Vaccino Covid ai bambini: c’è una data. Ma alcuni esperti chiedono la moratoria

Stanno per arrivare i vaccini anti-Covid anche per i giovanissimi. Dal 28 maggio ok a fascia 12-15, a Natale o inizio 2022 forse per i piccolissimi, dai 6 mesi agli 11 anni

Miriam Carraretto Giornalista di attualità politico-economica

Stanno per arrivare i vaccini anti-Covid anche per i più piccoli. Se non ci saranno intoppi particolari, l’EMA, l’Agenzia europea per il farmaco, dovrebbe autorizzare a brevissimo, già il 28 maggio, la somministrazione dei vaccini per i ragazzi appartenenti alla fascia d’età 12-15 anni. In Israele, la campagna vaccinale per i giovanissimi procede spedita, senza effetti collaterali (qui trovate i risultati della somministrazione).

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha addirittura ipotizzato un piano di immunizzazione per i maturandi, che definisce “altamente strategico per la riapertura in sicurezza del prossimo anno scolastico”. Per Natale o a inizio 2022, invece, potrebbero già essere pronti per neonati e bambini, dai 6 mesi agli 11 anni. I test di Pfizer e Moderna hanno prodotto risultati entusiasmanti, spiegano gli esperti.

Pfizer ha iniziato a marzo l’inoculazione sperimentale ai bambini, in uno studio globale di fase 1/2/3 su bimbi sani per valutarne sicurezza, tollerabilità e immunogenicità. E sarà la prima società ad ottenere l’ok al vaccino per i bambini. Moderna, fanno sapere i suoi scienziati, sta anticipando i risultati del suo studio che ha coinvolto ragazzini di età compresa tra 12 e 17 anni e riceverà anche dati da uno studio su bambini di età compresa tra 6 mesi e 12 anni più tardi nel 2021. Anche AstraZeneca è partita con il test sui giovanissimi.

Perché vaccinare i bambini

Vaccinare i bambini, in generale, è ormai una prassi consolidata essenziale, universalmente accettata: morbillo, parotite, poliomielite, difterite, rotavirus, vari ceppi di meningite, pertosse per citare i più importanti vaccini. Ma sul Covid la situazione si fa più complicata. Gli Stati Uniti hanno già immunizzato circa 600mila bambini di età compresa tra i 12 e i 15 anni ma non tutti i Paesi della comunità internazionale sono allineati.

Alcuni infatti non concordano sulla necessità di sottoporre anche i più piccoli al vaccino Covid, malattia che, sì, ha prodotto, a livello mondiale, un boom di decessi, ma tra le fasce più anziane della popolazione. Per questo sono diversi i medici e gli studiosi che chiedono una moratoria sui vaccini a bambini e ragazzi.

Resta comunque assodato che ci sarebbero importanti vantaggi nel vaccinare i più piccoli: prima di tutto, i vaccini sono sicuri, anche se il rapporto rischi/benefici devono ancora essere attentamente valutati sul lungo periodo.

Secondo, potrebbero salvare la vita di altre persone. Questo è un approccio già utilizzato per l’influenza in diversi Paesi del mondo. I bambini britannici di età compresa tra i 2 e i 12 anni ad esempio ricevono lo spray nasale per proteggere i loro nonni, ogni anno. Fare lo stesso con i vaccini Covid potrebbe aiutare a contribuire all’immunità di gregge.

La lettera di 40 esperti in Gran Bretagna per fermare il vaccino per i bambini

Ma ora un accorato appello contro il vaccino Covid ai piccoli arriva dalla Gran Bretagna, dove, sulle pagine del Telegraph, è stata pubblicata una lettera aperta all’MHRA, l’Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari del Regno Unito, scritta da oltre 40 professionisti tra medici e studiosi, che esprimono la loro “grave preoccupazione” per la proposta di distribuire i vaccini Covid ai bambini in età scolare.

Definiscono addirittura “irresponsabile, non etico e non necessario” immunizzarli, esortando persino a “non ripetere gli errori della storia”, perché il Covid “ha fatto zero morti sotto i 15 anni in ragazzi sani nel Regno Unito e i ricoveri in ospedale o in terapia intensiva sono estremamente rari”. Il punto, secondo loro, è che il virus diventerà endemico e i tassi di immunità di gregge saranno così elevati che non ci sarà alcun bisogno di vaccinare i bambini.

Un argomento per non vaccinarli contro il Covid è che ne traggono relativamente pochi benefici. “Fortunatamente una delle poche cose positive di questa pandemia è che i bambini sono molto raramente gravemente colpiti da questa infezione”, ha spiegato il prof. Adam Finn, che siede nel comitato congiunto per la vaccinazione del Regno Unito.

Le infezioni nei bambini sono quasi sempre lievi o asintomatiche, il che è in netto contrasto con i gruppi di età più avanzata a cui è stata data la priorità dalle campagne di vaccinazione. Uno studio condotto in sette Paesi, pubblicato su Lancet, ha stimato che meno di 2 bambini su 1 milione sono morti con Covid durante la pandemia.

