Vaccini Covid, stop a AstraZeneca e J&J: perché e cosa succede adesso

La struttura commissariale del Generale Figliuolo ha interrotto la distribuzione del dosi dei vaccini a vettore virale

Le fiale dei vaccini contro il Covid-19 di AstraZeneca e Johnson&Johnson per il prossimo mese non verranno distribuite. Lo ha deciso la struttura del commissario straordinario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo alla luce del basso utilizzo da parte delle Regioni di questi due prodotti.

Vaccini Covid, stop a AstraZeneca e J&J: il motivo

Almeno fino a metà agosto in Italia verranno quindi somministrati soltanto i vaccini di Pfizer e Moderna. Alla base della decisione non ci sarebbe una scarsità di forniture: nei magazzini delle amministrazioni locali ci sarebbero infatti scorte più che sufficienti.

Quasi il 45% delle dosi consegnate di Johnson&Johnson, circa 1 milione su 2,2 milioni, sono ancora custodite nei depositi, mentre di AstraZeneca rimangono ancora 2 milioni di fiale, intorno al 17% di quelle distribuite alle Regioni.

La domanda per questo tipo di vaccini a vettore virale è destinata a scendere in quanto destinati esclusivamente agli over 60, la fascia d’età che ha ricevuto più copertura vaccinale.

La campagna vaccinale nel nostro Paese sarà quindi condotta nelle prossime settimane esclusivamente tramite l’uso di due soli preparati anti-coronavirus, quelli a mRna. Già nei primi mesi di luglio si è vista chiaramente questa tendenza: dei 5,4 milioni di vaccini distribuiti fino a sabato 10, oltre 1,2 milioni di prime iniezioni sono state effettuate con Pfizer, 3,9 milioni in totale, mentre 33mila sono state le dosi di Johnson&Johnson e soltanto 7.273 di AstraZeneca.

Vaccini Covid, stop a AstraZeneca e J&J: le Regioni

La struttura commissariale ha chiarito alle Regioni che potranno comunque richiedere i due vaccini sospesi qualora ne avessero bisogno. Ma l’indicazione che arriva dai governatori, di poter far a meno di Vaxzveria e Jannssen è talmente evidente che, ad esempio, l’Emilia-Romagna vorrebbe rispedire al mittente 100mila dosi di AstraZeneca, mentre altre regioni come Lazio, Veneto e Puglia hanno comunicato di avere fiale a sufficienza per concludere i richiami.

“Le dosi che abbiamo da parte dovrebbero coprire tutte le seconde somministrazioni che dobbiamo fare: non abbiamo bisogno di ulteriori forniture di AstraZeneca” dicono dalla Regione Veneto.

Sembrano quindi essere stati superati i ritardi sulle somministrazioni provocati in diverse Regioni dall’uso esclusivo dei vaccini a mRna per gli under 60 e della contemporanea riduzione del 5% delle consegne riscontrata a inizio mese.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Vaccini Covid, stop a AstraZeneca e J&J: perché e cosa succede ad...