AstraZeneca, la sospensione “sblocca” il vaccino Sputnik? La mossa di Draghi

In Italia i reparti di terapia intensiva si stanno riempiendo a grande velocità e la sospensione di AstraZeneca non aiuta: attenzione allo Sputnik

La sospensione del vaccino AstraZeneca in Italia (ma non solo, anche altri Paesi europei hanno deciso per lo stop) potrebbe sbloccare la situazione legata al vaccino Sputnik? Al momento solo l’Italia avrebbe chiesto all’Unione europea di acquistarlo. Per il governo guidato da Mario Draghi, però, c’è una condizione fondamentale prima di somministrarlo.

Stop AstraZeneca, quanti vaccini dovrà recuperare l’Italia

Il Commissario straordinario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha stimato che la sospensione temporanea delle somministrazioni del vaccino AstraZeneca, stimabile in quattro giorni complessivi (fino al pronunciamento dell’Ema e quindi dell’Aifa), dovrebbe avere un impatto quantificabile in 200 mila vaccinazioni in meno.

In caso di ripresa delle somministrazioni di AstraZeneca giovedì 18 marzo, però, il ritardo potrebbe essere riassorbito in circa 15 giorni, anche grazie all’incremento della quantità del vaccino Pfizer stimato in 707.850 dosi.

La sospensione di AstraZeneca arriva nel momento in cui 13, tra Regioni e province autonome, registrano un aumento notevole dei ricoverati, superando la soglia di allerta (alcune ampiamente, come la Lombardia). La frenata, quindi, si scontra anche con la necessità evidente di dover riprendere al più presto le vaccinazioni, soprattutto per le categorie più fragili.

Stop AstraZeneca, si accelera per lo Sputnik?

Se da una parte l’Italia spera di ripartire (anche) col vaccino AstraZeneca, dall’altra c’è la possibilità che questa sospensione acceleri il pressing sull’Ue per quel che riguarda lo Sputnik. Aleksandr Gintsburg, il direttore del Centro di ricerca Gamaleya che ha sviluppato il vaccino russo, ha dichiarato all’agenzia Interfax che l’Italia potrebbe cominciare a produrre 10 milioni di dosi al mese entro maggio.

Il governo di Mario Draghi, comunque, non si muoverà prima dell’ok dell’Ema, ritenuto indispensabile (potrebbe arrivare entro maggio). L’Italia resta l’unico Paese ad aver chiesto all’Ue di acquistarlo, suggerendo un contratto unico come per gli altri vaccini sin qui approvati.

L’Europa sembra spaccata, ma secondo Gintsburg ci sarebbero “contrattazioni sulla possibilità di produrre questo vaccino in altri Paesi Ue, inclusi Germania e Francia”. Dalla Russia, inoltre, comunicano che ben due vaccini (lo Sputnik e l’EpivarCorona)i si sono dimostrati efficaci anche contro le varianti del virus. A riferirlo, Aleksandr Gorelov, viceresponsabile dell’Istituto di Epidemiologia Rospotrebnadzor, intervistato dalla televisione di Stato russa.

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