Tatuaggi, attenzione: cosa non si potrà più fare in Italia e in Europa

L'Ue ha vietato l'utilizzo di alcuni pigmenti colorati nel tatuaggi. Ecco cosa sappiamo e cosa si rischia

Circa il 12% degli europei ha almeno un tatuaggio: in pratica, qualcosa come 84 milioni di persone in tutta Europa. Qualcuno di voi, appassionato o meno di tatuaggi, avrà certamente intercettato la notizia riguardo a un nuovo divieto imposto dall’Unione europea.

Si tratta del divieto in tutti i Paesi membri dei tatuaggi colorati. Di cosa si tratta? E’ una notizia vera o falsa? Cerchiamo di fare chiarezza.

Stop ai tatuaggi colorati in tutta Europa: da quando e perché

Prima di tutto, non si tratta di una fake news. Ma è una notizia che risale ad alcuni anni fa e che va spiegata bene. L’Agenzia Chimica Europea ECHA ha indicato come pericolosi due pigmenti colorati abitualmente utilizzati per i tatuaggi sulla pelle. Si tratta del Blue 15 e del Green 7. Secondo l’agenzia, esiste la possibilità che i due colori del tatuaggio possano avere effetti cancerogeni.

Anche se questa ipotesi non è stata ancora dimostrata e non ci sono studi a lungo termine in merito, Bruxelles ha deciso che sarà vietato utilizzare pigmenti di Blue 15 e Green 7 come colori per tatuaggi in tutta l’Unione Europea. Non da subito, però, ma a partire da gennaio 2023.

Quindi non si tratta di una novità imminente, ma è bene che tutti gli appassionati di tatuaggi, e gli stessi tatuatori, lo sappiano. Perché è evidente che, anche se il divieto scatterà tra 2 anni per dare il tempo di adeguarsi, il ragionevole dubbio che si tratti di sostanze pericolose per la salute è già più che fondato: dunque il nostro consiglio è quello di valutare attentamente, già adesso, che tipo di colori verranno utilizzati per il tatuaggio che andrete eventualmente a fare.

Già nel marzo 2015 la Commissione Europea aveva chiesto all’Agenzia Europea della Chimica di preparare un dossier per la valutazione dei rischi per la salute umana per determinare le sostanze chimiche contenute nelle miscele utilizzate per i tatuaggi e il trucco permanente.

Nel 2020 l’Ue annunciava che la Commissione stava compiendo un passo importante per proteggere la salute dei cittadini dell’Ue dalle sostanze chimiche pericolose contenute proprio in queste miscele. Con una nuova restrizione adottata 2 anni fa, l’Unione mira a garantire che i cittadini dell’Ue siano ugualmente protetti, indipendentemente dal Paese in cui vengono tatuati e dal fatto che l’inchiostro sia prodotto nella Ue o no.

Alcuni Stati membri hanno già limitato l’uso di sostanze pericolose negli inchiostri utilizzati per i tatuaggi, ma con questa restrizione Bruxelles vuole armonizzare queste misure a livello Ue e migliorare la protezione dei cittadini. “Questa restrizione è il risultato di una buona cooperazione tra la Commissione, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche e gli Stati membri con il coinvolgimento dell’industria e delle ONG” aveva spiegato il commissario Thierry.

Il Commissario Ue per l’ambiente, gli oceani e la pesca Virginijus Sinkevičius ha dichiarato che “la salute e il benessere dei nostri cittadini è la nostra priorità”. “Il tatuaggio è sempre più popolare in Europa. Questo è il motivo per cui è urgente regolamentare queste sostanze chimiche ora”.

Quali possibili rischi per la salute dai tatuaggi

I due pigmenti Blue 15 e del Green 7 sono il componente principale del 60% di tutti gli inchiostri per tatuaggi, ma non sono state ancora scoperte alternative serie che potrebbero sostituire i due colori e anche l’ECHA non ha proposte pronte.

