Vaccino anti Covid: dove farlo, come prenotarsi e da chi saremo chiamati

La somministrazione delle dosi del vaccino anti Covid è partita anche in Italia, ma quali sono le tempistiche di vaccinazione per tutti i cittadini?

Dopo Natale, l’Italia ha ricevuto le prime 9.750 dosi di vaccino anti-Covid, che ha immediatamente iniziato a somministrare partendo dal personale sanitario. Dal 30 dicembre al 1° gennaio ne sono state consegnate altre 469.950. La fotografia scattata in tempo reale poco dopo le 9 del mattino di domenica 3 gennaio evidenzia che il totale delle vaccinazioni è pari a 79.146. Di questi, 67.781 sono operatori sanitari e sociosanitari, mentre 4.842 sono ospiti delle Rsa. Al momento la regione con più vaccinati è il Lazio (16.752), l’ultima è la Valle d’Aosta (44), ma i numeri sono in continuo aggiornamento. Ma cosa accadrà quando sarà completata la prima fase?

Vaccino anti-Covid: cosa succede dopo la fase 1

La seconda fase della vaccinazione, ossia quella che coinvolgerà tutti i normali cittadini e non solo operatori sanitari e ospiti delle Rsa, passerà inevitabilmente dal coordinamento dei medici di famiglia, come ha sottolineato il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Probabilmente, dunque, gli anziani saranno vaccinati proprio dai medici di famiglia, che si dovrebbero occupare di convocare i propri assistiti nei loro studi. Difficile, però, capire quando si partirà. Sulla tabella di marcia, per esempio, pesano i ritardi di AstraZeneca.

In linea di massima, comunque, il turno degli anziani sopra gli 80 anni potrebbe arrivare a marzo: per coloro che non potranno muoversi da casa dovrebbe essere prevista la vaccinazione a domicilio.

Vaccino anti-Covid: dove farlo e da chi saremo chiamati

Una volta vaccinata la popolazione più anziana e le categorie più fragili si entrerà poi nella terza fase, che coinvolgerà tutto il resto del Paese. Il commissario Domenico Arcuri ha indicato come punti di riferimento i gazebo contraddistinti dalla primula bianca, che saranno installati in zone strategiche per la somministrazione del vaccino.

Spetterà ancora ai medici di famiglia avvisare i cittadini? Probabilmente no, ma al momento non c’è una risposta precisa. Non si sa, per esempio, se ci sarà o meno una app dedicata per prenotare giorno e orario della vaccinazione.

L’unica certezza è che, al momento, il solo vaccino disponibile è quello di PfizerBioNTech: nel corso del 2020 l’Italia dovrebbe ricevere in tutto 27 milioni di dosi, che basteranno per 13,5 milioni di persone considerata la doppia somministrazione.

Dall’azienda Moderna (approvazione prevista per il 6 gennaio da parte di Ema) arriveranno altre 10 milioni di dosi, nel primo trimestre l’Italia ne riceverebbe 1,3 milioni. I tempi della vaccinazione, quindi, dipendono ovviamente dal numero di dosi disponibili: la speranza è che altre aziende arrivino a ottenere l’approvazione per i propri candidati.

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