Terza ondata Covid in Italia praticamente certa: la data possibile secondo Galli

In discussione non c'è più se ci sarà o meno la terza ondata di Coronavirus in Italia. Ma quando ci sarà. Ecco la previsione dell'infettivologo Massimo Galli

In discussione non c’è più se ci sarà o meno la terza ondata Covid in Italia. Ma quando ci sarà. Dopo aver annunciato, al XIX Congresso della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, in cui si affrontano le prossime minacce globali per il pianeta, l’arrivo di una nuova “grande epidemia causata dai germi multiresistenti”, Massimo Galli non ha dubbi.

Past President di SIMIT, primario infettivologo dell’ospedale Sacco e docente all’Università Statale di Milano, Galli da mesi ripete che limitare gli spostamenti, anche da Comune a Comune, serve a diminuire gli incontri tra le persone e dunque la circolazione del virus.

Italia verso il lockdown di Natale

Il riferimento naturalmente è al Natale, rispetto a cui il premier Conte sembra intenzionato ad adottare la linea dura in stile Merkel.

Italia verso il lockdown durante le feste, per scongiurare il propagarsi del Covid e vanificare, così scioccamente, gli sforzi fatti fino a qui, che i risultati, seppur a fatica, li stanno dando, sia in termini di diminuzione dei contagi che di lieve alleggerimento della pressione ospedaliera.

Perché la situazione Covid di Natale è diversa dall’estate

Resta ancora tantissimo da fare, la soglia di attenzione non può assolutamente abbassarsi, avvertono gli esperti. “Arriviamo a queste feste di Natale in una condizione epidemiologica molto differente da quella che ha preceduto le vacanze estive, oggi siamo ancora a 18mila casi giornalieri, che sono moltissimi: una base per la terza ondata molto elevata” ha spiegato Galli.

L’Italia registra il record di vittime per Covid in Europa, e secondo l’ultimo rapporto Iss ancora 5 Regioni sono a rischio alto e solo 2 invece hanno raggiunto un livello basso.

In una intervista al Messaggero, Galli precisa che la temuta terza ondata, a inizio 2021, appare pericolosa perché sarà alimentata da un numero di infetti molto alto.

“Ci sono più contagiati da Sars-CoV-2 in questo momento, in Italia, rispetto a quando sono state aperte le discoteche. All’epoca si facevano meno test, è vero, ma comunque c’era stato un reale crollo del numero dei sintomatici: anche contando gli asintomatici mai testati, c’è da pensare che il numero dei positivi fosse ben più basso di oggi”.

Continuiamo ad avere, in questi giorni, una quantità di persone con il virus che circolano sicuramente elevata. La riapertura delle Regioni, con questi presupposti, ha delle connotazioni che giustificano i timori dell’Istituto Superiore di Sanità.

Quando arriva la terza ondata

Che la si chiami terza ondata o prolungamento della seconda poco importa, avvisa Galli, “però è evidente che nel momento in cui gli spostamenti accentuassero i rischi che stiamo correndo, sarebbe una certezza vedere ricrescere in modo marcato i contagi”.

Se più persone si muovo a Natale e Capodanno, causeranno inevitabilmente un incremento delle infezioni. “Più rimescoli le carte, più aumenti le persone che si spostano, più aumenti le occasioni di contagio. Capisco la contraddizione: nella grande città, se si limitano gli spostamenti ai confini comunali, l’effetto è differente rispetto a un piccolo centro. Ma l’obiettivo è semplice: ridurre il numero delle persone che si muovono. Più apertura dai, più rischi aggiungi: spero che i cittadini usino il buon senso”.

La contezza dei casi di contagio avvenuti a Natale ce l’avremo dopo le feste, momento clou perché sarà proprio quando riapriranno le scuole.

Il periodo delle feste vedrà comunque anche un calo dell’esecuzione dei tamponi molecolari, dunque “i dati per un po’ saranno imperfetti”. I segnali di una terza ondata potrebbero arrivare attorno al 7 gennaio, quando dovremo riprendere alcune attività, a partire dalle scuole in presenza.

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