Terapie intensive, per la prima volta un dato preoccupa: la situazione

L’ordinanza del ministero della Salute, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il giorno della Vigilia di Natale, fa riferimento alla grave situazione dei reparti

Durante la giornata di venerdì 24 dicembre il ministero della Salute ha emanato un’ordinanza di carattere restrittivo nei confronti di alcuni specifici cittadini italiani. Si tratta dei residenti nelle regioni del Friuli-Venezia Giulia e della Calabria.

Il documento fa ovviamente riferimento alla situazione epidemiologica, che sta vivendo una forte e inaspettata evoluzione durante le ultime settimane. La causa principale è da ricercare nella rapida diffusione della nuova variante Omicron, che sta mettendo in ginocchio molti Paesi in tutti gli angoli del mondo.

La nuova mutazione del coronavirus non ha risparmiato nemmeno l’Italia: durante le giornate di Natale e della Vigilia infatti sono stati stabiliti i nuovi record per numero di contagi addirittura dall’inizio della pandemia. Una situazione che ha portato la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe) di Confcommercio a lanciare un allarme per le difficoltà che si ritrovano ad affrontare alcune categorie di contribuenti, in particolare i ristoratori.

Terapie intensive, la situazione nelle varie regioni italiane

Una nuova ondata che sta mettendo a dura anche gli ospedali di tutta la penisola. L’ordinanza del ministero della Salute riguarda proprio questo. C’è forte preoccupazione da parte delle istituzioni sanitarie e non solo: sono già dodici le regioni con i reparti occupati in terapia intensiva oltre la soglia di allerta del 10%. Di queste, ben nove sono addirittura oltre il limite del 15%.

Si tratta proprio della Calabria (la più alta al 25,9%) e del Friuli-Venezia Giulia (22%), assieme a Liguria (21,8%), Marche (19,5%), provincia autonoma di Bolzano (16,4%), provincia autonoma di Trento (19,1%), Sicilia (15,5%), Valle d’Aosta (22,2%) e Veneto (18,2%). A livello nazionale il dato sulle terapie intensive si attesta al 10,7%, contro il 9,6% della settimana precedente (quella dal 13 al 19 dicembre).

E così il documento ministeriale esordisce con una frase che pare una sentenza: “Questa settimana a livello nazionale è stata superata la prima soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva”. L’allarme fa riferimento a quanto scritto nel verbale della Cabina di Regia del 24 dicembre e pubblicato il giorno stesso in Gazzetta Ufficiale.

Terapie intensive, il documento redatto dagli esperti

Il rapporto redatto da tecnici e scienziati dispone quindi “ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” e cita direttamente appunto “le Regioni Calabria e Friuli-Venezia Giulia” che rischiano di non sopportare più i continui ingressi di pazienti in condizioni critiche.

Nel verbale si afferma inoltre che “la trasmissibilità sui casi ospedalizzati si mantiene al di sopra della soglia epidemica”. Questo è il problema più tangibile, perché crea un “conseguente aumento nei tassi di occupazione dei posti letto sia in area medica che in terapia intensiva“.

Nel giro di poche ore è arrivato anche il commento del professor Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute. L’ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ha ricoperto la carica dal 2015 al 2018) ha affermato che “questo non è ancora il picco dei contagi”, annunciando anche che “a gennaio ci sarà un rialzo fortissimo dei casi”.

Infine ha aggiunto che “dobbiamo evitare che il numero di contagi arrivi, come successo in Gran Bretagna, a superare la quota di 100mila ogni giorno, stanziandosi addirittura sui 120mila negli ultimi giorni”.

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