Terza dose, perché si potrebbe procedere con mix vaccini

Terza dose, un nuovo studio suggerisce che è possibile (ed efficace) proseguire con un mix di vaccini: cosa dicono i dati

Chi ha ricevuto il vaccino Covid J&J (Johnson & Johnson’s) trae maggiore benefici dai booster di richiamo Pfizer o Moderna: lo confermano i risultati di un nuovo studio americano, suggerendo che è possibile (e più efficace) proseguire con un mix di vaccini anche per chi è in attesa della terza dose.

Nuovi dati suggeriscono che è possibile (ed efficace) proseguire con un mix di vaccini

Lo studio finanziato dal National Institutes of Health sulla combinazione e l’abbinamento dei vaccini Covid (consultabile qui) ha coinvolto 458 adulti, i quali  hanno ricevuto prima uno dei tre vaccini approvati dagli Stati Uniti – Pfizer, Moderna o J&J – per poi proseguire con un vaccino diverso al momento del richiamo.

In Italia questo potrebbe capitare per esempio a chi ha ricevuto il monodose Johnson & Johnson’s o il vaccino Covid di AstraZeneca ed ora rientra tra i soggetti destinatari della terza dose (qui l’elenco). Ad oggi, infatti, il ministero della Salute come unico preparato accessibile per la terza dose a over 60 e fragili ha previsto Pfizer, già oggetto di una circolare (anche se un simile provvedimento è atteso nei prossimi giorni anche per Moderna). Combinare vaccini diversi, quindi, è sicuro?

La ricerca finanziata da NIH ha analizzato i livelli di anticorpi tra i partecipanti 15 giorni dopo l’iniezione di richiamo, mostrando come tra le persone che hanno originariamente ricevuto un’iniezione di J&J, gli stessi fossero quattro volte più alti dopo un richiamo di J&J, ma ben 35 volte maggiori dopo un richiamo di Pfizer e 76 volte dopo un richiamo di Moderna.

Perché in caso di terza dose si potrebbe procedere con mix vaccini

Questi dati, quindi, confermano oggi che non si corre alcun pericolo col mix di vaccini, al contrario, in alcuni casi è anche più efficiente. Per questo motivo, in caso di carenza di dosi o di disponibilità di vaccini diversi, anche nei confronti di chi deve ricevere la terza dose si potrebbe optare per il cd. “mix and much” (termine utilizzato quando si procede con la somministrazione di un vaccino diverso da quello somministrato nella prima fase).

Ricordiamo che, al momento, la terza dose è prevista per gli over 80 e per il personale sanitario. Il ministero della Salute, dopo il parere dell’Aifa (conformato a quanto stabilito dall’EMA), ha deciso di includere poi nel gruppo anche i cd. fragili (qui l’elenco) e di estendere la platea coinvolgendo anche gli over 60. Circa 11 milioni tra 60enni e 70enni sono quindi in attesa di ricevere la terza dose, prevista a sei mesi di distanza dopo la seconda.

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Terza dose, perché si potrebbe procedere con mix vaccini