Tempesta geomagnetica in arrivo, rischio blackout? Il fenomeno

Prevista nelle prossime ore l'espulsione di plasma dalla superficie del Sole che potrebbe portare a interferenze sulla Terra

È stata ribattezzata la “Tempesta di Halloween” per la coincidenza con il 31 ottobre, o forse anche per i timori che suscita. Tra stanotte e domani è attesa un’intensa tempesta geomagnetica conseguente all’attività del Sole, che potrebbe portare a interferenze come quelle che nella giornata di sabato hanno portato al blackout radio in parte del Sudamerica.

Tempesta geomagnetica in arrivo, rischio blackout? Cos’è il brillamento

Il fenomeno potrebbe causare aurore boreali visibili a occhio nudo anche a 50 gradi di latitudine, molto più basse rispetto alla norma, che potrebbero dunque stagliarsi, in Europa ad esempio, nei cieli di Belgio, Germania o Paesi Bassi o anche negli Stati Uniti all’altezza di stati come l’Oregon.

Ma al di là dell’effetto ottico certamente spettacolare, la tempesta geomagnetica, sebbene solo temporanea, potrebbe portare anche delle conseguenze sulle attività umane: l’attività del Sole, nota come “brillamento” o eruzione solare, ai livelli di intensità registrati in queste ore può, infatti, interferire con il campo magnetico terrestre provocando l’interruzione sia delle comunicazioni che delle reti elettriche (nelle stesse ore il passaggio all’ora solare).

Con il termine “brillamento” si individua l’espulsione di plasma, costituito principalmente da elettroni e protoni, dalla superficie del Sola attratto dal campo magnetico della corona solare.

A seconda della loro luminosità nei raggi X, questi fenomeni sono suddivisi in cinque classi corrispondenti alla minore o maggiore potenza sprigionata: i brillamenti si dividono dunque in A, B, C, M e X, ognuna dieci volte più potente di quella precedente, l’ultima a sua volta suddivisa  in 9 sottocategorie, numerate da 1 a 9.

Il brillamento che si sta verificando in queste ore è di entità elevata, X1, e sta provocando un’emissione di “Massa coronale” (CME) diretta verso la Terra a una velocità di di 1.260 km/s.

Tempesta geomagnetica in arrivo, rischio blackout? I precedenti

Gli effetti potenziali sul nostro Pianeta sono stati spiegati così dalla Nasa: “Le radiazioni nocive di un brillamento non possono penetrare l’atmosfera terrestre e colpire fisicamente gli esseri umani sulla Terra” è la rassicurazione dell’ente spaziale, “tuttavia, se abbastanza intensi, possono disturbare l’atmosfera nello strato in cui viaggiano i segnali GPS e di comunicazione” (qui abbiamo parlato del programma per portare la prima donna sulla Luna).

Del resto come ricorda l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), fenomeni del genere possono manifestarsi ciclicamente circa ogni 11 anni con l’inversione della polarità del Sole, che ha un effetto diretto sulla presenza di macchie solari sulla sua superficie: più ce ne sono più è probabile che si verifichino tempeste geomagnetiche (qui il lavoro quotidiano dell’Istituto sui terremoti in Italia)

Non sarebbe dunque la prima volta che la Terra venga investita da questo tipo di attività. La più nota è quella che nel marzo 1989 interessò la regione del Quèbec, lasciando al buio milioni di persone.

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