Vacanze in montagna, record di incidenti: le 10 regole per evitarli

Andare in montagna con la famiglia è un'esperienza formativa per i più piccoli e permette di evadere dalle città e ritrovare il contatto con la natura, a patto di rispettare il decalogo d'oro del CAI

Il Club Alpino Italiano ha stilato un decalogo di regole da rispettare per evitare incidenti in montagna. Le buone norme sono indirizzate in particolare alle famiglie in vacanza e ai meno esperti dell’alta quota. Nonostante i paesaggi spettacolari e l’aria pulita, le cime italiane presentano molte insidie e bisogna sempre stare attenti non solo a rispettare la natura ma anche a proteggersi da essa.

Vacanze in montagna: record di incidenti negli ultimi anni

L’ultimo report del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, relativo al 2020, ha sancito un record di incidenti difficile da prevedere, visti anche i lunghi mesi di clausura a causa delle limitazioni anti Covid.

Lo scorso anno si è registrato il più alto numero di interventi in terreno impervio, con l’impiego di ben 43.247 soccorritori. Sono state oltre 450 le vittime delle montagna. Le cause degli incidenti in montagna sono state le seguenti, in ordine per numero di casi.

Caduta o scivolata: 4.604.
Incapacità: 2.791.
Malore: 1.158.
Maltempo: 356.
Shock anafilattico: 62.
Difficoltà tecniche: 55.
Frana: 23.
Valanga: 21.
Folgorazione: 6.
Altre cause: 711.

Vacanze in montagna: il decalogo d’oro per evitare incidenti

Ecco il decalogo del CAI per una montagna a prova di pericolo per le vacanze in famiglia, fondate sui principi di prudenza e sicurezza.

  1. Mai andare in alta quota senza accertarsi delle condizioni meteo. Mai tentare di superare i propri limiti senza l’adeguata preparazione o stressare i bambini con ritmi insostenibili.
  2. Assicurarsi della salute dei più piccoli. I bambini sotto ai tre anni non hanno sviluppato la regolazione termica o l’adattamento alla riduzione della pressione dell’ossigeno per le veloci salite in quota.
  3. Con bambini di pochi mesi è meglio non salire mai oltre i 1.500 metri. Con bambini dai due anni mai oltre i 2.000 metri. Dai due ai cinque anni mai oltre i 2.500 o i 3.000 metri.
  4. Fare attenzione al mal acuto di montagna, noto anche come Ams. Si manifesta in particolare la prima notte di soggiorno in quota, con mal di testa, insonnia, irritabilità, mancanza di appetito, apatia, tachicardia, nausea e vomito. In questi casi è meglio scendere rapidamente nel più vicino presidio sanitario.
  5. Evitare di salire oltre i 2.000 metri con minori anemici, affetti da patologie respiratorie croniche o acute non controllate o cardiopatie.
  6. Evitare i dislivelli repentini in quota e in presenza di sintomi da raffredamento fare particolare attenzione a salite e discese con impianti a fune, che potrebbero causare dolore auricolare.
  7. Proteggere sempre la pelle, gli occhi e la testa dai raggi solari, con creme ad alto indice protettivo, visiere contro i colpi di calore e occhiali con protezione UV.
  8. Mai esporsi al freddo intenso e mai esporre i bambini, specie se trasportati in zainetti. Meglio farli camminare di tanto in tanto, quando possibile, per brevi tratti, in modo da stimolare la circolazione e combattere il gelo.
  9. Scegliere sempre l’abbigliamento adatto, con tessuti tecnici, e portare sempre con sé indumenti asciutti nello zaino, insieme a una mantellina e un piccolo ombrello.
  10. Curare sempre l’alimentazione e l’idratazione, anche se rispetto al mare si soffre meno la sete. Portare con sé sempre acqua e bevande con sali minerali e a basso contenuto glicemico e alimenti facilmente digeribili, senza grassi e zuccheri.

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