Vaccino e green pass per gli studenti, si va verso l’obbligo: quali vaccini sono già obbligatori

Il ministro Bianchi e il governo iniziano a ragionare di obbligo vaccinale per ragazzi e bambini, come peraltro avviene per molte altre malattie

Mentre il ministro della Salute Roberto Speranza annuncia che la terza dose in Italia partirà già a settembre per i più fragili (ne abbiamo parlato approfonditamente qui), e mentre sembra vicina la quadra sull’estensione del green pass nei luoghi di lavoro pubblici e in cui vige già l’obbligo per i clienti, come ristoranti e palestre (la cabina di regia prevista per giovedì probabilmente slitterà a settimana prossima), resta il nodo della scuola.

Obbligo green pass a scuola: quanti insegnanti sono vaccinati

L’obbligo di green pass è previsto per tutto il personale scolastico, insegnanti, personale ATA e tecnico-amministrativo. Sono ancora 3.694.858 gli italiani over 50 ancora in attesa della prima dose o della dose unica di vaccino. La scorsa settimana gli over 50 in attesa di prima dose o dose unica erano 3.885.795. In particolare, in attesa della prima dose o della dose unica restano ancora 260.544 over 80, 566.693 della fascia 70-79 anni, 1.021.269 della fascia 60-69 anni e 1.846.352 della fascia 50-59 anni.

Di questi, in attesa della prima o dell’unica dose sono ancora 117.115 tra docenti e Ata, pari al 7.9%, su un totale di 1.482.676 persone, mentre ha completato il ciclo vaccinale l’86,11% del personale scolastico, mentre si è sottoposto già a prima dose l’88,75%.

“Non possiamo mettere a rischio in nessuna maniera i nostri ragazzi, chi non ha il green pass o non ha il certificato di esenzione sarà sospeso” dice perentorio il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, nel giorno del rientro in classe a Bolzano e in tutto l’ Alto Adige. “La scuola è ritrovarsi, è sia nuovo incontro, sia un nuovo inizio per i ragazzi i docenti il personale e tutte le famiglie”.

Il governo ha lavorato per garantire un avvio tranquillo, con misure di sicurezza e il personale in ordine, non può permettersi di rischiare per via dei (fortunatamente pochi) insegnanti che non intendono vaccinarsi. Sarà anche, questo, il primo anno in cui la scuola inizia senza cattedre vuote e senza il rebus precari. Bianchi dimostra di aver fatto un lavoro eccellente.

Obbligo green pass per gli studenti?

Lato studenti, ad oggi l’obbligo di green pass non li riguarda, con la sola eccezione degli universitari, che invece sono tenuti a possedere ed esibire il passaporto Covid per frequentare gli atenei.

Ma ora si inizia a ragionare di obbligo vaccinale per ragazzi e bambini, come peraltro avviene per molte altre malattie. “Laddove vi fossero dei rischi useremo tutti gli strumenti” ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a Sky Tg24. “Come ha detto il presidente del Consiglio siamo pronti, in ogni condizione” sottolinea Bianchi, che fa appello alla maturità dei ragazzi, “che più di tutti gli altri hanno risposto al nostro appello a vaccinarsi”.

Il vaccino anti-Covid come sappiamo è disponibile dai 12 anni in su. “In questo il governo è determinato perché la sicurezza dei ragazzi è la sicurezza del nostro Paese, unica condizione per un rilancio vero e per tornare a vivere in una nuova normalità. Il governo responsabilmente userà tutti gli strumenti, ragioneremo e faremo tutte le verifiche”.

Intanto, fino a quando non verrà presa una decisione in tal senso, a scuola continua a vigere l’obbligo di mascherina, lo prevede il decreto del 6 agosto. Ma è prevista anche una importante deroga: in una classe in cui tutti sono vaccinati c’è la possibilità di toglierla.

Proprio un incentivo a vaccinarsi, ma anche qualcosa che, avverte il ministro, “deve essere regolamentato attentamente da linee guida che noi stiamo scrivendo, con il ministro della Salute e con il Garante della privacy. Tuteleremo la privacy di tutti e tuteleremo i più fragili”.

Quali vaccini sono obbligatori per i bambini in Italia

Il Decreto vaccini del 2017 ha portato il numero di vaccini obbligatori nell’infanzia e nell’adolescenza in Italia da 4 a 10. L’obiettivo è di contrastare il progressivo calo delle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, in atto dal 2013, che ha determinato una copertura vaccinale media nel nostro Paese al di sotto del 95%, la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, per proteggere, cioè, indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati.

Ecco le 10 vaccinazioni obbligatorie per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati:

  • anti-poliomielitica
  • anti-difterica
  • anti-tetanica
  • anti-epatite B
  • anti-pertosse
  • anti-Haemophilus influenzae tipo b
  • anti-morbillo
  • anti-rosolia
  • anti-parotite
  • anti-varicella.

L’obbligatorietà per le ultime quattro (anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella) è soggetta a revisione ogni 3 anni in base ai dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte.

Sono, inoltre, indicate ad offerta attiva e gratuita, da parte delle Regioni e Province autonome, ma senza obbligo vaccinale, le vaccinazioni:

  • anti-meningococcica B
  • anti-meningococcica C
  • anti-pneumococcica
  • anti-rotavirus.

Il manifesto “no green pass” di 150 docenti universitari

Spostandoci sul fronte università, intanto, 150 docenti di diversi atenei italiani hanno firmato un appello contro il green pass. Dal 1° settembre per frequentare le università italiane, sostenere gli esami e seguire le lezioni si deve essere in possesso del green pass. Requisito valido per docenti, personale tecnico, amministrativo e bibliotecario e studenti.

Cosa che non piace a questo piccolo gruppo di docenti, che in un manifesto esprimono il loro dissenso: “Ciò estende, di fatto, l’obbligo di vaccinazione in forma surrettizia per accedere anche ai diritti fondamentali allo studio e al lavoro, senza che vi sia la piena assunzione di responsabilità da parte del decisore politico. Molti tra noi hanno liberamente scelto di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid-19, convinti della sua sicurezza ed efficacia”.

Però, dicono i professori firmatari, reputano “ingiusta e illegittima” quella che definiscono una discriminazione introdotta ai danni di una minoranza, in quanto secondo loro in contrasto con i dettami della Costituzione (art. 32: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”) e con quanto stabilito dal Regolamento Ue 953/2021, che chiarisce che “è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono state vaccinate” per diversi motivi o “che hanno scelto di non essere vaccinate”.

I docenti sottoscrittori dell’appello ritengono che si debba preservare la libertà di scelta di tutti e favorire l’inclusione paritaria, in ogni sua forma. Stupisce scorgere tra le firme anche uno dei più importanti divulgatori e storici italiani, Alessandro Barbero, docente ordinario di Storia Medievale all’Università del Piemonte Orientale.

“Quella del green pass è una misura straordinaria, peraltro dai contorni applicativi tutt’altro che chiari, che, come tale, comporta rischi evidenti, soprattutto se dovesse essere prorogata oltre il 31 dicembre, facendo affiorare alla mente altri precedenti storici che mai avremmo voluto ripercorrere” scrivono.

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