AstraZeneca, trombosi dopo il vaccino: cosa cambia per la seconda dose

L'Aifa ha chiarito cosa fare riguardo al richiamo con il Vaxzevria in caso di sindrome trombotica trombocitopenica in un paziente

L’agenzia di farmacovigilanza Aifa ha redatto una nota informativa importante, concordata con le autorità regolatorie europee, che contiene aggiornamenti che riguardano il vaccino Vaxzevria, prodotto da AstraZeneca, e le sue modalità di somministrazione. Con questo documento, indirizzato agli operatori sanitari, cambiano le linee guida per la seconda dose.

AstraZeneca, trombosi dopo il vaccino: il chiarimento Aifa per il richiamo

L’Aifa specifica che il vaccino di AstraZeneca è controindicato nei soggetti che, in seguito all’inoculazione della prima dose, si sono visti diagnosticare la sindrome trombotica trombocitopenica (TTS).

Si tratta di una combinazione di trombosi e trombocitopenia, ovvero carenza di piastrine nel sangue, osservata in chi ha ricevuto il Vaxzevria.

In alcuni casi è stato osservato anche sanguinamento, e in quelli più gravi sono state rilevate trombosi arteriose o venose in siti insoliti, come nei seni venosi cerebrali, nell’addome e nei siti degli organi splancnici.

Questa condizione, che si è verificata in particolare tra le donne di età inferiore ai 60 anni nelle prime tre settimane dopo la vaccinazione con il vaccino adenovirale, ha condotto alcuni pazienti al decesso.

Si parla comunque di una percentuale infima di persone. Secondo le più recenti stime solo lo 0,00003% dei vaccinati va incontro a questo effetto avverso.

La probabilità di sviluppare una sindrome trombotica trombocitopenica indotta dal vaccino è dunque di gran lunga inferiore a quello di sviluppare una trombosi in seguito all’infezione da Covid-19.

Il consiglio rimane dunque quello di vaccinarsi contro il coronavirus, pur facendo particolare attenzione ai possibili sintomi di TTS in seguito alla somministrazione di Vaxzevria.

AstraZeneca, trombosi dopo il vaccino: le nuove linee guida per i medici

La TTS, viene specificato nel documento inviato ai medici dall’Aifa, richiede una gestione clinica specializzata. Per questo i medici e tutti gli operatori sanitari devono consultare le linee guida e i colleghi ematologi e specialisti della coagulazione, prima di diagnosticare e trattare questa condizione.

Tutte le persone che hanno ricevuto una diagnosi di trombocitopenia entro tre settimane dalla vaccinazione con il farmaco di AstraZeneca devono essere valutate alla ricerca dei sintomi di trombosi e viceversa.

In caso venga riscontrata effettivamente la sindrome, non potranno dunque ricevere il richiamo anti Covid con il Vaxzevria. Per questo riceveranno la seconda dose con un vaccino diverso.

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