Vaccini, perché la Corte dei Conti ha stoppato Reithera

La Corte dei Conti blocca il finanziamento per il vaccino italiano anti-Covid di ReiThera

Il vaccino italiano contro il Covid-19 riceve una brusco stop. Il preparato tanto atteso sul quale da circa un anno è a lavoro l’azienda biotech ReiThera di Castel Romano rischia di naufragare definitivamente per mancanza di fondi. La Corte dei Conti ha comunicato di non aver registrato il decreto per la sua produzione e dunque l’azienda Romano rischia di non ricevere i finanziamenti previsti da Invitalia, l’Agenzia nazionale degli investimenti.

Vaccini, perché la Corte dei Conti ha stoppato Reithera: la nota

In una nota dello scorso 11 maggio i giudici contabili hanno fatto sapere che “la Sezione centrale ha deliberato di ricusare il visto sul decreto” relativo all’Accordo di sviluppo industriale sottoscritto il 17 febbraio 2021, tra Mise, Invitalia e la ReiThera, “l’atto non è stato, quindi, ammesso a registrazione“.

Secondo quanto reso noto dalla Corte, infatti, l’ufficio contabile “ritenendo che le risposte fornite dall’Amministrazione non fossero idonee a superare le osservazioni formulate nel rilievo, ha deferito la questione all’esame del Collegio della Sezione centrale controllo di legittimità“.

Vaccini, perché la Corte dei Conti ha stoppato Reithera: l’accordo

Il contratto prevedeva un piano di investimento produttivo per potenziare lo stabilimento di Castel Romano, nella città metropolitana di Roma, e un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale per completare la sperimentazione clinica (di fase 2 e 3) del vaccino contro il Covid-19.

Uno sostegno alla ricerca da parte dello Stato che nelle intenzioni iniziali doveva garantire l’autonomia del nostro Paese sul fronte delle forniture delle fiale anti-coronavirus.

Si trattava di un finanziamento di massimo 50 milioni di euro, su un totale di 80 milioni previsti nel Decreto Rilancio, di cui 41 milioni a fondo perduto e il resto come finanziamento a fondo agevolato.

Vaccini, perché la Corte dei Conti ha stoppato Reithera: le reazioni

Alla luce della decisione presa dalla Corte dei Conte, ReiThera non nasconde la delusione nell’apprendere la marcia indietro e scrive così in una nota: “Prendiamo atto della decisione dei Corte dei Conti, che blocca di fatto l’impegno preso a suo tempo dalle parti governative. Aspettiamo di conoscerne i rilievi per valutare gli impatti che questa avrà sull’operatività di ReiThera”.

Anche il ministero dello Sviluppo economico attende di conoscere le motivazioni della Corte dei Conti, ma intanto avrebbe fatto sapere che il piano per la produzione del vaccino italiano va avanti e non dipende da questo evento.

Sul prodotto di ReiThera contro il Covid-19 è in corso attualmente la sperimentazione di fase 2 su 900 volontari in 26 centri in tutta Italia e uno in Germania. Dai test si sarebbe però svincolato l’Istituto nazionale di Malattie infettive Spallanzani di Roma, che era eppure centrale nel progetto di sviluppo.

Durante la fase 1, una singola dose di Grad-Cov2, nome commerciale del preparato, si è dimostrata efficace per generare gli anticorpi e la risposta del sistema immunitario contro il coronavirus nei due gruppi di partecipanti: 45 volontari tra i 18 e i 55 anni e altrettanti tra i 65 e gli 85.

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