Covid, quanti sono gli over 60 senza vaccino e quali sono i rischi per gli ospedali

La Fondazione Gimbe ha reso noti i dati delle persone sopra i 60 anni che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino. E poi ha spiegato quali sono i rischi, per tutta la comunità, qualora non si vaccinassero

Secondo l’ultimo monitoraggio a cura della Fondazione Gimbe ci sarebbero ancora 3,7 milioni di persone, con più di 60 anni e ad elevato rischio di ospedalizzazione, ancora senza copertura vaccinale. Per l’istituto, presieduto da Nino Cartabellotta, inoltre è irrealistica la consegna delle 42,6 milioni di dosi previste entro la fine del secondo trimestre.

Covid, quanti vaccini mancano secondo il piano vaccinale previsto

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ha spiegato che negli ultimi venti giorni sono arrivati, settimanalmente, meno di 3 milioni di vaccini. Alla fine del primo semestre manca poco più di un mese: al 26 maggio ne risultano consegnate 33.618.267, pari al 44,1%, e per Cartabellotta è impossibile che arrivino, entro la fine di giugno, le 42,6 milioni di dosi mancanti, stando a quelle previste dal piano vaccinale.

Le mancanze sono dovute alle consegne irregolari di AstraZeneca, alle poche dosi rese disponibili da Johnson&Johnson (che ha annunciato altri ritardi) e dalla mancata presentazione della domanda di autorizzazione a Ema da parte di CureVac (oltre 7,3 milioni di dosi).

Covid, quanti sono gli over 60 senza vaccino e quali sono i rischi per gli ospedali

Per quel che riguarda invece le effettive somministrazioni, al 26 maggio 21.677.111 persone (36,4% della popolazione) hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre sono 10.647.817 quelle che hanno completato il ciclo vaccinale (17,9%).

La Fondazione Gimbe ha reso noto il dato che più grigio. Ci sarebbero infatti oltre 3,7 milioni di over 60 ad elevato rischio di ospedalizzazione e decesso che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino: il 7,6% degli over 80 (336.061), il 18,4% della fascia 7079 anni (1.099.757) e il 31,3% di quella 6069 anni (2.306.916).

Più gente in ospedale significherebbe saturazione dei reparti e, quindi, il rischio di un’impennata dei decessi, non solo per Covid. L’altro problema, secondo Cartabellotta, è che a suo dire i nuovi criteri per assegnare i colori alle Regioni disincentiverebbero la ripresa del contact tracing proprio quando la riduzione dei casi lo renderebbe fattibile.

Infine, altre due criticità: la mancata implementazione di strategie vaccinali a chiamata attiva, per aumentare la copertura delle fasce più fragili, e il fatto che non sia stata resa nota la strategia per identificare tempestivamente ogni possibile ripresa del contagio.

Ma ci sono anche dei dati positivi: per la decima settimana consecutiva, infatti, sono scesi i nuovi casi settimanali. Sia per la ridotta circolazione del virus, come documenta la riduzione del rapporto positivi/casi testati, sia per la crescente diminuzione dei tamponi.

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