Terza dose vaccino, il cambio di rotta Usa: chi deve farla e quando

Dopo Israele, anche gli Usa dicono sì alla terza dose di vaccino Pfizer

Dopo Israele, anche gli Usa dicono sì alla terza dose di vaccino. Mentre in Italia la discussione è ancora aperta, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno raccomandato qualche giorno fa una terza dose di vaccini Covid per alcune categorie di individui immunodepressi. E ora, con un cambio di rotta a dire il vero piuttosto inatteso, sembra che il terzo richiamo verrà esteso a tutti, o quasi.

Terza dose di vaccino in Usa per i fragili

Il sostegno del CDC ha già aperto la strada a milioni di persone moderatamente o gravemente immunocompromesse. Ciò significa che coloro che sono immunodepressi, dai 12 anni in su, potranno sottoporsi a una nuova immunizzazione di Pfizer, o Moderna per i maggiori di 18 anni.

La raccomandazione del CDC, che fa seguito alla decisione della Food and Drug Administration di modificare le autorizzazioni dei due vaccini per consentire le terzi dosi, “è un passo importante per garantire che tutti, compresi quelli più vulnerabili al Covid-19, possano ottenere tanto protezione possibile dalla vaccinazione”, ha dichiarato il direttore del CDC Rochelle Walensky.

Terza dose vaccino, per tutti?

Ora, è atteso l’annuncio ufficiale di Biden per la terza dose per praticamente tutti gli americani, per contrastare l’indebolirsi dell’immunità e soprattutto fare fronte alla variante Delta. Secondo le autorità sanitarie federali è necessario un richiamo dopo 8 mesi dalla vaccinazione completa.

Già la scorsa settimana Anthony Fauci aveva anticipato che “probabilmente” tutti avrebbero avuto bisogno di un terzo richiamo. “Credo che la variante Delta abbia cambiato tutto”, che mostrerebbe una diminuzione dell’efficacia del vaccino rispetto ai ceppi precedenti. Il che non significa che non serva, anzi, ma che serve rafforzarlo.

Chi sono i fragili che devono fare la terza dose

Intanto dovrebbe essere data priorità alle persone fragili. I pazienti dovranno solo attestare di avere un sistema immunitario compromesso. L’obiettivo è ridurre al minimo le barriere alla vaccinazione. Il CDC stima che circa il 2,7% degli adulti statunitensi, circa 7 milioni di persone, sia immunocompromesso.

Il CDC ha anche dettagliato per la prima volta quali pazienti dovrebbero prendere in considerazione la terza dose.

Si tratta di individui in trattamento per tumori, pazienti sottoposti a trapianto di organi, compresi quelli che hanno ricevuto trapianti di cellule staminali negli ultimi due anni, coloro che hanno malattie che danneggiano il sistema immunitario, persone con infezione da HIV avanzata o non trattata, coloro che assumono steroidi ad alte dosi e coloro che hanno condizioni mediche croniche che possono indebolire la risposta immunitaria, come la malattia renale cronica.

Perché fare la terza dose

Gli esperti hanno sottolineato che i benefici delle terze dosi superano di gran lunga i rischi per questi pazienti vulnerabili. I pazienti immunocompromessi hanno maggiori probabilità di ammalarsi gravemente di Covid infatti. È anche più probabile che trasmettano il virus ai familiari e che abbiano infezioni che potrebbe cambiare. Una volta infettati, potrebbero anche ospitare mutazioni in grado potenzialmente di portare a nuove varianti più virulente.

Il vaccino da somministrare dovrebbe essere lo stesse delle due dosi precedenti, a meno che non sia disponibile. Anche in questo caso sarà gratuito.

Il CDC presenterà più dati nelle prossime settimane ma la decisione ormai sembra presa: terza dose per tutti, ma anziani e operatori sanitari, assieme ai fragili, potrebbero ottenerla per primi.

Probabilmente, come dicevamo, il terzo richiamo verrà esteso a quasi tutti gli americani. L’annuncio ufficiale da parte di Biden dovrebbe arrivare entro questa settimana e l’avvio delle vaccinazioni con la terza dose non inizierà prima della metà di settembre, dopo l’autorizzazione da parte della Food and Drug Administration.

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