Vaccini, quando arriva l’immunità: la svolta

L'Italia aumenta il ritmo delle somministrazioni, ecco quando si prevede che finirà l'emergenza Covid

Grazie anche all’attivazione di nuove sinergie, la campagna vaccinale procede bene e si moltiplicano le stime ottimistiche rispetto ai tempi dell’uscita dalla crisi sanitaria. Ciò significa che si avvicina l’immunità di gregge, con il conseguente abbandono dei vincoli anti-contagio che ancora sono rimasti in piedi nonostante la direzione aperturista imboccata dal governo in aprile e mai corretta, ma implementata.

Quante somministrazioni di vaccini si fanno in Italia

È questo il weekend dei record: per il secondo giorno consecutivo le inoculazioni sono state 600mila. La quota di mezzo milione, che rappresentava l’obiettivo dell’esecutivo per mettere al più presto in sicurezza il Paese e l’economia, è stata insomma superata. E questo permette di riformulare la deadline per il raggiungimento dell’immunità di gregge. Se prima si puntava a vaccinare, con richiamo, il 70 per cento degli italiani entro settembre, alle nuove condizioni lo stesso obiettivo potrebbe essere raggiunto entro fine agosto.

Molto dipenderà dai giovani, appena entrati nella platea di chi può prendere appuntamento e contribuire alla profilassi. Il vaccino sarà per loro un’assoluta priorità? È la speranza di tutti, ma non basta. Bisognerà anche aspettarsi un flusso costante nella fornitura di vaccini: dovranno arrivare 31 milioni di dosi al mese fino a settembre, ma si potrà sperare nel contributo di Curevac, il brevetto tedesco a base di mRna.

“Posso andare in vacanza senza aspettare il richiamo?” La risposta del Veneto

A domenica 6 giugno le somministrazioni sono 37.867.902. Le persone che hanno completato il ciclo vaccinale sono 12.959.912. In media le Regioni hanno somministrato il 90% delle dosi a loro disposizione. Meglio di tutte hanno fatto Lombardia, Marche e Umbria (92,5%). Fanalino di coda la Sardegna (84,3%).

Il crollo dei contagi ha anche incoraggiato gli italiani a guardare oltre i limiti imposti dalla pandemia. Per alcuni il richiamo rappresenta un pericolo per le vacanze: essere richiamati all’hub vaccinale in agosto significherebbe infatti interrompere o rinunciare al proprio soggiorno fuori porta. Il tema sembra per il momento difficilmente aggirabile, al punto che il governatore del Veneto Luca Zaia ha proposto un allentamento del ritmo delle vaccinazioni “nelle due settimane centrali di agosto”, per non costringere i cittadini a rientrare prima.

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