Vaccino Covid, dal “V-day” alle dosi: la campagna “L’Italia rinasce con un fiore” in 10 punti

E' la primula il simbolo della campagna del piano nazionale vaccini, ribattezzato “L'Italia rinasce con un fiore”. Ecco dosi, modi e tempi illustrati dal "super" commissario Arcuri

Una primula, per ricominciare: un fiore, simbolo della biodiversità, del ciclo della natura e della rinascita continua. Dedicato a un “Paese di temporali e primule”, per citare Pasolini, come ha fatto Stefano Boeri, archistar che ha firmato (gratuitamente) la campagna comunicativa e architettonica del piano nazionale vaccini, ribattezzato proprio “L’Italia rinasce con un fiore”.

Il significato della primula

Un simbolo forte, ma insieme semplice, capace di arrivare a tutti gli italiani: dal fiore che annuncia la fine dell’inverno e il ritorno della primavera arriveranno fiducia e serenità, dopo la drammatica esperienza collettiva della pandemia. Questo l’auspicio che accompagna il piano.

Nessuna idea di coercizione, dunque, dietro a quella che, come ha più volte ribadito il commissario all’emergenza Covid Domenico Arcuri, sarà la più grande campagna di vaccinazione di massa che l’Italia ricordi. “Se il virus ci ha chiuso negli ospedali e nelle case, il vaccino ci riporterà finalmente a contatto con la vita sociale e con la natura che ci circonda. Vaccinarsi sarà dunque un passo di fiducia nel futuro, responsabilità civile e di amore verso gli altri” ha detto Boeri.

Le piazze italiane sbocceranno, visivamente, con un fiore. Padiglioni smontabili, ri-assemblabili e rivestimenti rigorosamente riciclabili e biodegradabili saranno i luoghi in cui la campagna di vaccinazione si svolgerà. “Forse riusciremo a fare simbolicamente qualche struttura all’inizio, ma la campagna è pensata per quando tutti gli italiani dovranno andare a fare il vaccino” spiega Arcuri in conferenza stampa.

Terza ondata sì o no?

Il “super” commissario, al centro di aspre critiche proprio la sua gestione dell’epidemia, per gli inspiegabili ritardi e le profonde lacune nella riorganizzazione delle strutture ospedaliere, fa sapere che sta lavorando da giorni “senza sosta” con il Governo, le Regioni e i sindaci, per garantire un inizio della campagna della vaccinazione di massa che sia “ordinata, efficace e tempestiva”.

Con l’indice di trasmissione Covid Rt a 0,82 ma con una situazione ancora molto critica (5 Regioni sono ancora a rischio elevato), a differenza degli esperti, come ad esempio Capua e Galli, che danno praticamente per certa la terza ondata, lui non si sbilancia, e anzi mostra un cauto ottimismo: “Io non voglio considerare la terza ondata una probabilità ma una possibilità. Per questo non basta il lavoro che facciamo tutti noi ma serve che tutti gli italiani ci diano una mano” ha detto dopo aver visto le immagini delle folle e degli assembramenti nella prima domenica “gialla” in buona parte dell’Italia, che definisce “insopportabili”.

Mentre rassicura sul fatto che le scuole riapriranno tutte il 7 gennaio, in presenza, con l’eccezione delle superiori che avranno il 25% a distanza, la campagna di vaccinazione inizierà simbolicamente in tutti i Paesi europei lo stesso giorno, antecedente all’inizio della campagna di massa. L’idea che ci possa essere un Paese che inizi prima di un altro, al momento, è lontana, chiarisce. Anche se, come sappiamo, la Gran Bretagna che corre da sola è già partita.

Negli Stati Uniti si parte entro 24 ore dopo che la Fda ha confermato l’autorizzazione in via emergenziale del prodotto sviluppato da Pfizer e BioNTech. L’Europa arriverà con un mese di ritardo perché la riunione dell’Ema per decidere sul via libera al vaccino è fissata per il 29 dicembre. Poi, bisognerà aspettare il via libera ufficiale della Commissione europea, e dell’Aifa in Italia.

Il vaccino sarà obbligatorio?

