Vaccino AstraZeneca: aumenta l’efficacia all’82%. I vantaggi su Covid grave, ricoveri e morte

L'AIFA ha autorizzato il vaccino anti-Covid di AstraZeneca nei soggetti anche al di sopra dei 55 anni, ma con riserva. Intanto un nuovo studio ne aumenta l'efficacia

L’AIFA ha autorizzato il vaccino anti-Covid di AstraZeneca nei soggetti al di sopra dei 18 anni, come da indicazione dell’EMA, ma con importanti raccomandazioni, che sembrano quasi delle riserve indirette.

L’Agenzia ha confermato la valutazione dell’EMA sull’efficacia e sul rapporto benefici/rischi favorevole del vaccino, pari fino a prima dell’ultimo studio al 59,5% nella riduzione delle infezioni sintomatiche da Covid-19.

Tutti i dubbi sul vaccino AstraZeneca

Seppure i dati a disposizione indichino un’efficacia inferiore a quella degli altri due vaccini disponibili, Pfizer e Moderna, la comparazione tra i tre vaccini è difficile, tenuto conto delle diversità delle popolazioni studiate e della necessità di completare gli studi.

In particolare, i dati degli studi registrativi del vaccino AstraZeneca mostrano un livello di incertezza nella stima di efficacia nei soggetti sopra i 55 anni, perché questa fascia di popolazione, nella quale tuttavia si è osservata una buona risposta anticorpale, è stata scarsamente rappresentata durante le sperimentazioni. Motivo che appunto aveva portato a sollevare degli importanti dubbi a riguardo.

L’AIFA ha comunque suggerito un utilizzo preferenziale dei vaccini a RNA messaggero nei soggetti più anziani o più fragili e un utilizzo preferenziale del vaccino AstraZeneca, in attesa di acquisire ulteriori dati, in soggetti tra i 18 e i 55 anni, per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide. La Commissione si è riservata infine di fornire indicazioni puntuali su aspetti più specifici, come l’intervallo tra la somministrazione delle due dosi, a seguito di ulteriori approfondimenti.

Al vaccino AstraZeneca è già stato concesso un CMA o un uso di emergenza in quasi 40 Paesi, in quattro continenti, tra cui l’Ue, diversi paesi dell’America Latina, India, Marocco e Regno Unito.

Molti dubbi però serpeggiano tra gli scienziati. L’immunologa Antonella Viola, ad esempio, ha espresso notevoli perplessità. In un’intervista a Il Fatto Quotidiano ha detto che rinuncerebbe “del tutto” al vaccino di AstraZeneca: “Hanno avuto una comunicazione non corretta con annunci non supportati dai fatti, hanno commesso errori nei trial clinici, hanno prodotto un siero con efficacia limitata, non hanno presentato dati sufficienti per le persone con più di 55 anni… mentre gli altri, Pfizer Biontech e Moderna su tutti, hanno lavorato bene”.

A seguito della revisione della domanda, il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia europea per i medicinali ha basato il suo parere positivo sui dati di una revisione continua dei dati della sperimentazione dall’analisi primaria del programma di Fase III condotto dall’Università di Oxford.

Cosa dice il nuovo studio sul vaccino AstraZeneca

Ma ora un nuovo studio pubblicato da AstraZeneca dimostra che il suo vaccino è sicuro ed efficace dopo 22 giorni dalla prima dose. I risultati hanno dimostrato un’efficacia del vaccino del 76% dopo una prima dose, con la protezione mantenuta fino alla seconda dose. Con un intervallo tra le dosi di 12 settimane o più, l’efficacia del vaccino è aumentata all’82%.

L’analisi ha anche mostrato il potenziale del vaccino per ridurre la trasmissione asintomatica del virus, sulla base di tamponi settimanali ottenuti da volontari nello studio del Regno Unito. I dati hanno mostrato che i positivi si erano ridotti del 67% dopo una singola dose e del 50% dopo due dosi.

L’analisi primaria per l’efficacia si è basata su 17.177 partecipanti che hanno maturato 332 casi sintomatici dagli studi di Fase III nel Regno Unito (COV002), Brasile (COV003) e Sud Africa (COV005) condotti dall’Università di Oxford e AstraZeneca, altri 201 casi rispetto a quelli precedentemente riportati.

“Questa analisi primaria riconferma che il nostro vaccino previene malattie gravi e tiene le persone fuori dall’ospedale” ha commentato Mene Pangalos, vicepresidente esecutivo Ricerca e sviluppo biofarmaceutici. “Inoltre, l’estensione dell’intervallo di somministrazione non solo aumenta l’efficacia del vaccino, ma consente anche a più persone di essere vaccinate in anticipo. Insieme alle nuove scoperte sulla trasmissione ridotta, riteniamo che questo vaccino avrà un impatto reale sulla pandemia”.

Il ministro britannico della Salute Matt Hancock ha dichiarato che lo studio è “estremamente incoraggiante. Rafforza ulteriormente la nostra fiducia che i vaccini sono in grado di ridurre la trasmissione e proteggere le persone da questa terribile malattia. Questo studio mostra che il vaccino di Oxford funziona e funziona bene”. Più di 9,6 milioni di inglesi hanno già ricevuto la prima dose e il sistema sanitario inglese sta lavorando per vaccinare quante più persone possibile in ogni parte del Regno Unito.

Le caratteristiche del vaccino AstraZeneca

Inventato congiuntamente dall’Università di Oxford e dalla sua società spin-out, Vaccitech, utilizza un vettore virale di scimpanzé basato su una versione indebolita di un comune virus del raffreddore (adenovirus) che causa infezioni negli scimpanzé stessi e contiene il materiale genetico della proteina spike del virus SARS-CoV-2. Dopo la vaccinazione, viene prodotta la proteina spike superficiale, che prepara il sistema immunitario ad attaccare il virus SARS-CoV-2 se successivamente infetta il corpo.

Il vaccino può essere conservato, trasportato e manipolato in condizioni refrigerate normali (2-8 °C) per almeno 6 mesi e somministrato all’interno di strutture sanitarie esistenti.

Il CHMP raccomanda due dosi di vaccino AstraZeneca, precedentemente AZD1222, da somministrare a un intervallo da quattro a 12 settimane a persone di età pari o superiore a 18 anni. Questo regime di dosaggio si è dimostrato sicuro ed efficace negli studi clinici nella prevenzione del Covid sintomatico, senza casi gravi e senza ricoveri oltre 14 giorni dopo la seconda dose.

I dati sulla sicurezza pubblicati finora provengono da oltre 20mila partecipanti arruolati in quattro studi clinici nel Regno Unito, Brasile e Sud Africa. Una pubblicazione su The Lancet ha confermato che il vaccino AstraZeneca è stato ben tollerato e che non sono stati confermati eventi avversi seri. I partecipanti provenivano da diversi gruppi etnici e geografici che erano sani o avevano condizioni mediche di base stabili.

Oltre al programma condotto dall’Università di Oxford, AstraZeneca sta conducendo una vasta sperimentazione negli Stati Uniti e nel mondo. In totale, l’Università di Oxford e AstraZeneca prevedono di iscrivere fino a 60mila partecipanti a livello globale.

Mentre AstraZeneca continua a collaborare con le autorità di regolamentazione di tutto il mondo per supportare le loro revisioni continue per l’approvvigionamento di emergenza o l’approvazione condizionale durante la crisi sanitaria, ha dichiarato di essere anche impegnata nel favorire un percorso accelerato verso la disponibilità di vaccini nei Paesi a basso reddito.

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