Terza dose, quale paese è già partito e con quale vaccino

Altrove è ancora aperto il dibattito sulla durata della protezione dal virus, ma c'è chi si sta già muovendo

Sulla terza dose il dibattito è ancora aperto, considerando che ancora manca lo studio definitivo sulla durata degli effetti dei vaccini. Questo nonostante negli scorsi giorni sia arrivata un’analisi della stessa azienda Pfizer, produttrice del vaccino più utilizzato in italia, che valuta a 6 mesi la durata della protezione contro il Covid generata dal preparato tedesco (tutti i dettagli sulla ricerca, qui).

Mentre in Italia si sollecitano i reticenti a recarsi agli hub vaccinali, in modo da avere una solida base di popolazione immunizzata, che possa quindi fare da argine alla circolazione del virus, all’estero c’è chi già dalle parole passa ai fatti: è il caso degli Stati Uniti, dove è già stata stilata una classifica di priorità per chi deve ricevere per prima la terza dose (qui tutte le informazioni)

Ma c’è un paese in cui i lavori per il terzo richiamo sono decisamente più avanti: si tratta di uno Stato che ha già fatto parlare di sé per la rapidità con la quale ha raggiunto gli obiettivi di vaccinazione. E che adesso si prepara, di nuovo, a fare da apripista.

Cosa sta succedendo in Israele con la terza dose

Si tratta appunto di Israele. La data è la prossima domenica, 31 luglio. I soggetti interessati sono tutti gli over 60. Quindi, se si hanno più di 60 anni, in Israele sarà possibile ricevere la terza dose di vaccino Pfizer. C’è però un’altra condizione da tenere presente: sarà possibile fare la terza puntura soltanto se, dalla seconda, sono trascorsi almeno cinque mesi. La notizia arriva dal ministero della Sanità israeliano che ha chiesto alle casse mutue di organizzarsi di conseguenza e in maniera adeguata.

Perché Israele ha deciso di procedere con una nuova somministrazione di vaccino Pfizer

Israele è il primo Paese al mondo a prendere una decisione di questo tipo. Altrove il dibattito sull’opportunità di un nuovo appuntamento all’hub dopo il richiamo è ancora aperto, nonostante Figliuolo ha rassicurato i cittadini sostenendo che la struttura commissariale in Italia è pronta anche nel caso in cui si ritenesse necessario un secondo richiamo.

In Israele la decisione è stata assunta su sollecitazione di un team di esperti. I ricercatori avevano infatti osservato un calo dell’efficacia delle difese immunitarie in chi ha ultimato la vaccinazione sei mesi fa. Da qui la proposta di procedere con una terza immunizzazione, proposta che è stata raccolta dal governo.

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