Vaccino Covid ai bambini 5-11 anni, si parte in Usa: i benefici superano i rischi?

I CDC americani hanno formalmente approvato il vaccino anti-Covid Pfizer-BioNTech per i bambini dai 5 agli 11 anni. Quali sono i benefici, e quali i possibili effetti collaterali

Miriam Carraretto Giornalista di attualità politico-economica Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

I CDC americani, cioè i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, hanno formalmente approvato il vaccino anti-Covid Pfizer-BioNTech per i bambini dai 5 agli 11 anni. Le vaccinazioni dovrebbero iniziare a partire da lunedì 8 novembre. I bambini che potrebbero essere vaccinati sono 29 milioni solo negli Stati Uniti, 37 milioni in Europa e poco più di 3 milioni in Italia.

I medici dell’Accademia Americana di pediatria raccomandano “fortemente” di vaccinare i bambini, inclusi i più piccoli. Già da qualche tempo Pfizer aveva chiesto alla Food and Drug Administration di autorizzare il loro vaccino anche per i bimbi.

L’approvazione dei CDC arriva proprio mentre gli americani si preparano a una stagione potenzialmente a rischio. I casi negli Stati Uniti sono in costante calo da settimane, ma gli esperti hanno avvertito che la vita al chiuso, giocoforza, potrebbe far risalire nuovamente i contagi.

Vaccino Covid ai bambini 5-11 anni, quali conseguenze

Le stime Usa dicono che pochi dei 29 milioni di bambini americani compresi nella fascia d’età 5-11 anni saranno completamente immunizzati tra un mese, ma anche la vaccinazione parziale sarà in grado, assicurano gli esperti, di fornire una certa protezione contro il Covid. Secondo le previsioni dei CDC, ogni milione di dosi somministrate a bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni eviterebbe circa 58mila casi e 226 ricoveri in quel gruppo di età.

Si prevede anche che l’immunizzazione dei bambini sarà in grado di prevenire circa 600mila nuovi casi da novembre 2021 a marzo 2022 (qui i principali sintomi nei bambini, che sono cambiati rispetto all’inizio). E l’aumento dell’immunità potrebbe ridurre le possibilità che i bambini piccoli trasmettano il virus ad adulti vulnerabili nelle loro famiglie e in comunità.

È probabile, poi, che le vaccinazioni dei bambini più piccoli contribuiscano a mantenere aperte le scuole. Il Covid ha già costretto circa 2.300 scuole a chiudere solo tra inizio agosto e ottobre, colpendo oltre 1,2 milioni di studenti.

L’amministrazione Biden intanto ha già arruolato più di 20mila pediatri, medici di famiglia e farmacie per somministrare le dosi ai più piccoli. I bambini di età compresa tra 5 e 11 anni riceveranno un terzo della dose autorizzata per quelli di età pari o superiore a 12 anni e il vaccino verrà consegnato con aghi più piccoli e confezionato in flaconcini più piccoli per evitare confusione con le dosi degli adulti.

“Rassicurare gli scettici sugli effetti del vaccino nel tempo? L’esperienza del vaccino è su 400 milioni di dosi in America e a livello mondiale superiamo 1 miliardo e non ci sono state cose inusuali, non c’è alcuna ragionevolezza a credere che tra 10 anni succederà chissà che, non c’è un precedente per i vaccini o una ragione meccanicistica per pensare a effetti collaterali particolari. Il beneficio della vaccinazione rispetto al rischio di ammalarsi è assolutamente superiore“. Queste le parole del celebre immunologo americano e consulente sanitario della Casa Bianca per l’emergenza Covid Anthony Fauci, a Che Tempo Che Fa da Fabio Fazio su Rai3.

I vantaggi superano i rischi? La posizione del prof. Remuzzi

E in Italia? Ormai è quasi certo che il vaccino per i bambini 5-11 anni arriverà anche da noi. Legittimi, naturalmente, i dubbi dei genitori. Il tema è delicato e complesso, e come tale va analizzato e affrontato. Dato che sappiamo che fino ad oggi, anche con la variante Delta più contagiosa, i bambini si ammalano comunque raramente di Covid, ne vale davvero la pena?

