Vaccini, dopo Astrazeneca in Lombardia cambia ancora il piano

Dopo lo stop al vaccino AstraZeneca, riprendono le somministrazioni in Lombardia a partire dal 27 aprile anche per chi ha prenotato la prima dose

Riprendono in Lombardia le somministrazioni del vaccino Covid prodotto da AstraZeneca. La Direzione generale del Welfare ha inviato una circolare alle aziende ospedaliere, sottolineando di aver ricevuto “assicurazioni” da parte della struttura commissariale sull’arrivo di una fornitura di dosi. Questa sarà sufficiente per completare le seconde dosi programmate nelle prossime settimane. Contestualmente l’assessorato alla Sanità lombardo ha confermato la ripresa, a partire da martedì 27 aprile delle vaccinazioni con il siero Vaxzevria anche per chi ha prenotato la prima dose.

Perché è arrivato lo stop al vaccino AstraZeneca in Lombardia

Lo stop al vaccino AstraZeneca in Lombardia era arrivato non per problemi di sicurezza del preparato, ma per la scarsa disponibilità di dosi e alla scarsità di informazioni riguardo alle successive forniture. Per questo la Regione aveva deciso di accelerare sulle somministrazioni degli altri farmaci, ovvero Pfizer, Moderna e il nuovo arrivato, il monodose Janssen prodotto da Johnson & Johnson. Per quest’ultimo le iniezioni sono partite il 21 aprile.

Vaxzevria: cosa è emerso sulla sicurezza del vaccino di AstraZeneca

Il farmaco Vaxzevria, in precedenza noto come Covid-19 Vaccine AstraZeneca, è stato autorizzato dall’Agenzia dei medicinali europea, l’Ema, per l’utilizzo in tutti i Paesi membri dell’Ue. I benefici del siero superano i rischi legati all’infezione da coronavirus negli adulti di tutte le età, ma in seguito alla vaccinazioni si sono verificati alcuni casi molto rari di trombosi associate a bassi livelli di piastrine.

Per questo il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema, dopo alcuni stop preventivi, aveva analizzato i dati a disposizione sugli eventi avversi emersi dopo la prima e la seconda dose su diverse tipologie di pazienti. È emerso che i benfici del preparato aumentano all’aumentare dell’età della persona vaccinata. I rischi più comuni comprendono sintomi di lieve entità e temporanei, mentre il rischio di sviluppare coaguli nel sangue associati a trombocitopenia sarebbe di 1 su 100 mila.

L’Aifa in Italia ha consigliato la somministrazione del vaccino AstraZeneca per i pazienti ultra 60enni. Tuttavia all’indicazione non ha fatto seguito un divieto specifico, e attualmente questo siero può essere utilizzato per tutti i maggiorenni. In futuro la campagna vaccinale potrebbe subire un cambio di rotta, consentendo alle persone con meno di 60 anni di scegliere la tipologia di farmaco a cui sottoporsi o somministrando le dosi del Vaxzevria a tutti.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Vaccini, dopo Astrazeneca in Lombardia cambia ancora il piano