Terza dose vaccino “non urgente”: ma c’è chi la sta già facendo

Nonostante non venga raccomandata in generale dalle autorità europee, 8 Paesi stanno attualmente portando avanti l'uso della terza dose

Terza dose, a che punto siamo? Nonostante non venga raccomandata in generale dalle autorità europee, 8 Paesi UE/SEE stanno attualmente raccomandando l’uso della terza somministrazione per i vaccini a due dosi e la seconda dose per il monodose Johnson & Johnson.

Terza dose vaccino, i Paesi Ue dove la stanno già facendo

I Paesi che stanno già facendo la terza dose sono:

  • Austria
  • Belgio
  • Francia
  • Ungheria
  • Liechtenstein
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Slovenia.

Tutti i protocolli attualmente in vigore raccomandano l’uso di una dose aggiuntiva solo in individui immunocompromessi o immunodepressi.

La Germania sta pianificando di iniziare con la terza dose in autunno, mentre altri 13 Paesi europei ne stanno discutendo.

In Austria l’indicazione è estesa ad altri gruppi di popolazione, come gli anziani (65 anni e oltre), i residenti RSA, gli individui con malattie croniche, gli individui con una serie di vaccinazioni primarie con un vaccino basato su vettori e i lavoratori in prima linea.

In Ungheria qualsiasi individuo di età pari o superiore a 18 anni diventa idoneo per una dose aggiuntiva 6 mesi dopo il completamento della serie di vaccinazioni primarie, ma la dose aggiuntiva è particolarmente raccomandata per gli anziani, le persone con malattie croniche e gli individui immunodepressi. L’intervallo di tempo della somministrazione della dose aggiuntiva varia da un minimo di 4 settimane a 9 mesi dopo il completamento del programma di vaccinazione primaria per i gruppi di popolazione considerati a rischio più elevato; e da 4 a 12 mesi per gli individui idonei della popolazione generale.

Terza dose vaccino nel Regno Unito

Lo scenario relativo all’uso di richiami o dosi aggiuntive di vaccino si sta evolvendo rapidamente al di fuori dell’UE/SEE.
Il 30 giugno 2021, il Comitato congiunto per la vaccinazione e l’immunizzazione del Regno Unito ha pubblicato un rapporto con un’ipotesi di programma per i richiami che potrebbe iniziare già ora, a settembre, con l’obiettivo principale di massimizzare la protezione nelle persone più vulnerabili in vista dei mesi invernali (qui i dati sulla effettiva capacità di protezione dei vaccini).

Dove possibile, secondo gli esperti un approccio sinergico alla somministrazione del vaccino Covid e di quello antinfluenzale potrebbe persino massimizzare l’assorbimento di entrambi i vaccini (qui abbiamo approfondito perché in realtà non sono davvero vaccini sperimentali).

La prima fase del programma di richiamo nel Regno Unito includerebbe:

  • adulti di età pari o superiore a 16 anni immunodepressi
  • anziani che vivono nelle case di cura
  • tutti gli adulti di età pari o superiore a 70 anni
  • adulti di età pari o superiore a 16 anni considerati clinicamente estremamente vulnerabili
  • operatori sanitari e di assistenza sociale in prima linea.

Una seconda fase potrebbe seguire non appena possibile e comprenderebbe:

  • tutti gli adulti di età pari o superiore a 50 anni
  • adulti di età compresa tra 16 e 49 anni che si trovano in un gruppo a rischio di influenza o Covid contatti familiari adulti di
  • individui immunodepressi.

Terza dose vaccino negli Usa

In USA il 12 agosto la Food and Drug Administration ha aggiornato le autorizzazioni all’uso di emergenza sia per Pfizer che per Moderna per consentire l’uso di una dose aggiuntiva in alcuni individui immunocompromessi, in particolare i destinatari di trapianto di organi o coloro a cui è stata diagnosticata una condizione considerata avere un livello equivalente di immunocompromissione. Si attende ora un aggiornamento delle linee guida.

Il 18 agosto, il Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS) degli Stati Uniti ha rilasciato una dichiarazione congiunta di esperti di salute pubblica e medici con un piano per la terza dose di richiamo con l’obiettivo di massimizzare la protezione indotta dal vaccino e prolungarne la durata.

Questo per via dell’evidenza di una lieve ridotta protezione contro le malattie lievi e moderate e sulla considerazione che la protezione contro le malattie gravi, l’ospedalizzazione e la morte potrebbe diminuire nei prossimi mesi, specialmente tra coloro che sono maggiormente a rischio di Covid grave o che sono stati vaccinati precocemente.

