Vaccini, stop AstraZeneca e Johnson & Johnson ai giovani: Cts fissa nuovo limite d’età

I possibili casi di trombosi tra i giovani collegabili ai due vaccini a vettore virale hanno spinto il Cts a nuove regole. Intanto molte Regioni fermano gli open day

AGGIORNAMENTO: Il ministro della Salute Roberto Speranza, dopo le nuove indicazioni del CTS, ha deciso lo stop di AstraZeneca e Johnson & Johnson per gli under 60. Qui trovate l’aggiornamento completo.

Dubbi, enormi, sui vaccini a vettore virale per i più giovani. L’AIFA lo aveva già detto chiaramente: AstraZeneca e Johnson & Johnson vanno somministrati preferibilmente agli over 60, perché tra chi ha meno di 60 anni, e in particolare meno di 40 ed è donna, si sono registrati alcuni casi di trombosi che non possono non essere presi in considerazione. Nessun allarmismo, ma cautela sì.

Tutti i dubbi su AZ e J&J ai giovani

Sulla base dei dati pubblicati su Science ad aprile riferiti al Regno Unito è emerso che il rischio di complicazioni gravi di questo vaccino, come la trombosi associata a trombocitopenia, tra i 20 e 29 anni era di 1,1 per 100mila, mentre il rischio di avere una forma grave di Covid per quella fascia d’età va da 0,8 a 6,9 per 100mila. E dunque, massima attenzione.

L’Ema-Agenzia europea del farmaco, dal canto suo, aveva scelto di non sconsigliare le somministrazioni per genere o fasce d’età, lasciando la decisione ai singoli Stati, in base alle specifiche esigenze. Che però, tradotto, ha significato che ognuno sta gestendo la campagna vaccinale in modo diverso.

L’Italia aveva deciso di aggiornare il foglietto illustrativo di AstraZeneca, consigliando il vaccino sopra i 60 anni d’età “sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte dell’elevata mortalità da Covid-19 nelle fasce di età più avanzate”. Ma le Regioni poi, per via dell’autonomia di cui sono dotate, si sono mosse in ordine sparso.

Diversi gli esperti che in questi giorni hanno chiesto lo stop. Da Antonella Viola a Valeria Poli. Anche l’Associazione Luca Coscioni è scesa in campo scrivendo una lettera al Governo Draghi e al commissario Figliuolo: tra i firmatari scienziati ed accademici dell’associazione, come il co-presidente Michele De Luca, professore ordinario nel Dipartimento di Scienze della Vita e Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia; la stessa Valeria Poli, presidente Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare; Gilberto Corbellini, professore ordinario di Storia della medicina e docente di bioetica presso La Sapienza l’Università di Roma; Anna Rubartelli, docente di Biologia Cellulare e Molecolare Gennaro Ciliberto, presidente della FISV (Federazione Italiana Scienze della Vita); il professor Gennaro Ciliberto, presidente SIBBM e le immunologhe Anna Mondino e Giulia Casorati.

Si legge nella lettera:

Sorge il sospetto che in realtà si cerchi di smaltire le dosi di AZ rimaste inutilizzate. I maturandi italiani sono quest’anno circa 500mila: se anche solo metà di loro fossero vaccinati con AZ, secondo la nota informativa di questo vaccino in 25 potrebbero essere colpiti da VITT. Ma se anche uno solo di loro morisse, come potremmo giustificarlo, quando conosciamo i rischi e abbiamo le dosi necessarie di Pfizer e Moderna per vaccinare in maniera sicura anche i nostri ragazzi?

AstraZeneca e Johnson & Johnson: quale età

“Sulla base delle attuali stime di incidenza che indicano l’estrema rarità di questi eventi, il bilancio beneficio/rischio del vaccino Vaxzevria, ex AstraZeneca, si conferma complessivamente positivo, in quanto il vaccino è sicuramente efficace nel ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte connesso al Covid-19” si legge in un documento ufficiale del Cts.

Attualmente questo bilancio appare progressivamente più favorevole al crescere dell’età, sia in considerazione dei maggiori rischi di sviluppare Covid grave sia per il mancato riscontro di un aumentato rischio di trombosi nei soggetti vaccinati di età superiore ai 60 anni.

Il Comitato tecnico scientifico dovrebbe esprimersi proprio oggi in merito all’utilizzo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca per i giovani dai 18 anni in su, e dovrebbero scattare nuove soglie d’età: 30 o 40 anni, aveva anticipato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, ma più probabilmente alla fine si opterà per 50 anni.

“La revisione non la farei sopra i 50 anni, perché il rapporto tra rischi e benefici è indubbiamente, anche con la circolazione attuale, a favore del beneficio” aveva detto Sileri. E infatti il CTS sembra intenzionato a fissare il nuovo limite a 50 anni, lasciando AZ e J&J appunto a chi ha più di 50 anni e riservando Pfizer e Moderna agli under.

Al momento, intanto, alcune Regioni hanno cancellato gli open day in programma con il vaccino AstraZeneca aperti anche ai ragazzi.

Open Day Napoli, addio AstraZeneca: si passa a Pfizer e Moderna

La Asl Napoli 2 ad esempio, ha “riconvertito” l’open day di venerdì sera in un open day con Pfizer e Moderna. La serata era stata prevista con AstraZeneca, poi il cambio di rotta. Venerdì 11 giugno, dalle 19 alle 23, via dunque alla somministrazione di 4mila dosi dei vaccini Pfizer e Moderna ai cittadini dai 18 anni in su.

Il territorio della Asl Napoli 2 comprende un’ampia parte della provincia partenopea, dall’area flegrea all’entroterra giuglianese, più le isole di Ischia e Procida. A differenza di quanto previsto inizialmente, serve la prenotazione, che può già essere effettuata sulla piattaforma dedicata a questo link https://opendayvaccini.soresa.it. Potranno registrarsi solo i cittadini residenti sul territorio dell’Asl Napoli 2 Nord.

I centri vaccinali presso cui si effettuerà l’Open Day sono:

  • Pozzuoli (palazzetto dello sport)
  • Bacoli
  • Giugliano (scuola Montalcini)
  • Giugliano (lago Patria)
  • Villaricca
  • Mugnano
  • Frattaminore
  • Afragola
  • Cardito
  • Acerra.

Ma già si sono verificati i primi problemi. Diversi i napoletani che lamentano blocchi del portale Soresa: errori in fase di prenotazione, impossibilità di procedere o scegliere uno dei punti vaccinali disponibili, qualcuno addirittura non è riuscito a visualizzare l’Open Day.

La decisione delle Regioni sui vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson

Non cambiano idea, per ora, la Sicilia e il Lazio. In Sicilia torna l’open day da giovedì a domenica 13 giugno per i cittadini dai 18 anni in su, che non presentano fragilità, che potranno vaccinarsi su base volontaria senza prenotazione con AstraZeneca e Johnson & Johnson.

Nel Lazio sono aperte da le prenotazioni per un open week over 18 AstraZeneca, con vaccinazioni da venerdì a domenica 13 giugno con ticket virtuale su app ufirst.

Il Piemonte, che già aveva stabilito Pfizer o Moderna per le fasce più giovani, sta rinviando le prenotazioni per l’open day in programma con AstraZeneca. La Puglia ha deciso di destinare AZ solo ai richiami, così come la Lombardia.

La Sardegna di rispettare le raccomandazioni per gli over 60, così come il Veneto. Le Marche hanno deciso niente open day AstraZeneca. Il Friuli Venezia Giulia non ha proprio organizzato Astra-day dedicati ai giovani.

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