Terza dose per donne in gravidanza e allattamento: cosa dice l’Iss

L'Istituto superiore di sanità ha fatto chiarezza su uno dei temi più delicati: il vaccino alle donne durante la gravidanza o durante l'allattamento

Vaccinarsi se si sta portando avanti una gravidanza o se si sta allattando è sicuro? C’è un mese particolare entro il quale sottoporsi alla somministrazione? Cambia qualcosa tra prima dose, seconda dose e terza dose? A tutte queste domande ha risposto l’Istituto superiore di sanità, diffondendo un comunicato che serve a fare chiarezza sull’argomento.

Vaccino in gravidanza: i consigli dell’Iss

L’Istituto superiore di sanità ha raccomandato la terza dose del vaccino alle donne in gravidanza che si trovino nel secondo e terzo trimestre e desiderino vaccinarsi. La raccomandazione – ha spiegato l’Iss – tiene conto delle numerose e crescenti evidenze riguardo alla sicurezza della vaccinazione in gravidanza, sia nei confronti del feto sia della madre.

Al momento sono poche le evidenze relative a vaccinazioni eseguite nel primo trimestre, quindi le donne che desiderano vaccinarsi in questo periodo devono valutare rischi e benefici insieme a un sanitario. Quelle a maggior rischio di contrarre il contagio perché più esposte (ad esempio le caregiver o le professioniste sanitarie. A proposito, vaccino obbligatorio per badanti e colf: facciamo chiarezza) e/o a maggior rischio di sviluppare una malattia grave, rimangono il target prioritario per la vaccinazione in gravidanza.

La somministrazione deve essere eseguita nei dosaggi autorizzati allo scopo (30 mcg in 0,3 mL per Pfizer; 50 mcg in 0,25 mL per Moderna), indipendentemente dal vaccino utilizzato per le prime due dosi, e purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno 5 mesi (150 giorni) dal completamento dello stesso. La terza dose, inoltre, può essere somministrata contestualmente alle vaccinazioni contro l’influenza e la pertosse raccomandate in gravidanza (a proposito: il virus è più pericoloso per le donne incinte?).

Vaccino durante l’allattamento: i consigli dell’Iss

Per quel che riguarda invece l’allattamento, l’Istituto superiore di sanità ha raccomandato la terza dose alle donne che allattano, senza alcuna necessità di interrompere l’allattamento: la somministrazione deve essere eseguita nei dosaggi autorizzati allo scopo (30 mcg in 0,3 mL per Pfizer; 50 mcg in 0,25 mL per Moderna), indipendentemente dal vaccino utilizzato per le prime due dosi purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno 5 mesi (150 giorni) dal completamento dello stesso (a proposito di terza dose: contro la variante Omicron, chi ha fatto la terza dose dovrà fare la quarta?)

Per le donne che allattano si segnala che la vaccinazione non espone il lattante a rischi e gli permette di assumere anticorpi tramite il latte. Il neonato allattato da madre vaccinata segue il suo calendario vaccinale senza alcuna modifica.

A tutte le donne in gravidanza e che allattano, indipendentemente dalla scelta se vaccinarsi o meno, viene raccomandato di osservare le seguenti misure di prevenzione:

  • igiene delle mani;
  • uso della mascherina negli ambienti chiusi;
  • uso della mascherina in prossimità di altre persone non conviventi/non vaccinate;
  • rispetto della distanza fisica di sicurezza;
  • ventilazione degli ambienti.

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