A questo proposito il prof. Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, ha scritto un interessante editoriale sul Corriere della Sera, in cui spiega perché i vantaggi del vaccino anche per i più piccoli superano di gran lunga gli eventuali effetti collaterali della somministrazione.

Remuzzi, lo ricordiamo, è stato colui che tra i primissimi in Italia ha sviluppato un vero e proprio protocollo di cure domiciliari per il trattamento del Covid, con straordinari risultati, arrivando anche a dimostrare, sulla base della sua esperienza clinica, quali farmaci salva-vita siano essenziali quando si contrae il Coronavirus, sin da primissimi sintomi (ne avevamo parlato approfonditamente qui).

Negli Stati Uniti solo nell’ultima settimana di settembre sono stati registrati 170 mila contagi pediatrici, mentre dall’inizio della pandemia i bambini positivi al Coronavirus sono stati quasi 6 milioni, con 520 morti (di questi 143 avevano tra i 5 e gli 11 anni). In Italia i casi di bambini positivi al Covid confermati fino al 15 settembre nella popolazione 0-19 anni sono stati 741.356, con 33 morti.

Ma c’è di più, se un bambino si ammala di Covid può contrarre, anche se raramente, la Sindrome Infiammatoria Multisistemica, che può provocare danni gravi al cuore, ai polmoni, al cervello, ai reni e ad altri organi (qui i sintomi di questa malattia a cui fare attenzione). Dall’inizio della pandemia di questi casi ne sono stati registrati solo negli Stati Uniti 5.200, da noi fra i 200 e i 300, “ma potrebbero essere di più”.

“Quello che spinge i pediatri a raccomandare il vaccino per il Covid ai bambini piccoli però è specialmente il fatto che vaccinando loro si evita che l’infezione si propaghi agli altri alunni della scuola, agli amici che frequentano fuori e agli adulti” prosegue Remuzzi.

Nel decidere se vaccinare o no i bambini dobbiamo considerare che laddove il virus circola più o meno liberamente, come in Brasile o in Indonesia, muoiono di Covid bambini anche molto piccoli: in Brasile, evidenzia Remuzzi, sono stati 1.000, su più di 500mila morti totali.

Quali possibili effetti collaterali del vaccino Covi nei bambini 5-11 anni

Ma che evidenza abbiamo che il vaccino autorizzato, con procedura di emergenza, sia davvero sicuro? “Finora è stato studiato su 2.250 bambini tra i 5 e gli 11 anni, che hanno avuto una dose molto più piccola di mRna, 10 microgrammi in due somministrazioni, invece che i 30 che si danno a chi ha più di 12 anni o agli adulti, sempre in due somministrazioni. La procedura dell’approvazione in emergenza è comunque molto rigorosa e i 10 microgrammi sono stati scelti con molta cura per assicurare la massima risposta anticorpale anche contro le varianti, al punto che si riusciva a prevenire la malattia nel 90% dei bambini”.

Quali i possibili effetti collaterali in questa fascia d’età? Gli stessi che siamo abituati a vedere nei ragazzini più grandi e negli adulti: qualche volta fastidio nella sede di iniezione, stanchezza, un po’ di febbre. “Ma non certo in tutti i bambini, molti non hanno proprio niente”.

Questione miocardite e pericardite? 2.250 bambini saranno pochi ma nessuno di loro ha avuto la miocardite. “Questo non vuol dire che quando vaccineremo milioni di bambini non ci potranno essere casi rari di questa malattia anche nei più piccoli, a giudicare da quanto abbiamo visto negli adolescenti sono comunque forme che si risolvono in poco tempo e molto rare. La proporzione è da 1 caso su 20mila a 1 su 50mila. I casi di miocardite che si manifestano invece in seguito alla malattia Covid sono molti di più e molto più gravi di quelli registrati in seguito al vaccino.

La conclusione, dice Remuzzi, è sempre la stessa: “I benefici del vaccinarsi superano di gran lunga i rischi”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Vaccino Covid ai bambini 5-11 anni, si parte in Usa: i benefici supera...