Vaccino bambini 5-11 anni, ecco la circolare del Ministero: dosi, tempi e modi

Ora è ufficiale l'ok da parte del Ministero della Salute per la vaccinazione anti-Covid nei bambini della fascia di età 5-11 anni. Tutto ciò che c'è da sapere

Miriam Carraretto Giornalista di attualità politico-economica Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

Era atteso ed è arrivato. Ora è ufficiale l’ok da parte del Ministero della Salute per la vaccinazione anti-Covid nei bambini della fascia di età 5-11 anni. L’1 dicembre la Commissione tecnico scientifica di AIFA, accogliendo il parere espresso dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema), ha approvato l’estensione di indicazione di utilizzo del vaccino Comirnaty (BioNTech/Pfizer) per la fascia d’età 5-11 anni, prima esclusa dalla campagna vaccinale, che infatti si fermava ai 12 anni.

Ora le cose cambiano, e considerati la maggiore contagiosità del virus e il più alto rischio anche per i più piccoli di sviluppare forme da moderate a gravi della malattia Covid (probabilità che tuttavia rimane bassa), le autorità sanitarie consigliano di sottoporre anche loro alla vaccinazione.

Perché vaccinare i bambini contro il Covid

L’effetto è duplice: si proteggono i bambini da un lato, e le famiglie e la comunità in cui vivono dall’altro, contribuendo a rinsaldare quell'”effetto scudo” che è proprio il senso stesso del vaccino: farlo tutti per proteggere tutti, soprattutto chi è più fragile.

E portare il virus a “scaricarsi”: non a caso secondo molti esperti la nuova variante Omicron sarebbe molto più contagiosa delle precedenti, anche della Delta, ma più innocua, segno che grazie ai vaccini la pandemia potrebbe finalmente essere alla fine (ne abbiamo parlato approfonditamente qui).

Nella popolazione tra 0 e 12 anni c’è stato un notevole incremento di coloro che hanno necessitato di cure, compresi i ricoveri. A dirlo è stato Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, a 24 Mattino, su Radio 24. “Nella popolazione più vasta, tra 0 e 19 anni, il rischio di ospedalizzazione è intorno all’1, ovvero poco più dell’1% di questa fascia d’età che si è preso il virus ha necessitato di ricovero ospedaliero, che è un qualcosa di drammatico”.

C’è stato un incremento esponenziale soprattutto nell’ultimo mese nella fascia tardo adolescenziale ma anche in quella più bassa tra 0 e 12 anni, con un aumento del numero di ricoveri. Peraltro il Long Covid capita anche nella popolazione pediatrica. “Di sperimentale c’è solo il virus e non il vaccino”. Per questo “i nostri figli dovrebbero essere vaccinati, in primis solo per la loro sicurezza. Poi senza ombra di dubbio, c’è anche l’effetto di protezione per la comunità”.

I bambini sono un serbatoio del virus insieme ai no vax. Dobbiamo vaccinarli” spiega anche Alberto Villani, direttore del Dipartimento di emergenza dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, in Regione Lazio a margine della presentazione della campagna di comunicazione per la vaccinazione pediatrica.

L’esperienza del Bambin Gesù, come quella di molti altri ospedali, dice che i casi stanno diventando complessi e seri. “Abbiamo avuto la sfortuna e il dolore di doverci confrontare con casi molto gravi. Per cui la vaccinazione è importante per questo, non possiamo sapere da prima chi è il bambino che va incontro a una forma letale o grave, quindi i piccoli vanno protetti. La vaccinazione è un diritto dei bambini esattamente come gli adulti”.

Dosi, modi e tempi del vaccino Covid ai bambini

Per questo motivo, si legge nella circolare ad hoc firmata dal direttore generale della Prevenzione del ministero Giovanni Rezza, è possibile procedere con l’inclusione della fascia di età 5-11 anni nel programma di vaccinazione. Si parte giovedì 16 dicembre.

Il vaccino Comirnaty di Pfizer da 10 mcg/dose (un terzo della dose rispetto a quella data agli adulti) viene somministrato, dopo diluizione, per via intramuscolare come ciclo di 2 dosi (da 0,2 ml ciascuna) a distanza di 3 settimane, cioè 21 giorni, l’una dall’altra.

Tra le principali caratteristiche di questa formulazione, chiarisce il documento, ogni flaconcino, la cui capsula di chiusura è in plastica di colore arancione, contiene 10 dosi da 0,2 mL, dopo diluizione con 1,3 mL di soluzione iniettabile di sodio cloruro da 9 mg/mL (0,9%).

I flaconcini scongelati e chiusi possono essere conservati a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C per un massimo di 10 settimane, durante il periodo di validità di 6 mesi. Dopo la diluizione, possono essere conservati a una temperatura compresa tra 2°C e 30°C, e utilizzabili entro 12 ore.

Priorità ai bambini fragili: chi sono

La circolare del Ministero della Salute stabilisce anche una priorità per i bimbi fragili, tenendo in considerazione le priorità già definite, con particolare riferimento alla categoria “elevata fragilità”.

Ma chi sono i bimbi a “elevata fragilità“? La circolare chiarisce che si tratta dei bambini sottoposti a trapianto di organo solido, trapianto di cellule staminali emopoietiche o con marcata compromissione della risposta immunitaria per cause legate alla patologia o a trattamenti farmacologici.

Per loro viene già anche prevista la possibilità di ricevere una dose addizionale, cioè una terza iniezione, almeno 28 giorni dopo la seconda dose del vaccino, proprio come avviene per gli adulti considerati fragili.

Per valutare se vaccinare contro il Covid i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni gli italiani dovrebbero “fidarsi” dei pediatri, medici di “grandissima qualità” che hanno dedicato “la vita” alla cura dei più piccoli. A sottolinearlo, a margine del Consiglio Ue a Bruxelles, il ministro della Salute Roberto Speranza (per i rischi concreti che corrono i bambini, l’efficacia del vaccino e la sicurezza nei più piccoli vi rimandiamo all’approfondimento di QuiFinanza).

Vaccino, quali effetti collaterali nei bambini

Gli effetti collaterali del vaccino Covid nei bambini 5-11 anni più comuni sono simili a quelli riscontrati negli adulti, cioè:

  • dolore nel sito di iniezione
  • febbre
  • dolore muscolare
  • spossatezza.

In base a uno studio pubblicato e ai dati accumulati su oltre 3 milioni di vaccinazioni avvenute negli Stati Uniti, la frequenza di questi disturbi risulta comunque inferiore rispetto agli adulti.

Qui le info utili per i bambini che hanno fatto il Covid: devono comunque fare il vaccino?

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