Vaccino Covid, sta funzionando contro le varianti: cosa dicono i dati inglesi sui contagi

Il vaccino Covid sta avendo la meglio su contagi e varianti: i dati della Gran Bretagna lo confermano

L’annuncio di Boris Johnson, che aveva confermato le riaperture di tutte le attività in Inghilterra, aveva suscitato non poche polemiche qualche settimana fa. Il Premier inglese, nonostante l’aumento dei contagi e dei casi di variante Delta, si era detto intenzionato a non fare nessun passo indietro e di non voler autorizzare nessun tipo di lockdown. L’impegno che però si era preso il Primo ministro era quello di procedere spedito con la campagna vaccinale. A più di un mese dall’annuncio e di “convivenza” col virus, i dati gli stanno dando ragione?

Covid, buone notizie: i vaccini stanno funzionando contro le varianti

Ebbene, secondo il virologo Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta, “i nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2 sono in calo netto (media mobile a 7 giorni, 7-DMA, passata da un picco di 47.120 casi a 32.507, con riduzione del 31% in pochi giorni), e questo senza nessun lockdown”. L’andamento della pandemia in Inghilterra ci dimostra quindi che il vaccino Covid sta funzionando anche contro le varianti: l’immunità garantita dal vaccino sarebbe quindi riuscita a fare da contrappeso alle riaperture e alla ripresa delle attività.

Lo scrive convinto Silvestri sulla sua pagina Facebook “Pillole di ottimismo”, dove – per dimostrare la sua tesi – cita i dati relativi anche al tasso di mortalità nel Paese.

“È importante notare che la letalità calcolata di questa ondata estiva di SARS-CoV-2 a ‘variante Delta’ in UK sia al momento dello 0,12% contro il 2,19% dell’ondata dell’autunno/inverno scorso (circa 18 volte minore, e scusate se è poco) – spiega -. È difficile dire cosa esattamente abbia determinato questo calo di letalità tra le due ondate. Certamente gran parte del merito va alla vaccinazione di massa, ma non è escluso un contributo della stagione estiva”.

Vaccini Covid, quanto sono efficaci contro la variante Delta?

Concentrandosi sulla variante Delta, ad oggi gli scienziati sono tutti concordi nell’affermare che – pur essendo più “veloce” nel diffondersi – non è stata ancora in grado di “bucare” nessun vaccino. I vaccini anti Covid attualmente somministrati sono quindi in grado di proteggere delle infezioni più gravi, anche in caso di variante Delta, seppur con percentuali diverse in caso di prima o seconda dose.

Silvestri, a tal proposito, ha spiegato che la situazione in UK potrebbe essere spiegata in diversi modi: la vaccinazione, il contributo della stagione estiva, ma non è da escludere l’ipotesi di essere di fronte ad un virus che si “diffonde molto velocemente e quindi tende a ‘bruciare’ più rapidamente il pool di individui suscettibili all’infezione stessa”.

Ad ogni modo, conclude il virologo alla fine: “Il fatto che la temutissima ‘onda Delta’ di Covid nel Regno Unito sia entrata in fase di ritirata senza neppure l’ombra di un lockdown e con indici di letalità molto bassi rispetto all’ondata dell’inverno 2020-2021 rappresenta una grandissima vittoria per la scienza e la medicina del XXI secolo, fatta di vaccini, anticorpi monoclonali, farmaci immuno-modulatori etc. […] Questa osservazione dispiacerà molto ai nostalgici del pessimismo chiusurista, ma costituisce un motivo di orgoglio e soddisfazione per tutti coloro che, come noi, vogliono tornare a fare una vita pienamente normale, protetti dalla scienza, dai vaccini, e dal sano e sereno ottimismo che da essi deriva”.

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