Confindustria ha chiesto al governo di vaccinare i lavoratori (e i loro familiari) in fabbrica

La proposta di Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, è stata inviata a Mario Draghi: vaccinare 12 milioni di persone, compresi i familiari dei dipendenti, direttamente negli impianti

Prima la conversione della produzione, con diverse aziende impegnate nel confezionare mascherine. Ora la disponibilità per accogliere milioni di italiani e vaccinarli nelle fabbriche. Il mondo del lavoro, colpito violentemente dalla pandemia, prova a non tirarsi indietro e a mettersi al servizio del Paese. L’ultima proposta di Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, è quella di aprire gli impianti per vaccinare i lavoratori e i loro familiari: in tutto, si stimano oltre 12 milioni di persone.

Confindustria mette a disposizione le fabbriche per le vaccinazioni: la proposta di Bonomi

Confindustria ha subito espresso un parere positivo nei confronti del nuovo governo guidato da Mario Draghi. Il premier, nel suo primo discorso al Senato, ha sottolineato la necessità di usare il maggior numero di luoghi, pubblici e privati, per accelerare il piano vaccinale una volta che ci saranno dosi a disposizione.

Carlo Bonomi, presidente degli industriali, ha subito fornito un assist al presidente del Consiglio, dichiarando di essere d’accordo con l’impostazione del premier di coinvolgere i privati nel piano vaccinale e rilanciando la disponibilità di somministrare le dosi direttamente in azienda.

Bonomi ha calcolato che i dipendenti delle aziende aderenti a Confindustria sono circa 5,5 milioni. A questi vanno aggiunti in media 2,3 componenti per nucleo familiare: all’interno delle fabbriche, quindi, potrebbero essere vaccinate oltre 12 milioni di persone. La proposta è già stata inviata a Mario Draghi. Tra l’altro, Confindustria ha già offerto alla Regione Lazio il suo centro congressi per le vaccinazioni.

Confindustria e le richieste a Draghi: dai licenziamenti ai sostegni

Oltre ai vaccini, Bonomi ha acceso i riflettori su altri temi. Il presidente di Confindustria ha spiegato perché si debba tornare alla normalità sbloccando i licenziamenti in maniera selettiva e riformando il sistema degli ammortizzatori sociali.

Confindustria ha chiesto dallo scorso luglio una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive per il lavoro, ma non ha ricevuto risposta dal governo Conte. Adesso, a Draghi, la richiesta è altrettanto netta: basta proroghe a ripetizione.

A patto che non si tratti di una proroga selettiva, che riguardi esclusivamente le aziende che lavorano in settori che non possono ricorrere alla cassa integrazione ordinaria. Il punto, secondo Bonomi, è aumentare la capacità delle persone di essere richieste dal mercato.

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