L’ECHA, in collaborazione con l’Italia, la Danimarca e la Norvegia, ha preparato un dossier in cui afferma che i rischi per la salute umana derivanti dall’esposizione a determinate sostanze chimiche negli inchiostri per tatuaggi non sono adeguatamente controllati.

Il Blue-15 è già vietato in alcuni cosmetici, in particolare nelle tinture per capelli. L’ECHA ritiene che anche le sostanze vietate per la pelle non dovrebbero penetrare sotto la pelle. Allo stesso tempo, Blue-15 è approvato per tutti gli altri campi di applicazione dei cosmetici, in particolare per i cosmetici che entrano in contatto con la mucosa dell’occhio.

Oltre alle allergie e ai problemi della pelle, le sostanze chimiche tossiche presenti negli inchiostri per tatuaggi possono causare altri effetti negativi sulla salute, come il cancro.

Cosa cambia dal 2023

Le nuove regole imposte a livello europeo includono limiti massimi di concentrazione stabiliti per gruppi di sostanze o per singole sostanze come alcuni coloranti azoici e ammine aromatiche cancerogene, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli e metanolo. Fino ad oggi, gli Stati membri hanno sempre avuto norme nazionali diverse sulla restrizione delle sostanze chimiche negli inchiostri per tatuaggi.

Con la nuova regolamentazione europea, ci saranno regole armonizzate in tutto il territorio. Le nuove regole entreranno in vigore dopo una fase di transizione di 12 mesi. Da quel momento, gli inchiostri per tatuaggi e il trucco permanente che contengono le sostanze elencate in quantità superiori ai limiti specificati non potranno più essere immessi sul mercato e utilizzati nell’Ue.

Cancellando il blu e il verde dalla tavolozza dei colori, come colori rimangono solo rosso, giallo e nero. Migliaia di persone hanno firmato contro il divieto la petizione “Save The Pigments” di due attivisti austriaci, presentata alla Commissione per le petizioni Ue alla fine di marzo 2021 e ora in fase di esame.

Le regole anti-Covid per i tatuaggi

Un momento non certo semplice per il mercato dei tatuaggi, anche a causa delle restrizioni Covid. Esistono infatti regole molto ferree che vanno rispettate per fare un tatuaggio anche rispetto alla sicurezza contro il rischio contagio.

L’Istituto Superiore di Sanità ha anche stilato un documento con linee guida e indicazioni per prevenire l’infezione Covid da tatuaggio. Ecco quali regole devono rispettare i tatuatori e a cosa fare attenzione:

  • posizionare dispenser con soluzioni disinfettanti PMC/biocidi con soluzioni idroalcoliche o a base di altri principi attivi per l’igiene delle mani all’ingresso e in corrispondenza delle postazioni a disposizione del personale e della clientela
  • sanificare frequentemente le superfici ad alta frequenza di contatto o comunque comuni, ossia utilizzate da più persone (es. porte, maniglie di porte e finestre, interruttori della luce, pulsantiere, servizi igienici, rubinetti, lavandini, tavoli, piani
    di lavoro, scrivanie, sedie, tastiere e stampanti POS, corrimano, etc.)
  • pulire giornalmente i locali comuni come spogliatoi e servizi igienici con prodotti specifici. In tali locali, se presenti finestre, queste devono rimanere sempre aperte; se privi di finestre, gli estrattori di aria devono essere mantenuti in funzione per l’intero orario di apertura
  • garantire un ricambio d’aria regolare e sufficiente nei locali di lavoro favorendo, in ogni caso possibile, l’aerazione naturale anche mantenendo la porta d’ingresso aperta; frequenti brevi aperture delle finestre, anche per pochi minuti, sono, in linea di principio, preferibili a rare aperture di più lunga durata
  • eliminare, ove possibile, la funzione di ricircolo dell’aria negli impianti di riscaldamento/raffrescamento
  • posizionare nel locale raccoglitori chiusi per i rifiuti
  • vietare il fumo e l’assunzione di cibo e bevande nel locale.

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