Terza dose non più dopo 6 mesi: cosa può cambiare

Dalla Regione Lazio la proposta che ha diviso virologi e immunologi: è giusto anticipare la terza dose? Cosa dicono gli esperti

L’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha lanciato alcune proposte per contenere il contagio. Secondo lui, infatti, sarebbe opportuno introdurre l’obbligo della mascherina all’aperto, a prescindere dal colore della regione, così come la quarantena per chi arriva da Paesi dove il virus circola molto, a prescindere dall’essere dentro o fuori dall’Unione europea. Ma l’idea che ha catturato maggiormente l’attenzione degli esperti, creando un dibattito, è relativa alla terza dose: D’Amato ha proposto di non aspettare 6 mesi, ma di somministrarla prima.

Terza dose non più dopo 6 mesi: qual è il motivo

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha citato i dati del territorio da lui governato, sottolineando che i contagi crescono nella fase finale della scadenza dei 6 mesi: pertanto varrebbe la pena anticipare a 5 mesi la somministrazione della terza dose. Almeno per le persone anziane.

Terza dose dopo 5 mesi: chi è a favore e chi è contro

Matteo Bassetti, primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, ha messo le mani avanti, criticando D’Amato. Per l’esperto, infatti, l’assessore “non è professore di malattie infettive, come fa a dire che ci si può vaccinare con la terza dose dopo 5 mesi? Così le persone credono sempre meno nelle vaccinazioni.

A favore di D’Amato, però, si schiera Andrea Crisanti (qui ha detto fino a quando dovremo convivere col virus), ordinario di microbiologia dell’Università di Padova. Secondo lui la proposta “ha una sua logica, bisogna vedere se tutto questo è attuabile dal punto di vista della logistica del sistema sanitario. Sarebbe opportuno perché anticipa la caduta della protezione”. Ha poi aggiunto che, stando ai dati di Israele, la terza dose ripristina completamente la protezione.

Fabrizio Pregliasco (qui la sua previsione sulla durata della pandemia), virologo dell’Università di Milano, è ancora favorevole: l’esperto ha sottolineato che la terza dose (ecco chi deve prenotarla e chi no, regione per regione) a un mese in meno di distanza garantisce una maggiore protezione. Di contro, l’efficacia del vaccino scadrà un po’ prima. Ma per lui dopo la terza dose “la vaccinazione sarà simile a quella dell’influenza e quindi dedicata ai fragili e ai più esposti e poi magari, a pagamento, per chi lo desidera”.

Ma quando è meglio ricevere la dose di un richiamo? Prova a fare chiarezza Mario Clerici, immunologo e immunopatologo dell’Università di Milano, secondo cui non ci sono elementi che confermino il richiamo vada fatto dopo un periodo stabilito: dipende dall’evolversi della situazione e dall’essere o meno pazienti fragili.

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Terza dose non più dopo 6 mesi: cosa può cambiare