vaccino è rimasto coerente ed è stato generalmente ben tollerato quando somministrato come richiamo.

Lo studio ha dimostrato un’efficacia del vaccino stabile del 79% per le infezioni correlate al Covid e dell’81% per i ricoveri in ospedale. Non sono emerse prove di una riduzione dell’efficacia durante la durata dello studio, incluso quando la variante Delta è diventata dominante negli Stati Uniti.

Questi dati sono coerenti con lo studio di Fase 3 ENSEMBLE, in cui è stata osservata una forte protezione contro la malattia grave e la morte almeno 28 giorni dopo la vaccinazione finale. Ecco il dettaglio dei risultati relativi al vaccino Johnson & Johnson:

  • efficacia complessiva del 75% contro Covid grave/critico, in tutte le coorti di età e in tutti i Paesi inclusi nello studio
  • efficacia del 74% negli Usa contro Covid grave/critico;
  • efficacia dell’89% negli Usa contro il ricovero;
  • efficacia dell’83% negli Usa contro la morte.

Vaccino Covid Johnson & Johnson, i dati sull’efficacia di due dosi

Da mesi si parlava di una possibile seconda dose per il vaccino J&J. Quando il richiamo del vaccino Johnson & Johnson è stato somministrato 2 mesi dopo la prima somministrazione, i livelli di anticorpi sono aumentati da 4 a 6 volte rispetto a quelli osservati dopo la singola dose. Il richiamo a 2 mesi ha fornito poi una protezione del 94%.

Lo studio di Fase 3 ENSEMBLE 2 ha mostrato che un’altra dose del vaccino Johnson & Johnson somministrato 56 giorni dopo la prima ha portato a:

  • protezione al 100% contro Covid grave/critico almeno 14 giorni dopo la vaccinazione finale
  • protezione del 75% contro Covid sintomatico (da moderato a grave/critico) a livello globale
  • protezione del 94% contro Covid sintomatico (da moderato a grave/critico) negli Usa.

Il richiamo a 6 mesi invece ha fornito un aumento di ben 12 volte degli anticorpi. I livelli di anticorpi sono aumentati di 9 volte una settimana dopo il richiamo e hanno continuato a salire fino a 12 volte 4 settimane dopo il richiamo. Tutti gli aumenti di efficacia sono stati indipendentemente dall’età.

Vaccino Covid Johnson & Johnson, obiettivo vaccinare più persone possibili

“Le nostre ampie prove nel mondo reale e gli studi di Fase 3 confermano che il vaccino Johnson & Johnson a iniezione singola fornisce una protezione forte e duratura contro i ricoveri correlati al Covid” ha affermato Mathai Mammen, Global Head della Janssen Research & Development.

Inoltre, i dati degli studi di Fase 3 confermano ulteriormente la protezione contro la morte correlata al Covid. “Il nostro vaccino a iniezione singola genera forti risposte immunitarie e memoria immunitaria di lunga durata. E quando viene somministrato un richiamo del vaccino Johnson & Johnson, la forza della protezione aumenta ulteriormente” spiega.

“È fondamentale dare la priorità per la protezione al maggior numero possibile di persone contro il ricovero in ospedale e la morte, data la continua diffusione del Covid. Un vaccino Covid a iniezione singola che sia facile da usare, distribuire e amministrare e che fornisca una protezione forte e duratura è fondamentale per vaccinare la popolazione globale”, ha affermato Paul Stoffels, Vicepresidente del Comitato Esecutivo e Capo Responsabile scientifico presso Johnson & Johnson. “Allo stesso tempo, ora abbiamo generato prove che un colpo di richiamo aumenta ulteriormente la protezione contro il Covid e si prevede che prolunghi significativamente la durata della protezione”.

L’azienda ha fornito i dati disponibili alla Food and Drug Administration statunitense e prevede di presentare i dati ad altri enti regolatori, all’Organizzazione mondiale della sanità e ai gruppi consultivi tecnici nazionali sull’immunizzazione (i cosiddetti NITAG) in tutto il mondo.

Vaccino Covid Johnson & Johnson, dove finiscono le dosi italiane

E l’Italia? A che punto siamo con i vaccini J&J? Che fine hanno fatto visto che non se ne parla quasi più? Il problema per il nostro Paese è che sono sempre meno le persone a cui vengono iniettati i vaccini a vettore virale come questo o come AstraZeneca, sia perché sono raccomandati solo per chi ha almeno 60 anni, sia perché molte Regioni sono passate a somministrare i vaccini a mRna a prescindere a tutte le fasce d’età, sia, anche, per via del rifiuto da parte di tante persone, come è successo in Sicilia ad esempio, soprattutto dopo alcuni effetti collaterali segnalati.

Come si vede dai dati ufficiali, nel periodo di massimo utilizzo si era arrivati per AstraZeneca a una media di oltre 50mila somministrazioni al giorno. Dopo lo stop per gli under 60, le inoculazioni di AZ e J&J, queste ultime già scarsissime in Italia, sono precipitate ad appena 1.000 dosi giornaliere.

Come riporta Wired, tra luglio e settembre AstraZeneca avrebbe dovuto fornire all’Italia ancora 26 milioni di dosi, Johnson & Johnson 15,9 milioni. Tra ottobre e dicembre da Janssen ne dovrebbero arrivare poi ancora 3,3 milioni.

Difficile sapere ad oggi quante dosi di J&J e AstraZeneca ci siano stipate nei magazzini italiani. Ciò che è certo invece è che le dosi restituite dalle Regioni alla struttura commissariale di Figliuolo sono circa 315mila solo del vaccino Janssen, che peraltro starebbero per scadere.

Che fine faranno vecchie e nuovi dosi acquistate dall’Italia? Ad agosto l‘Italia ha donato 1,4 milioni di dosi AstraZeneca alla Tunisia, e secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio il nostro Paese donerà almeno 15 milioni di altre dosi entro fine 2021.

Il premier Mario Draghi ha poi parlato del programma Covax Facility, sostenuto dai paesi del G20, che è arrivato finora a donare 210 milioni di dosi e ha l’obiettivo di raggiungere presto quota 400 milioni. Tra i potenziali destinatari delle dosi italiane ci sono Albania, Libia, Yemen, Libano, Indonesia e Kosovo.

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