Il professor Chris Whitty ha recentemente commentato che ogni medicinale ha potenziali effetti avversi che devono essere valutati rispetto ai potenziali benefici e per i vaccini Covid ci sarebbe un’età al di sotto della quale il rischio di infezione da Covid è così basso da poter essere superato dal rischio del vaccino. Gli autori della lettera concludono che i bambini rientrano chiaramente in questa categoria.

“Stiamo sollevando queste preoccupazioni come parte di un dibattito informato, che è una parte vitale del corretto processo scientifico. Dobbiamo assicurarci che non si ripetano le tragedie del passato che si sono verificate soprattutto quando i vaccini sono stati immessi sul mercato in fretta”, spiegano gli esperti nella loro lettera.

I casi di vaccini ritirati

Per esempio, il vaccino per l’influenza suina Pandemrix, lanciato dopo la pandemia del 2010, ha provocato oltre mille casi di narcolessia in bambini e adolescenti prima di essere ritirato.

Anche il vaccino Dengvaxia contro la dengue, una pericolosa forma di malaria, è stato distribuito ai bambini prima dei risultati completi della sperimentazione, e 19 bambini sono morti per un possibile potenziamento anticorpo-dipendente, prima che il vaccino fosse ritirato.

Alcuni effetti dei vaccini, anche per gli adulti, sono rilevabili solo dopo la fase di inoculazione di massa, come i rari casi di trombosi associata ai preparati anti-Covid, e alcuni eventi sono evidenziabili solo sui grandi numeri e a distanza di tempo.

La lettera inglese ha fatto in pochi giorni il giro del mondo, sollevando tantissimi commenti e domande. Una petizione parlamentare nel Regno Unto lanciata questa settimana, che chiede di non vaccinare i bambini fino al completamento delle sperimentazioni di sicurezza di Fase 3, ha ottenuto quasi 25mila firme in meno di 48 ore.

La moratoria sui vaccini ai bambini chiesta dalla Rete Sostenibilità e Salute

In Italia un appello simile è stato lanciato dalla Rete Sostenibilità e Salute, già sottoscritto da circa un migliaio di operatori sanitari, per la richiesta di una moratoria sulla somministrazione del vaccino Covid ai bambini.

“La vaccinazione dei bambini non comporta sostanziali benefici diretti ai riceventi, data la bassa incidenza e le manifestazioni cliniche moderate della malattia nelle fasce pediatriche, né benefici di rilievo per la collettività, poiché i bambini non hanno un ruolo rilevante nella trasmissione del SARS-CoV-2”, scrive la Rete nel suo appello.

I vaccini in uso non azzerano la trasmissione dell’infezione, hanno durata sconosciuta ed efficacia ridotta su alcune delle varianti sinora emerse. Non è stata stabilita, ad oggi, la necessità e la frequenza di dosi di richiamo per mantenere l’immunità conferita con i vaccini (ma già si prospettano con insistenza rivaccinazioni almeno annuali), ed è sconosciuto l’effetto di una eventuale immunizzazione periodica, scrivono.

“A fronte di benefici minimi o trascurabili riteniamo che non sia opportuno esporre i bambini al rischio di eventi avversi conosciuti e comuni, anche se probabilmente in gran parte reversibili, e al rischio di eventi avversi a lungo termine ancora non individuati, ma possibili. La sorveglianza post-marketing delle vaccinazioni è iniziata da poco tempo; le informazioni su eventi rari ma pericolosi si potrebbero presentare nel corso degli anni, ed evidenziarsi essenzialmente con lo sviluppo di programmi di sorveglianza attiva, ancora oggi lacunosi o completamente assenti.

Si ritiene che la vaccinazione da sola non possa portare alla immunità di gregge, quindi attualmente non esiste una giustificazione “altruistica” o “etica” nel vaccinare i bambini al fine di proteggere le popolazioni a rischio, già oggetto di un’intensa campagna vaccinale. I bambini reagiscono in modo diverso rispetto agli adulti ai vari stimoli antigenici, con differenze profonde nelle varie fasce di età. Inserire nuove vaccinazioni nei calendari vaccinali pediatrici potrebbe comportare una riduzione delle coperture delle vaccinazioni di routine, e causare interazioni sconosciute”.

Il vaccino per bambini Prevent-19 di Novavax

La richiesta di moratoria peraltro arriva a ridosso dell’annuncio che è in fase di preparazione un altro vaccino anti-Covid per bambini e ragazzini. Si tratta del vaccino Prevent-19 di Novavax, colosso farmaceutico con sede negli Usa, nel Maryland, che inizierà gli studi di Fase 3 del suo nuovo candidato vaccino nei ragazzini di età compresa tra 12 e 17 anni.

A gennaio, la società aveva rilasciato dati positivi di Fase 3 che hanno mostrato un’efficacia del vaccino dell’89,3% negli studi condotti nel Regno Unito. A metà gennaio, l’azienda aveva avviato una presentazione presso l’MHRA e prevedeva di utilizzare i dati con sede nel Regno Unito per ottenere un’approvazione all’uso in emergenza negli Stati Uniti.

Novavax recluterà fino a 3mila adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni in un massimo di 75 siti negli Stati Uniti. Due terzi dei volontari riceveranno iniezioni intramuscolari del vaccino e un terzo riceverà il placebo, con i partecipanti monitorati per la sicurezza fino a due anni dopo la dose finale.

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