Super green pass, obbligo vaccino, tamponi: tutto sul nuovo decreto Covid

Arriverà a breve il nuovo decreto Covid con cui il governo si appresta a mettere un freno alla quarta ondata Covid

Arriverà a breve il nuovo decreto Covid con cui il governo si appresta a mettere un freno alla quarta ondata Covid (in Italia in realtà sarebbe la quinta, a ben vedere le curve, perché da noi la pandemia è iniziata prima), ondata che ha travolto di nuovo l’Europa e sta riaccendendo le preoccupazioni anche qui da noi.

Obiettivo dell’Esecutivo Draghi è scongiurare nuovi lockdown generalizzati e non penalizzare ancora il mondo del lavoro e la scuola, evitando blocchi ai vaccinati.

I dati Covid in Italia: le Regioni a rischio

L’incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare: 98 per 100mila abitanti, contro 78 per 100mila abitanti della scorsa settimana, secondo quanto riportato dall’Iss nel suo ultimo report.

Nel periodo 27 ottobre – 9 novembre 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,21, stabile rispetto alla settimana precedente ma al di sopra della soglia epidemica. È invece in leggera diminuzione, ma ancora sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (1,09 contro 1,14 precedente).

Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva è al 5,3%, contro il 4,4%. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 7,1%, rispetto al 6,1%.

Tutte le Regioni risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, una Regione è ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Attenzione massima è rivolta ai territori del Nord-Est: in particolare Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Bolzano e Veneto.

In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione, ma scende la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi. Aumenta invece la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening, il che indica che il virus spesso circola in forma asintomatica, soprattutto grazie all’azione potente e preventiva dei vaccini.

Quanto rischiano davvero i non vaccinati

E a proposito di vaccini, i dati ancora una volta sono evidenti: nell’ultimo mese, solo in Italia, il 64% dei ricoveri in terapia intensiva e il 45,3% dei decessi hanno riguardato non vaccinati, cioè persone che non avevano ricevuto alcuna dose di vaccino anti-Covid.

I nuovi dati del Report Iss evidenziano che il tasso di morte nei non vaccinati è circa 9 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro 6 mesi e 6 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da oltre 6 mesi.

Nel rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità si evidenzia anche il lieve calo di efficacia del vaccino dopo 6 mesi, che resta comunque alto: la protezione contro l’infezione dopo i 6 mesi scende dal 95% all’82%, in tutte le fasce d’età. Per questo è evidente che risulta necessario sottoporsi alla terza dose dopo i 6 mesi dalla seconda.

Per l’Oms in arrivo altri 500mila morti in Europa

Intanto, il Covid è diventato ancora una volta la prima causa di mortalità in Europa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che altre 500mila persone in Europa potrebbero morire di Covid entro marzo 2022, a meno che non vengano prese misure urgenti.

Il direttore dell’Oms per l’Europa, Hans Kluge, si è detto molto preoccupato per una nuova ondata di infezioni che si è diffusa in tutto il continente e ha portato i Paesi ad annunciare nuove restrizioni.

Le misure in Europa

L’Austria, che ha il tasso di vaccinazione più basso dell’Europa occidentale e venerdì ha registrato 15.809 nuovi casi di contagio, sarà il primo Paese a imporre l’obbligo vaccinale dal 1° febbraio. Il Paese torna in lockdown per la terza volta da lunedì 22 novembre e almeno fino al 12 dicembre.

Restrizioni più severe sono state annunciate anche nella Repubblica Ceca e in Slovacchia. Anche Irlanda, Ungheria, Grecia e Stati baltici registrano tassi di infezione elevati rispetto e stanno ragionando su cosa fare.

Kluge ha affermato che fattori come la stagione invernale, quando normalmente c’è un aumento delle infezioni virali, e la bassa copertura vaccinale, sono stati responsabili dell’aumento dei casi. Ha chiesto che più persone vengano vaccinate, che vengano implementate misure di salute pubblica di base e che vengano sviluppati nuovi trattamenti, ma ha anche affermato che la vaccinazione obbligatoria dovrebbe essere l’ultima risorsa.

