Speranza: obbligo di mascherine e stadi chiusi nel prossimo DPCM

Il ministro della Salute, intervenuto in una trasmissione su Rai 3, conferma anche l'ipotesi di obbligo di mascherine

L’escalation di contagi cui si sta assistendo negli ultimi giorni ha fatto scattare più di qualche campanello d’allarme, dalle parti di Palazzo Chigi (e non solo). Mentre il contatore sembra viaggiare senza freni oltre i 3.000 contagi al giorno (soglia oltre la quale, sostengono diversi tecnici, diventa sempre più complesso effettuare un contact tracing completo), il Governo si appresta a elaborare un nuovo DPCM per tentare di arginare quanto più possibile la seconda ondata.

DPCM ottobre 2002 presentato martedì: le misure che conterrà

Alcuni dei passaggi del prossimo decreto sono stati anticipati dal ministro della Salute Roberto Speranza, che dovrebbe presentarlo tra due giorni alla Camera dei Deputati. Il ministro ha confermato che l’Esecutivo, coadiuvato dal Comitato Tecnico Scientifico, sta valutando l’ipotesi di estendere a tutto il territorio nazionale l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto. In questo modo, il Governo farebbe propria una misura già adottata da diversi Presidenti di regione e Sindaci.

A questo, poi, dovrebbero aggiungersi le misure riguardanti palestre, centri estetici, bar e ristoranti anticipate ieri dal Messaggero. Secondo il quotidiano romano, infatti, il DPCM che verrà presentato nella giornata di martedì alla Camera dei Deputati dovrebbe contenere nuove indicazioni per l’apertura dei locali aperti al pubblico. Probabile che, per evitare assembramenti, venga ridotto l’orario di apertura di ristoranti, bar e altre attività della ristorazione, mentre se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente palestre e centri estetici rischierebbero una nuova chiusura.

Speranza: priorità alla scuola

Intervenuto alla trasmissione di Rai 3 “Mezz’ora in più”, il ministro della Salute è intervenuto anche sulla riapertura degli stadi. Secondo Speranza non è questo il momento di rischiare per consentire a decine di migliaia di persone di assistere a un evento sportivo, qualunque esso sia. Se davvero è necessario prendersi dei rischi, ha affermato il ministro nel corso della trasmissione, è lecito farlo per la scuola e non per partite di calcio o di qualunque altro sport.

Si tratterebbe di rischi inutili che potrebbero far precipitare una situazione già di per sé precaria. “Vogliamo tenere le scuole aperte. Finora nelle scuole si sonoregistrati un migliaio di casi, ma è del tutto evidente che ce ne saranno molti altri nelle prossime settimane. Proveremo a essere il più veloci possibile” nell’intervenire.

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