La somministrazione delle dosi di richiamo potrebbe iniziare in autunno, partendo dalle persone che sono state completamente vaccinate prima del lancio della vaccinazione – 8 mesi dal completamento della serie primaria – compresi gli operatori sanitari, i residenti delle strutture di assistenza a lungo termine e gli anziani.

Terza dose vaccino in Israele

Alla fine di luglio, a seguito dell’aumento della circolazione della variante Delta, Israele ha avviato un piano nazionale per somministrare dosi di richiamo di Pfizer, a partire dagli anziani. Attualmente, devono sottoporsi al terzo richiamo:

  • adulti di età pari o superiore a 50 anni
  • personale sanitario
  • persone ad alto rischio di Covid grave
  • residenti RSA
  • persone in stato di detenzione.

Terza dose vaccino in Europa “non urgente”

Al momento la posizione del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dell’EMA, Agenzia Europea del Farmaco è no alla terza dose: cioè la terza dose “non è urgente”. Sulla base delle prove attuali, secondo un rapporto tecnico appena pubblicato, non è urgente la somministrazione della terza dose di richiamo del vaccino a individui completamente vaccinati.

Le prove sull’efficacia del vaccino e sulla durata della protezione mostrano che tutti i vaccini autorizzati in Europa sono attualmente altamente protettivi contro l’ospedalizzazione, le malattie gravi e la morte legate al Covid, mentre circa 1 adulto su 3, che ha più di 18 anni, è ancora attualmente non completamente vaccinato.

Secondo le autorità UE, in questa situazione la priorità ora dovrebbe essere quella di vaccinare tutti gli idonei che non hanno ancora completato il ciclo di vaccinazione raccomandato.

Per completare gli sforzi di vaccinazione, è anche fondamentale continuare ad applicare misure come il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e delle vie respiratorie e l’uso di mascherine, in particolare in ambienti ad alto rischio come le strutture di assistenza a lungo termine o i reparti ospedalieri con pazienti in rischio di grave Covid.

Il rapporto rileva che dovrebbero invece già essere prese in considerazione dosi aggiuntive per le persone con un sistema immunitario gravemente indebolito come parte della loro vaccinazione primaria.

Terza dose vaccino, cosa cambia tra immunodepressi e non

È importante distinguere tra dosi di richiamo per le persone con un sistema immunitario normale e dosi aggiuntive per quelle con un sistema immunitario indebolito.

Alcuni studi riportano che una dose aggiuntiva di vaccino può migliorare la risposta immunitaria in individui immunocompromessi, come i riceventi di trapianto di organi, le cui risposte iniziali alla vaccinazione erano basse. Si potrebbe anche prendere in considerazione la possibilità di fornire una dose aggiuntiva, come misura precauzionale, agli anziani fragili, in particolare quelli che vivono in ambienti chiusi come i residenti delle strutture di assistenza a lungo termine.

L’EMA fa anche sapere che sta valutando i dati, ma intanto gli Stati membri possono prendere in considerazione piani preparatori per la somministrazione di richiami e dosi aggiuntive. Come e quando somministrare le vaccinazioni rimane prerogativa dei gruppi consultivi tecnici nazionali sull’immunizzazione, i cosiddetti NITAG, che guidano le campagne di vaccinazione in ciascuno Stato membro dell’UE.

Intanto dopo l’ok a Pfizer, anche Moderna ha annunciato di aver presentato alla Fda americana i dati per la valutazione della terza dose del suo vaccino anti-Covid, per ottenere l’autorizzazione. Nei prossimi giorni verranno presentate le informazioni anche all’Ema e ad altre autorità nel mondo. I risultati intanto, ha sottolineato l’amministratore delegato Stephane Bancel, “mostrano una robusta risposta degli anticorpi contro la variante Delta”.

Terza dose vaccino in Italia

Per quanto riguarda l’Italia, il ministro della Salute Roberto Speranza aveva già fatto sapere che “i nostri scienziati sono al lavoro, una terza dose di vaccino sarà probabile, noi le dosi già le abbiamo, quindi appena la comunità scientifica ci darà informazioni nette, noi saremo pronti”.

Durante la conferenza stampa relativa alle novità su green pass e scuola, Speranza ha anticipato che le somministrazioni inizieranno entro il mese di settembre a partire dalle persone con gravi immunodeficienze. Il premier Mario Draghi ha confermato.

Dopo a chi toccherà? Dovranno riceverla prima i fragili, gli anziani, e poi tutti gli altri? “E’ una valutazione da fare anche questa. Probabilmente bisognerà partire da coloro che hanno maggiore fragilità, penso a chi ha maggiori problemi di salute e a chi è stato vaccinato prima” spiega il ministro. “Valuteremo se estendere a persone più giovani, è una valutazione che deve essere compiuta”.

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