Vaccino Covid ai bambini dagli Usa a Israele: quando arriva in Italia

Dopo gli Stati Uniti, anche Israele ha iniziato a vaccinare i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni. Quando potrebbe partire in Italia e ipotesi obbligo

Miriam Carraretto Giornalista di attualità politico-economica Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

Dopo gli Stati Uniti, anche il Canada e Israele hanno iniziato a vaccinare i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni. Benché il lancio ufficiale della campagna vaccinale israeliana sia stato martedì 23 novembre, gli operatori sanitari hanno iniziato a distribuire i vaccini per i bambini in diverse località del Paese già pochi giorni dopo l’arrivo della prima fornitura di dosi Pfizer per bambini.

Diverse centinaia di bambini sono stati vaccinati già lunedì e oltre 24mila prenotazioni sono arrivate per martedì: si tratta di circa il 2,5% del totale degli idonei al vaccino Covid per quella fascia d’età. Il responsabile dell’emergenza sanitaria israeliana Salman Zarka ha affermato che i genitori dovrebbero festeggiare, perché il vaccino non solo fornirà protezione ai bambini, ma consentirà anche il ritorno alla vita normale.

Cosa sappiamo del Covid nei bambini

Come dimostrano i dati, la malattia da Covid è generalmente lieve nei bambini, ma ci sono casi – purtroppo in aumento da inizio pandemia, anche per via della maggiore contagiosità della variante Delta, paragonabile alla varicella – in cui può continuare sotto forma di long Covid, con sintomi a lungo termine anche nei più piccoli, come insonnia e dolori muscolari soprattutto.

Oppure, nel peggiore dei casi, a distanza di 2-4 settimane dal contagio, anche asintomatico, può subentrare la terribile sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-C). Si tratta di una complicazione potenzialmente grave e pericolosa che può portare a problemi anche letali, andando a compromettere le funzionalità del cuore, dei polmoni, dei reni e del cervello. Sebbene ci siano stati alcuni decessi, la maggior parte dei bambini che hanno sviluppato la sindrome infiammatoria multisistemica si sono però ripresi.

La rivista Lancet Child & Adolescent Health ha pubblicato uno studio che ha esaminato gli effetti sulla salute a lungo termine della MIS-C su 46 bambini ospedalizzati con MIS-C tra aprile e settembre 2020. Tutti i bambini avevano un’infiammazione sistemica. La maggior parte aveva anche problemi legati alla funzione gastrointestinale, cardiaca e renale e alla formazione di coaguli.

Ma 6 mesi dopo le dimissioni all’ospedale, la maggior parte di questi problemi si era risolta, senza danni permanenti agli organi. Circa un terzo dei bambini ha continuato ad avere debolezza muscolare, affaticamento e difficoltà di salute mentale.

Detto ciò, e soprattutto per fermare il virus ed evitare che continui a circolare tra la popolazione più a rischio, come over 50 e anziani, gli esperti suggeriscono che è necessario vaccinare i bambini contro il Coronavirus (qui tutti i sintomi Covid nei bambini e come distinguerli dalla banale influenza).

Quanto è sicuro il vaccino Pfizer per i bambini e quando arriva in Italia

A settembre Pfizer ha presentato i dati relativi al suo vaccino nei più piccoli: il colosso farmaceutico ha annunciato che l’efficacia è di oltre il 90% nel prevenire la malattia Covid sintomatica. La dose per i bambini è pari a un terzo di quella raccomandata per gli over 12 (sul rapporto tra rischi e benefici del vaccino Covid ai bambini abbiamo parlato qui).

Intanto in Europa sul vaccino anti-Covid per la fascia bambini 5-11 anni l’Ema potrebbe anticipare una decisione già tra oggi e domani. A dirlo è stato il presidente dell’Aifa Giorgio Palù ospite di ‘Buongiorno’ su SkyTg24. In seguito alla decisione dell’Ema, potrebbe arrivare una decisione dell’Aifa praticamente subito, “entro 24 ore”.

