Vaccino Covid, chi lo ha fatto può viaggiare senza mai più fare un tampone? Facciamo chiarezza

Chi ha fatto il vaccino Covid è libero di viaggiare e andare ovunque senza dover necessariamente sottoporsi a un tampone?

Con l’avvio della campagna vaccinale le regole su viaggi e spostamenti (da e per l’Italia e l’estero) continuano a evolversi e a cambiare col cambiare delle disposizioni anti contagio. Così, mentre si parla di passaporto sanitario e riapertura delle frontiere, c’è chi oggi si chiede se, una volta fatto il vaccino Covid, sarà in grado di viaggiare liberamente e andare ovunque senza dover per forza fare un tampone. Ma è veramente così? Facciamo chiarezza.

Chi ha fatto il vaccino Covid è libero di viaggiare e andare ovunque?

Per rispondere alla domanda sui viaggi liberi e senza restrizioni in caso di vaccino Covid bisogna rifarsi alla normativa nazionale vigente. Al momento, infatti, per viaggiare non ci sono regole differenti per chi è vaccinato. La certificazione dell’avvenuta vaccinazione non sostituisce il tampone nei casi in cui è richiesto.

Questo vuol dire che, se ci si reca in un’altra regione italiana, per i viaggi all’interno del territorio dello Stato si deve tenere conto la normativa nazionale.

Le uniche eccezioni sono rappresentati dai casi in cui invece l’ingresso nella Regione/Paese è specificatamente concesso ai vaccinati, senza doversi sottoporre a un tampone con esito negativo. Come in Sardegna, per esempio.

Per tutti gli altri territori (in Italia e all’estero) cui ingresso è subordinato a esito del tampone, i vaccinati devono attenersi alle regole previste attualmente anche per i non vaccinati. Non possono pertanto presentarsi all’aeroporto e pretendere di partire senza apposita certificazione che confermi l’esito negativo del test Covid.

Viaggiare in Italia: le regole valide sul territorio nazionale

Per restare aggiornati, comunque, i viaggiatori possono sempre visitare il sito governativo Viaggiare Sicuri, dove viene riportata ogni novità in materia di spostamenti.

Per quanto riguarda però l’ambito nazionale, la normativa di riferimento è contenuta nel Dpcm 2 marzo 2021, con il quale sono state disposte misure restrittive che riguardato tutto il Paese, articolate in base a fasce di rischio differenziate per colore (bianca, gialla, arancione, rossa). L’appartenenza di una Regione o Provincia autonoma, o altra area del territorio, a una o all’altra fascia è soggetta a revisione periodica e le restrizioni cambiano a seconda la fascia di rischio assegnata a una zona. Il Dpcm 2 marzo 2021 disciplina anche gli spostamenti da/per l’estero, in vigore fino al 6 aprile 2021.

Ovviamente, prima di programmare qualsiasi viaggio, è consigliabile informarsi sulle disposizioni vigenti sul territorio di arrivo. Difatti, possono essere disposte ulteriori limitazioni per specifiche aree o limitazioni in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori esteri. Le singole Regioni potrebbero inoltre imporre a chi proviene da alcuni Stati o territori esteri il rispetto di particolari obblighi. Per questo motivo prima di partire per rientrare in Italia, si raccomanda di verificare eventuali disposizioni aggiuntive da parte delle Regioni di destinazione, contattandole direttamente o visitandone i rispettivi siti web.

Spostamenti da e per l’estero: le regole valide dal 6 aprile

Per l’ingresso in Italia di persone provenienti dall’estero, in caso di soggiorno o transito nei 14 giorni precedenti dai Paesi consentiti senza necessità di motivazione (fatte salve le limitazioni previste in Italia su base regionale), oltre a compilare un’autodichiarazione, è obbligatorio:

  • informare del proprio ingresso in Italia il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente
  • e sottoporsi a test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano.

In caso di mancata presentazione dell’attestazione relativa al test molecolare o antigenico prescritto, si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.

Chi può viaggiare senza sottoporsi a tampone

Esclusi i casi sopra elencati e previsti dalla legge, esistono alcune limitate eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario, sorveglianza e test molecolare o antigenico.

A condizione che non insorgano sintomi compatibili con l’infezione da Covid-19 e fermo restando gli obblighi di auto-dichiarazione, le disposizioni relative all’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, nonché all’utilizzo del mezzo privato per raggiungere la destinazione finale e all’obbligo di tampone non si applicano:

  • all’equipaggio dei mezzi di trasporto
  • al personale viaggiante
  • agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria
  • agli ingressi per ragioni non differibili, previa autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di presentare al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli un’attestazione di essersi sottoposti, nelle quarantotto ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo
  • a chiunque fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario
  • a chiunque transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario
  • ai cittadini e ai residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro. Tuttavia, se nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia c’è stato un soggiorno o un transito dai Paesi consentiti senza necessità di motivazione, il test molecolare o antigenico rimane d’obbligo
  • al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie
  • ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora
  • al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore
  • ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare, compreso quello in rientro dalle missioni internazionali, e delle Forze di Polizia, al personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei Vigili del fuoco nell’esercizio delle loro funzioni
  • agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana
  • agli ingressi mediante voli “Covid-tested”.

Infine, ai fini dell’ingresso nel territorio nazionale, i bambini di età inferiore ai due anni sono esentati dall’effettuazione del test molecolare o antigenico.

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