Vaccino Covid ai bambini, le cose da sapere se siete genitori

Tutto pronto per il vaccino anti-Covid per i bambini tra i 5 e gli 11 anni. In Italia le somministrazioni partono giovedì 16 dicembre. Tutto su protezione ed effetti

Miriam Carraretto Giornalista di attualità politico-economica Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

Tutto pronto per il vaccino anti-Covid per i bambini tra i 5 e gli 11 anni. In Italia le somministrazioni partono giovedì 16 dicembre, in anticipo rispetto all’iniziale tabella di marcia prevista dal commissario all’emergenza generale Figliuolo, che aveva fissato come primo start day il 23 dicembre.

Il 25 novembre 2021, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha emesso un parere positivo per l’uso del vaccino Pfizer nei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni, sulla base di uno studio clinico randomizzato controllato con placebo in cui più di 3mila bambini in questo gruppo di età ha ricevuto il vaccino.

I bambini della fascia 5-11 anni che sono a rischio di Covid grave dovrebbero essere considerati un gruppo prioritario per la vaccinazione, come in altri gruppi di età, scrive l’ECDC. Tuttavia, poiché il ricovero in ospedale, la sindrome infiammatoria multisistemica MIS-C e altre condizioni post Covid possono verificarsi anche tra i bambini senza fattori di rischio noti, si è deciso di prendere in considerazione la vaccinazione di questa fascia.

Ciò che al momento è certo è che la vaccinazione avverrà in 2 dosi a 3 settimane di distanza l’una dall’altra. Il dosaggio è pari a un terzo di quello autorizzato per adulti e adolescenti, cioè 10 µg rispetto a 30 µg.

I bambini guariti dal Covid potranno vaccinarsi ma ancora non è stato deciso né dopo quanto tempo dalla guarigione né se dovranno ricevere una o due dosi. I bambini dovranno essere accompagnati da uno dei due genitori. Le prenotazioni andranno effettuate sui portali e i numeri dedicati delle varie Regioni (si attendono le indicazioni regionali).

Perché ora i bambini si ammalano di più di Covid

Come riporta l’ECDC europeo, i dati di sorveglianza mostrano che i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni hanno rappresentato una percentuale crescente sia di casi notificati che di ricoveri nei Paesi Ue negli ultimi mesi. Sebbene i ricoveri siano aumentati in linea con i tassi di casi in tutti i gruppi di età, la gravità della malattia Covid nei bambini è generalmente lieve con un esito clinico favorevole.

Il contributo dei bambini alla circolazione complessiva del virus SARS-CoV-2 potrebbe essere aumentato a causa di alcuni fattori, proprio come l’emergere della variante Delta altamente trasmissibile e l’aumento della copertura vaccinale nei gruppi di età più avanzata.

Nella maggior parte dei casi il Covid colpisce i bambini in modo lieve, ma la variante Delta predominante ormai ovunque è diventata estremamente più contagiosa (fino a 6 volte più del virus originale di Wuhan), il che rende anche potenzialmente più pericolosa: sono infatti in aumento i casi di bambini ricoverati per complicanze da Covid.

Quanto sono a rischio di Covid grave i bambini

In alcuni casi, per fortuna rari, anche gravi, come la temuta MIS-c, la sindrome infiammatoria multisistemica (cos’è, quali sono i sintomi e quali conseguenze può avere ve lo abbiamo spiegato qui). La miocardite è stata segnalata fino a 37 volte più spesso nei bambini non vaccinati di età inferiore a 16 anni con una diagnosi di Covid rispetto ad altri pazienti della stessa fascia di età.

Il Covid grave rimane comunque raro tra i bambini: su 65.800 casi sintomatici notificati in bambini di età compresa tra 5 e 11 anni, segnalati da 10 Paesi Ue durante il periodo della variante Delta, lo 0,61% è stato ricoverato in ospedale e lo 0,06% ha avuto bisogno di unità di terapia intensiva.

