Spesa in un altro Comune, il Governo cambia le regole per zone rosse e arancioni

Nuove regole per fare la spesa in zona rossa e arancione. Il Dpcm 3 novembre 2020 ha suddiviso l'Italia in tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio

Cambiano le regole per fare la spesa in zona rossa e arancione. Come sappiamo il Dpcm 3 novembre 2020 ha suddiviso l’Italia in tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per le quali sono previste specifiche misure restrittive.

In base all’Ordinanza del Ministro della Salute del 4 novembre, e modificate successivamente con ordinanze del 10 e del 13 novembre, sono ricomprese:

  • nell’area gialla: Lazio, Molise, Provincia di Trento, Sardegna, Veneto.
  • nell’area arancione: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Puglia, Sicilia, Umbria.
  • nell’area rossa: Calabria, Campania, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Valle d’Aosta.

Ma qualcosa ora cambia rispetto agli spostamenti. Nella sua versione iniziale, specificate nelle FAQ del Governo, il decreto prevedeva che fosse possibile spostarsi per fare la spesa fuori dal proprio Comune solo in casi molto precisi.

Cosa prevedeva il Dpcm nella sua prima versione

Inizialmente era possibile spostarsi in altri Comuni solo ed esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, di necessità o per motivi di salute.

Se quindi il Comune non disponeva di punti vendita, o fosse stato necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel Comune di residenza o domicilio, lo spostamento era consentito solo entro questi stretti limiti, che dovevano essere comunque autocertificati.

Cosa prevedono le nuove FAQ del Governo

Ora, a partire da lunedì 16 novembre, con una modifica alle FAQ, il Governo Conte chiarisce che gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si abita sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità. Fare la spesa rientra sempre adesso fra le cause giustificative degli spostamenti.

L’Esecutivo, in particolare nella figura del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ha raccolto una istanza specifica sollevata, attraverso un appello su La Stampa, da Alberto Balocco, presidente e AD dell’omonima celebre industria dolciaria di Fossano, per autorizzare gli spostamenti tra Comuni per l’acquisto di generi alimentari.

Non l’ha presa bene Confcommercio Cuneo, che ha voluto sottolineare come questa modifica generi di fatto un vantaggio per la grande distribuzione rispetto ai negozi di vicinato.

Quindi, laddove il proprio Comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito, entro tali limiti. Anche in questo caso comunque gli spostamenti dovranno essere autocertificati.

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