Treni “Covid free”, come funzionano e cosa cambia da aprile per chi viaggia

In Italia, da aprile, viaggeranno sui binari i primi treni "Covid free": cosa cambierà per i passeggeri

Gianfranco Battisti, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Ferrovie dello Stato, ha annunciato su LinkedIn una novità che riguarderà, tra meno di un mese, migliaia di passeggeri. Da aprile, infatti, Trenitalia lancerà i treniCovid free‘: in sostanza, chi salirà a bordo (passeggeri e personale ferroviario) dovrà effettuare un tampone. La fase sperimentale partirà sulla tratta Roma-Milano, ma il progetto di Battisti è quello di estenderla sui treni verso le mete turistiche estive.

Treni “Covid free”, come funzionano e cosa cambia da aprile per chi viaggia

Nei prossimi giorni saranno disponibili i primi biglietti dei treni Covid free sulla tratta Milano-Roma: il via dell’iniziativa è previsto per l’inizio di aprile. In sostanza, ogni passeggero che salirà sullo speciale convoglio dovrà sottoporsi a un tampone antigenico, il cosiddetto ‘rapido‘. Al momento dell’acquisto gli saranno comunque fornite tutte le indicazioni.

La certezza è che chi prenoterà un posto sul treno Covid free dovrà recarsi in stazione almeno un’ora prima: il tampone antigenico, infatti, sarà effettuato prima di salire a bordo, col supporto della Croce Rossa. In caso di positività sarà negato l’accesso: non si perderanno comunque i soldi del biglietto, che si potrà riutilizzare una volta negativizzati. Dopo aver allertato l’Asl di competenza per occuparsi del tracciamento, il passeggero positivo sarà invitato a osservare la quarantena a casa.

Al momento non è prevista l’esclusione del tampone per i vaccinati o i guariti. Toccherà a tutti sottoporsi al test.

Treni “Covid free”, l’esempio di Alitalia e il passaporto vaccinale

L’iniziativa del Gruppo Ferrovie dello Stato ricalca grossomodo quella lanciata da settembre 2020 da Alitalia, che aveva avviato una sperimentazione su due collegamenti giornalieri tra Fiumicino e Linate, riservati a passeggeri Covid-tested. Ossia, solo a coloro che in possesso di un certificato con esito negativo del tampone effettuato nelle 72 ore precedenti alla partenza (dando anche la possibilità di effettuare il test direttamente in aeroporto).

All’orizzonte c’è ovviamente il passaporto vaccinale, un documento digitale già in voga in alcuni Paesi (in primis la Cina, ma ci sono esperimenti anche in Israele e negli Stati Uniti) extra Ue. L’Europa dovrebbe iniziare a parlarne a metà marzo: il nodo più complicato da sciogliere riguarda ovviamente la privacy.

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