La presenza di una condizione pregressa di fragilità o vulnerabilità è associata a una probabilità circa 12 volte più alta di ospedalizzazione e 19 volte superiore di ricovero in terapia intensiva. Tuttavia – e questo è importante capirlo bene – la stragrande maggioranza, pari al 78%, dei bambini ospedalizzati di questa età non presentava alcuna condizione medica di base.

Oltre agli impatti diretti sulla salute della malattia Covid, come tutti sappiamo la pandemia ha influenzato la salute fisica e mentale e il benessere generale dei bambini. L’interruzione delle essenziali e quotidiane attività sociali ed educative hanno generato ansia e disagio in questa fascia di età. Questo dicono, anche, i dati. E l’aspetto sociale e psicologico, nel 2021, non può assolutamente essere considerato di minor importanza.

Quali benefici dalla vaccinazione dei bambini

Scrive ancora l’ECDC che i dati previsionali indicano che la vaccinazione dei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni potrebbe ridurre la trasmissione del Covid nell’intera popolazione, sebbene l’entità e la durata di questa protezione siano attualmente sconosciute.

Si stima che l’impatto sul numero effettivo di riproduzione nella popolazione nel suo insieme sarebbe una diminuzione dell’11%. Questo è paragonabile all’effetto di alcuni interventi non farmaceutici. Da notare che l’impatto della vaccinazione dei bambini è più debole per i Paesi con una bassa diffusione del vaccino tra gli adulti e più forte per i Paesi con un’alta diffusione tra gli adulti. In Italia, dunque, essendo uno dei Paesi con la più alta percentuale di vaccinati, l’effetto benefico sarebbe potente.

Vaccino ai bambini, quali effetti: cosa dicono i dati

I dati sulla sicurezza del vaccino Covid nei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni sono attualmente limitati e il livello di immunità naturale nei non vaccinati e la sua durata sono attualmente sconosciuti e probabilmente eterogenei nella popolazione.

Ma ciò che sappiamo è che ottime notizie arrivano dagli Usa e da Israele. Negli Stati Uniti sono già stati vaccinati oltre 4 milioni di bambini senza nessun effetto collaterale grave. In Israele, a 10 giorni dall’avvio della campagna di vaccinazione dei bambini piccoli, sono già stati immunizzati 60mila bambini: ad oggi, non sono stati segnalati effetti collaterali gravi.

Il Ministero della Salute israeliano e tutte le istituzioni sanitarie nazionali che hanno effettuato le somministrazioni hanno affermato che non sono stati segnalati problemi significativi nei bambini a cui è stato somministrato il vaccino Pfizer-BioNTech. Il dottor Roni Farber, capo della sanità pubblica presso l’HMO di Meuhedet in Israele, ha dichiarato al giornale Ynet che la maggior parte dei bambini che hanno ricevuto la vaccinazione in Israele non ha riportato alcun effetto collaterale. Naturalmente più dati saranno disponibili nei prossimi giorni.

Gli unici “effetti” sono stati un leggero dolore al braccio nel sito di iniezione, come si vede spesso dopo ogni vaccinazione, e che di solito non viene segnalato alle autorità sanitarie. Ci sono stati anche alcuni casi isolati di febbre moderata. “Queste sono le uniche segnalazioni che abbiamo ricevuto nell’ultima settimana, ma si tratta di casi isolati. Questi sono normali effetti collaterali del vaccino, simili ad altri vaccini”, ha concluso Farber.

I bambini, scrive la John Hopkins University, dopo il vaccino potrebbero sentirsi più stanchi del solito. Sono possibili anche mal di testa, dolori muscolari o articolari e persino febbre e brividi. Ma questi effetti collaterali sono generalmente temporanei e si risolvono entro 48 ore.

Tutti i dati sulla protezione del vaccino Pfizer nei bambini li trovate spiegati qui.

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