Quando potrebbero partire quindi le vaccinazioni anti-Covid in Italia nei bambini 5-11? “Possibile anche da lunedì 29 novembre“, dice. I dati dell’epidemia “ci stanno dicendo che la categoria 5-11 anni è quella che presenta il maggior numero di casi incidenti”.

Ipotesi obbligo vaccinale per i bambini 5-11 anni

Il rischio dell’infezione sta diventano “molto superiore” al rischio del vaccino che negli studi non esiste. Tanto che Palù anticipa anche che potrebbe essere stabilito l’obbligo del vaccino per la fascia 5-11 anni, che “non si può escludere” ed “è una valutazione che verrà fatta progressivamente”. Per decidere sull’obbligo vaccinale “vanno soppesati i rischi e i benefici, ma il quadro sta cambiando e anche i bambini sono ricoverati e non hanno patologie concomitanti” spiega.

La vaccinazione obbligatoria non è un tabù da sfatare, prosegue Palù, esiste già per alcune categorie professionali ed esiste per i bambini, il decreto Lorenzin, “e poi, ricordiamolo, anche il Covid-19 sta mutando il suo aspetto. Se prima il 2% dei bambini contraeva l’infezione, con la variante Alfa, oggi con la Delta siamo al 25-30%“.

Come ha spiegato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro in un’intervista a Repubblica, “più vacciniamo, più creiamo un ambiente ostile per il virus. Il vaccino per i bambini renderà ancora più difficile la circolazione dell’infezione. Allo stesso tempo, offrirà una protezione individuale per i singoli bambini”.

Tutti i vaccini, compresi quelli per i bambini, superano test e valutazioni molto rigorose. “Non sono prodotti sperimentali, sono vaccini sicuri ed efficaci. Se non bastasse la letteratura scientifica a convincerci, guardiamoci intorno”. Brusaferro definisce la correlazione fra contagi e tassi di vaccinazione nei vari Paesi “nitidissima, anche attorno ai nostri confini”. Però “non siamo un’isola. L’Italia può risentire degli alti tassi di circolazione del virus nelle nazioni vicine. Per questo bisogna rafforzare le nostre due gambe, vaccinazione e comportamenti prudenti”.

Sono stati segnalati diversi fattori di rischio per Covid grave nei bambini, tra cui età avanzata, obesità e condizioni preesistenti tra cui diabete di tipo 2, asma e malattie cardiache, come conferma l’Oms. Tuttavia, in una nota l’Organizzazione Mondiale della Sanità spinge per dare la precedenza vaccinale agli adulti appartenenti a quelle popolazioni che ancora non vi hanno accesso.

L’Oms chiede precedenza per i Paesi che non hanno accesso al vaccino

I bambini possono sperimentare il long Covid con sintomi prolungati, ma questo è ancora oggetto di indagine, ha detto in una nota l’Oms. “Mantenere l’istruzione per tutti i bambini in età scolare dovrebbe essere una priorità importante durante la pandemia, anche se nelle scuole potrebbero essere necessarie misure di mitigazione della trasmissione”.

Tuttavia, prosegue l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “poiché i bambini e gli adolescenti tendono ad avere una malattia più lieve rispetto agli adulti, a meno che non siano in un gruppo a più alto rischio di Covid grave, è meno urgente vaccinarli rispetto alle persone anziane, a quelle con condizioni di salute croniche e agli operatori sanitari“.

Dati i vincoli di fornitura dei vaccini, i programmi di immunizzazione secondo l’Oms dovrebbero concentrarsi sulla protezione dei gruppi ad alto rischio di ospedalizzazione e morte. “Poiché molte parti del mondo affrontano una carenza estrema di vaccini, i Paesi con un’elevata copertura nelle popolazioni a rischio dovrebbero dare la priorità alla condivisione globale dei vaccini Covid prima di vaccinare bambini e adolescenti” conclude l’Organizzazione.

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