Venerdì sono scoppiati disordini nei Paesi Bassi in risposta alle nuove restrizioni. La polizia ha aperto il fuoco sui manifestanti e 7 persone sono rimaste ferite durante una protesta a Rotterdam.

In Germania, i mercatini di Natale sono stati cancellati nello stato sud-orientale della Baviera, che ha alcuni dei tassi di vaccinazione più bassi del Paese. Il ministro della Salute Jens Spahn ha affermato che la situazione è una “emergenza nazionale” e, oltre a non escludere un altro lockdown nazionale, fa un’affermazione così perentoria che ha già fatto il giro del mondo: “Alla fine dell’inverno quasi tutti i tedeschi saranno vaccinati, guariti o morti”.

Nuovo decreto Covid: cosa potrebbe cambiare

In Italia, il governo intanto prova ad arginare i possibili effetti fissando regole più severe. Martedì 23 i ministri Speranza e Gelmini discuteranno le nuove norme con i presidenti delle Regioni. Poi il premier Draghi riunirà la Cabina di regia e dopo il Consiglio dei ministri.

L’ipotesi più accreditata sembrava essere fino a poche ore fa quella di introdurre più restrizioni solo in zona arancione e rossa per chi non è vaccinato, e non abbia contratto il Covid negli ultimi 6 mesi. Ma non è detto che si scelga un’azione più forte, portando le stesse regole anche in zona bianca. Le ipotesi sul tavolo sono diverse.

Terza dose vaccino

Si attendeva da giorni ed è arrivata la decisione. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato che la terza dose andrà fatta dopo 5 mesi dalla seconda inoculazione, senza attendere i 6 mesi previsti sinora (qui chi deve prenotare la terza e come fare in ogni Regione).

Durata green pass

Ormai praticamente certo che la validità del green pass verrà ridotta di 3 mesi: il certificato verde non durerà più 12 mesi, ma 9.

Super green pass e restrizioni per i non vaccinati

Prosegue il pressing di alcune Regioni per differenziare le misure restrittive: l’ipotesi, che il governo sembra intenzionato ad abbracciare, è quella del “super” green pass, cioè il rilascio del green pass solo ai vaccinati e ai guariti. Stop, dunque, al green pass con i tamponi.

In questo caso, i non vaccinati non potrebbero più partecipare alle attività culturali, sociali e ricreative perché non basterebbe più il tampone. Si attiverebbe così una vera e propria lista di luoghi chiusi ai no vax: bar e ristoranti, palestre e piscine, cinema e teatri, discoteche, stadi e feste dopo le cerimonie (dei possibili effetti collaterali della terza dose abbiamo parlato qui).

Obbligo vaccino

Draghi e la sua squadra stanno valutando se rendere obbligatorio il vaccino per alcune categorie. L’obbligo di effettuare la terza dose scatterà sicuramente per il personale sanitario e per i lavoratori che entrano nelle Rsa per anziani.

Poi, potrebbe toccare a insegnanti, forze dell’ordine e dipendenti pubblici, ma tutto è ancora da definire.

Green pass al lavoro

Per il momento non sembra essere nelle corde del governo l’idea di imporre l’obbligo di vaccino a tutti i lavoratori.

I lavoratori non vaccinati potrebbero continuare ad ottenere il green pass sottoponendosi a tampone.

Tamponi

Sembra decisa la riduzione della validità del tampone molecolare a 48 ore e dell’antigenico a 24 ore, ma si attende il parere del Cts.

Mascherine

Secondo alcune indiscrezioni, potrebbe anche arrivare l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto anche in zona bianca. Oggi la mascherina all’aperto è obbligatoria solo dalla zona gialla in poi.

Green pass sui mezzi di trasporto

Tutto tace rispetto all’ipotesi di imporre l’obbligo di green pass anche per il trasporto pubblico. Su autobus, tram e metro ad oggi non c’è, e il governo non sembra intenzionato a cambiare le cose, nonostante se ne stia parlando.

Chi non è vaccinato potrà invece continuare a prendere treni ad alta velocità e aerei anche solo con il tampone.

Stato di emergenza

Lo stato di emergenza, in scadenza il 31 dicembre, sarà prorogato fino al 31 gennaio 2022, quando scadranno i 2 anni dall’inizio della pandemia dichiarata.

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