U-Mask, la “mascherina dei vip” ha capacità di filtraggio più bassa della legge?

Dopo la denuncia di un'azienda concorrente e di Striscia la Notizia, la Procura di Milano ha disposto il sequestro di alcuni modelli di mascherina per verificarne la reale capacità di filtraggio

AGGIORNAMENTO: E’ stato disposto il sequestro del laboratorio di Bolzano che ha effettuato i test di efficacia. Partita anche una classe action per tutelare i consumatori. Vi rimandiamo qui per tutti gli aggiornamenti.

Autosanitizzante, antiproliferativa, l’unica mascherina biotech in grado non solo di bloccare i contaminanti dell’aria sulla superficie della maschera, ma persino di distruggerli all’interno del filtro. Una mascherina anti-Covid davvero rivoluzionaria, dotata di uno speciale strato attivo biotech in grado di intercettare le polveri più fini.

Questa la descrizione ufficiale di ciò che sarebbe in grado di fare la potente U-Mask, la “mascherina dei vip” com’è già stata rinominata, visto che molti personaggi famosi della tv e della politica hanno deciso di indossarla.

Distribuita in 121 Paesi del mondo, è stata adottata da diverse federazioni sportive, in Formula 1 ce l’hanno Ferrari, Mercedes e McLaren, tantissime le aziende che l’hanno scelta, in Parlamento spopola, la indossano Chiara Ferragni e Fedez e si trova negli shop di grandi marchi automobilistici. Insomma, una garanzia… forse.

U-Mask, la "mascherina dei vip" ha capacità di filtraggio più bassa della legge?

Fedez e Chiara Ferragni che indossano la U-Mask

Com’è fatta la U-Mask

Le comuni mascherine usa e getta sono di fatto dei filtri a membrana e hanno lo svantaggio che i batteri possono accumularsi e proliferare tra un utilizzo e l’altro. Questo è il motivo per cui le mascherine monouso vengono utilizzate in ambienti medici e non devono essere utilizzate per più di un turno.

La U-Mask contiene invece il Refill, uno strato interno auto-sanificante, una tecnologia innovativa naturale e assolutamente atossica per l’uomo, che offrirebbe, spiega l’azienda sul suo sito, risultati garantiti per almeno 150-200 ore di utilizzo efficace.

Insieme a un team di ricercatori Italiani, l’azienda U-earth ha identificato una molecola in grado di inibire la crescita di batteri e microbi che limita fortemente il rischio di contrarre microrganismi resistenti a più farmaci e trasmettere agenti patogeni tra gli esseri umani.

Le attività di prova sono state condotte nella sede dei laboratori Clodia MICROBIOLOGY LABS and BIOTECH R&D di Bolzano che operano in conformità alla norma UNI EN ISO CEI/IEC 17025:2018. Standard di riferimento per i materiali tessili: EN ISO 20743; UNI EN ISO 20645: 2005; ASTM E 2149-01; UNI 8986. Il principio attivo naturale BioLayer Mix (Patent Pending) è conforme alla ISO 22196:2007, testato su gram positivi e negativi.

Perché è stata sequestrata

Ma ora qualcosa è andato storto. La Procura di Milano ha disposto il sequestro in dieci farmacie milanesi e nella sede della società di 15 mascherine U-Mask complete di filtro e di 5 filtri per effettuare le analisi sulla loro effettiva capacità di filtraggio e se conforme a quanto dichiarato dall’azienda.

L’indagine è nata in seguito a un esposto di un’azienda concorrente, con tanto di documenti che attesterebbero che la capacità di filtraggio della U-Mask sarebbe del 70/80% a fronte del 98/99% dichiarato ufficialmente.

Filtrerebbe insomma meno di quelle da 50 centesimi, pur costando (adesso con sconto) 33,60 euro, e sarebbe persino sotto il livello fissato per legge del 95%. L’amministratrice della filiale italiana della società londinese è indagata come atto dovuto.

La denuncia di Striscia la Notizia

A sollevare il caso era stata anche Striscia la Notizia. Moreno Morello, l’inviato vestito di bianco del tg satirico di Antonio Ricci, aveva denunciato di aver notato da subito che la procedura di validazione dell’Istituto Superiore di Sanità, che dovrebbe essere elemento di tranquillità per tutti, induce le persone a credere che l’Istituto controlli anche l’efficacia dei dispositivi, invece si limita a un semplice controllo documentale.

La stessa percezione errata si ingenera con la marcatura CE (l’alternativa alla validazione dell’ISS) perché in sostanza sono i produttori stessi a marcare come CE le mascherine, facendo in proprio dei test senza che nessuno ne controlli il risultato e dunque dichiarandone la conformità. E i test a campione che Striscia la notizia ha fatto dimostrerebbero che circolano troppe mascherine non a norma, come potrebbe essere per la U-Mask. Da verificare.

Secondo quanto spiegato a Striscia dal dottor Daniele Barbone, direttore generale di BP Sec, la resistenza di 200 ore di U-Mask farebbe riferimento alle capacità battericide, e non a quella di filtrazione. Cosa ben diversa.

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