Cambia l’intervallo per la terza dose di vaccino: quando va fatta

La terza dose del vaccino anti-Covid potrà essere fatta prima di quanto già stabilito. Non più dopo 6 mesi dalla seconda, dunque

Se ne parlava da giorni e finalmente la conferma è arrivata: la terza dose del vaccino anti-Covid potrà essere fatta prima di quanto già stabilito. Non si dovranno cioè attendere più i 6 mesi dalla seconda dose, precedentemente previsti dal ministero della Salute, ma si potrà anticipare.

L’emergenza sanitaria, tornata a preoccupare l’Europa e, meno, anche l’Italia, e le evidenze scientifiche in merito alla diminuzione della protezione del vaccino, richiedono che per mantenere alta il più possibile la copertura vaccinale ci si sottoponga anche alla dose di richiamo, cosiddetta booster (dei possibili effetti collaterali della terza dose abbiamo parlato qui).

Sulla lotta alla pandemia di Coronavirus in Italia, “sono ore molto delicate in cui stiamo valutando ulteriori scelte da compiersi nell’interesse del Paese dentro questa battaglia ancora aperta contro il virus”, ha affermato il ministro della Salute Speranza in un videomessaggio inviato in occasione del workshop nazionale di Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) sul tema “Pnrr: le opportunità per la componente di diritto privato del Ssn e il ruolo delle Regioni e delle Province autonome”. “Non vi è dubbio che nei prossimi giorni questa sarà ancora la priorità: tenere la curva sotto controllo ed evitare l’esplosione del contagio che stiamo vedendo in tanti altri Paesi europei”.

Quando va fatta la terza dose di vaccino

Mentre il governo Draghi studia le mosse per arginare questa quinta ondata – non quarta in realtà, come ormai tutti dicono, perché da noi la pandemia è arrivata prima –, e in attesa di conoscere il nuovo decreto Covid che conterrà importanti novità su green pass, vaccini e tamponi, il ministero della Salute ha emanato una circolare in cui precisa che la terza dose di vaccino va fatta non 6 mesi dopo la seconda, ma 5 mesi dopo.

Nell’aggiornamento delle indicazioni sull’intervallo temporale tra la somministrazione della dose “booster” (di richiamo) e il completamento del ciclo primario nell’ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2, visto il parere del Cts e dell’Aifa, tenuto conto dell’attuale condizione di aumentata circolazione virale e ripresa della curva epidemica e in un’ottica di massima precauzione, si legge che a partire dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della relativa determina a cura di AIFA, cambia l’intervallo minimo previsto per la somministrazione della dose booster con vaccino a m-RNA.

Chi deve prenotarla e chi no

Oltre alle categorie per le quali è già raccomandata, inclusi tutti i soggetti vaccinati con una unica dose di vaccino Johnson & Johnson, e nei dosaggi autorizzati per la stessa (30 mcg in 0,3 mL per Comirnaty di Pfizer/BioNTech; 50 mcg in 0,25 mL per Spikevax di Moderna), a partire da mercoledì 24 novembre l’intervallo di atteso viene fissato a 5 mesi, cioè 150 giorni e non più 180, dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato (qui chi deve prenotare la terza dose e chi no, e come fare in ogni Regione).

Qui trovate le categorie che hanno la precedenza per sottoporsi alla terza dose. Il ministero ha pubblicato l’elenco dei farmaci che, se assunti, anticipano la terza dose dopo 28 giorni dalla seconda.

Nella circolare il ministero della Salute ribadisce anche la possibilità di sottoporsi contemporaneamente al vaccino a m-RNA anti-Covid, sia in caso di ciclo primario che di richiamo, e al vaccino antinfluenzale.

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