Riguardo all’obbligatorietà del vaccino, la Costituzione consente al legislatore di imporre l’obbligo di vaccinazione se ciò è ragionevole allo stato attuale delle condizioni epidemiologiche e delle acquisizioni, sempre in evoluzione, della ricerca medica.

Al momento, l’orientamento del Governo Conte è di non renderlo obbligatorio, anche se, come già ribadito dal viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, se dopo un anno solo il 30% degli italiani lo farà sarà necessario imporlo.

La diffidenza verso il vaccino da parte degli italiani indicata dai sondaggi, spiega, è anche legata al fatto che “se ne parla male, e se ne parla con i dubbi, se non vengono usate le parole giuste, come quando si dice che è stato fatto in fretta: questo può far pensare che sia stato fatto male. Bisogna spiegare invece perché è stato fatto in maniera veloce”. Solo in questo modo, la percentuale dei diffidenti si ridurrà.

10 punti per capire il piano vaccini

Al momento, i punti fissi – speriamo certi – del piano sono:

  • campagna di vaccinazione al via in tutta Europa, e in Italia, tra il 12 e il 15 gennaio 2021
  • in Italia il primo vaccino che verrà somministrato è quello sviluppato da Pfizer, poi toccherà all’altra americana, Moderna. La prima tranche di somministrazione sarà rivolta a 1 milione e 800mila italiani
  • 8,7 milioni di dosi Pfizer in due tranche entro il 30 gennaio 2021, e poi 1,3 di Moderna (il 12 gennaio l’Ema si pronuncerà sul vaccino Moderna, di cui l’Italia ha già acquistato 10,7 milioni di dosi. Da AstraZenecca 40 milioni)
  • disponibilità tra gennaio e marzo per l’Italia di 10 milioni di dosi (meno del previsto, il piano iniziale ne prevedeva 28)
  • 300 punti di somministrazione sparsi per tutta Italia subito
  • 1.500 punti di somministrazione nella fase di distribuzione di massa, attraverso i 1500 gazebo a forma di primula posizionati nelle principali piazze italiane, davanti agli ospedali e nei campi sportivi
  • reclutamento, “come se fossimo in guerra”, di 3mila medici e 12mila infermieri
  • campagna di comunicazione di massa “L’Italia rinasce con un fiore” con spot su radio, tv, Internet e social e totem informativi davanti agli ospedali, nei parchi, negli uffici pubblici e nelle scuole
  • il vaccino non sarà obbligatorio
  • vaccinazione di massa, volontaria ma fortemente raccomandata, in 4 fasi (le prime 3 entro il 15 settembre):
    1. dal 15 gennaio: personale medico e sanitario e anziani nelle Rsa (in Italia ci sono 1,4 milioni di operatori sanitari e 570 mila tra ospiti e dipendenti delle Rsa)
    2. entro marzo over 80 (4,4 milioni di italiani), e fino all’estate via via a scendere per età anagrafica arrivando alla fascia di popolazione che ha tra i 60 e i 70 anni
    3. lavoratori cosiddetti essenziali, compresi quelli della scuola: insegnanti, presidi, amministrativi, personale ausiliario
    4. resto della popolazione (il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli, ha detto che “entro l’estate quasi tutti gli italiani saranno vaccinati”).

La distribuzione del vaccino per Regioni, nella prima fase

Nella prima fase le dosi distribuite alle Regioni saranno in totale 1.874.323, così suddivise:

  • Lazio 356.824356.824
  • Lombardia 308.494308.494
  • Emilia Romagna 177.186177.186
  • Campania 150.366150.366
  • Veneto 146.743146.743
  • Piemonte 131.430131.430
  • Sicilia 111.449111.449
  • Liguria 72.17172.171
  • Calabria 58.06858.068
  • Friuli Venezia Giulia 56.71356.713
  • Toscana 51.62151.621
  • Puglia 49.30249.302
  • Sardegna 40.05040.050
  • Marche 39.33439.334
  • Abruzzo 34.74834.748
  • Provincia di Bolzano 26.19026.190
  • Provincia di Trento 20.65320.653
  • Umbria 16.28516.285
  • Basilicata 11.42511.425
  • Molise 10.85310.853
  • Valle d’Aosta 4.4194.419.

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