Spostamenti tra regioni: verso la proroga del divieto anche per le zone gialle?

Gli spostamenti tra regioni, anche gialle, sono vietati fino al 25 febbraio: ma il governo sembra aver preso una decisione per il futuro

L’ultima settimana di febbraio si aprirà con un Consiglio dei ministri atteso per vari motivi: su tutti, quello legato alla decisione degli spostamenti tra le Regioni. Al momento c’è un divieto nazionale, a prescindere dal colore. Divieto che, a causa dell’esplosione delle varianti, potrebbe essere prorogato dal presidente Mario Draghi.

Spostamenti tra regioni: vale il divieto anche per le zone gialle?

Nessuna zona arancione a livello nazionale: l’Italia continuerà a essere divisa in fasce colorate nonostante le (tante) critiche subite dal sistema negli ultimi giorni. La richiesta delle Regioni è però di semplificare e correggere il modello dei tre colori, rivedendo i criteri e i 21 parametri di classificazione.

Lunedì 22 febbraio è stato convocato un Consiglio dei ministri per varare il nuovo decreto. Attualmente gli spostamenti tra Regioni, anche quelle gialle, sono vietate fino al 25 febbraio. La sensazione è che la misura sarà prorogata almeno fino al 5 marzo, giorno in cui scadrà anche il Dpcm contenente tutto l’impianto di regole e chiusure anti-contagio. Nel governo c’è chi non esclude che già nel prossimo Cdm si decida di bloccare la mobilità addirittura fino al 31 marzo.

Il Dpcm del 5 marzo è quello che stabilisce la chiusura, tra le altre, di piscine, palestre, cinema e teatri. Anche in questo caso la sensazione è che difficilmente assisteremo a un allentamento delle misure, visto che le varianti sono giorno dopo giorno sempre più motivo di preoccupazione.

Zone gialle, arancioni e rosse: le richieste delle Regioni

Dalla Conferenza delle Regioni i governatori hanno deciso di avanzare delle richieste al governo. Sarebbero disponibili a mantenere il sistema dei colori per fasce di rischio per evitare il lockdown nazionale, ma si aspettano delle modifiche.

Luca Zaia, presidente del Veneto, ha chiesto una revisione dei parametri e la possibilità che le ordinanze restrittive scattino in automatico. Sulla stessa scia Eugenio Giani, governatore della Toscana, che si lamenta dei criteri e invoca trasparenza: per lui è inconcepibile che ci siano regioni in zona gialla nonostante una situazione delle terapie intensive ritenuta peggiore.

Il tema delle varianti spaventa ovviamente anche i presidenti di Regione: non discutono il ruolo del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, ma dal governo si aspettano maggior efficienza, soprattutto dal punto di vista della comunicazione.

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